sabato 29 ottobre 2011

Comitato di amici


Anche un uomo vicino a Besson in «Acqualiberatutti»

Comitato di amici
Hanno avversato il referendum e vogliono i rimborsi

di G. D. M. 



UN po’ lo si era sospettato: il comitato per il no al referendum sull’acqua era sponsorizzato, diciamo pure un po’ «foraggiato», dalle grandi società private che si sono prese le reti idriche italiane. Ma adesso, quasi a sorpresa, emergono le prove del teorema formulato dai soliti osservatori malpensanti. Lo spunto arriva da una richiesta allo Stato di rimborso delle spese sostenute per la campagna referendaria dal comitato per il no, quindi favorevole al sistema delle privatizzazioni. Si chiama «Acqualiberatutti» e secondo la Camera dei Deputati fa riferimento al giornalista Oscar Giannino. Ma dentro ci sono uomini (soprattutto vicini al Pd e all’Udc) che sono amici e dipendenti dei colossi della gestione privata dell’acqua nel nostro Paese. Un nome per tutti: Antonio Iannamorelli, presidente del comitato Acqualiberatutti, vicepresidente del consiglio comunale di Sulmona, esponente del Partito Democratico. La sua «battaglia» per mantenere l’acqua sotto la gestione dei privati non è andata bene, infatti ha vinto la «corrente» opposta quella del sì, con oltre il 95% e però il consigliere abruzzese ha avuto comunque qualcosa. Subito dopo il referendum è stato assunto nella società «Reti spa» di Claudio Velardi e si è poi saputo di una buona amicizia tra Iannamorelli e l’ingegner Raimondo Besson, uomo del Pd; è lui che ha scritto la legge regionale in base alla quale si sono privatizzate le acque del Lazio in quanto all’epoca era funzionario alla Pisana nell’assessorato di Michele Meta (infrastrutture). Besson quando quella legge è entrata in vigore l’ha ampiamente applicata da vicepresidente di Acqualatina, qual è ancora oggi. Ed è anche uno di quelli che in una conferenza stampa di poco precedente al voto referendario, fatta nella sede della spa, ha detto: «Per noi non cambierà niente». Infatti così è stato: ad oggi nessuno degli esiti del referendum è stato neppure preso in considerazione dalla spa, né dall’ampio arco di partiti politici che la sostiene. Per conto di Iannamorelli uno studio legale ha diffidato il Presidente della Camera ad erogare il rimborso elettorale per la consultazione referendaria delle leggi sull’acqua pubblica. In base alla legge vigente questo Comitato non avrebbe diritto ai rimborsi perché essi spettano solo a chi ha raccolto le firme. Ad ogni buon conto questo signor Iannamorelli non è il solo «amico» della spa delle acque. Ce ne è almeno un altro nel comitato: Marino Fardelli, presidente in carica del Consiglio comunale di Cassino per l’Udc, nonché dipendente di Acea, la società che gestisce le acque per Ato 5 nel territorio della provincia di Frosinone, in cui rientra appunto Cassino. Ovviamente la richiesta di denaro di Iannamorelli, Fardelli & C. non è stata accolta. Ma loro hanno già detto che faranno ricorso. Per la cronaca il rimborso chiesto è pari a 60mila euro e loro dicono di aver diritto a quei soldi perché li hanno spesi non «avendo alcun partito alle spalle». Partiti propriamente detti no, se non si vuole tenere conto delle loro tessere di Udc e Pd. Ma in compenso, secondo quanto emerso, avevano grandi amici nella potentissima e straricca lobby dell’acqua privata.

Il vicepresidente che piace al Pd 

RAIMONDO Besson è vicepresidente di Acqualatina spa in quota alla parte privata della società mista, cioè Veolia. Il presidente è stato fino a un anno e mezzo fa il senatore Claudio Fazzone, garante politico ed economico di tutte le azioni di Acqualatina, nonché rappresentante del partito di maggioranza che fa passare in conferenza dei sindaci tutte le scelte (anche quelle più impopolari) della spa. A Fazzone è succeduto l’avvocato Giuseppe Addessi, civilista, di Fondi, la stessa città del senatore Fazzone e questo è bastato, a torto o a ragione, a definirlo un uomo designato proprio dal potente parlamentare. Anche se Addessi ha, ovviamente, sempre smentito. Besson invece è palesemente un tecnico vicinissimo al Partito Democratico e questa sua collocazione ha fatto sì che la società non fosse mai messa seriamente sotto scacco dal Pd, bensì solo dal trasversale Comitato Acqua Pubblica che continua a denunciare i «favori» che i Comuni, i sindaci e soprattutto la Provincia di Latina fanno alla spa.

Fonte: Latina Oggi

http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Comitato-di-amici.html



Acqua post referendum: non solo buone notizie

Segnali contrastanti arrivano sull'acqua. A Napoli il Consiglio comunale ha approvato la delibera che modifica la società Arin spa per la gestione dell'acqua, in un'azienda speciale a carattere totalmente pubblico chiamata Acqua bene comune (Abc) Napoli. Un provvedimento che accoglie in pieno le richieste di milioni di cittadini italiani che nel referendum dello scorso giugno si sono espressi per l'acqua pubblica al di là di quelli che erano i tecnicismi dei quesiti.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha anche ringraziato il movimento per l'acqua pubblica. «Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questa giornata in cui l'Arin Spa viene trasformata in Abc Napoli, cioè in una azienda speciale a carattere totalmente pubblico. Qualche mese fa, quando ancora non ero sindaco, firmai quel referendum perché ne comprendevo la valenza anche politica». E ovviamente particolarmente soddisfatto tutto il movimento per l'acqua che dopo un enorme impiego di energie raccoglie anche risultati concreti sul territorio dopo il riscontro positivo della tornata referendaria.
«Si compie il primo, storico, passo verso la ripubblicizzazione del servizio idrico nel nostro paese -hanno dichiarato il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e il Comitato Acqua Pubblica Napoli- Ci aspettiamo adesso che tutte le altre città seguano l'esempio napoletano e che oltre alla ripubblicizzazione si vada nella direzione di una reale partecipazione dei cittadini e dei lavoratori nella gestione del Servizio idrico integrato. L'acqua torna ed essere un bene comune e nessuno, d'ora in poi, potrà dire che non si poteva fare. Su acqua e referendum indietro non si torna».
Ma invece pare che questa eventualità si possa verificare. In una lettera inviata alla Consulta delle associazioni dei consumatori (Cncu) la Commissione delle risorse idriche (Conviri) ha spiegato che la percentuale abrogata dal secondo quesito referendario (cioè l'eliminazione del profitto sulla gestione del sistema idrico integrato pari al 7% del capitale investito) contiene "voci di costo, quale gli oneri finanziari e gli interessi passivi", che non si possono completamente eliminare. Secondo il presidente del Conviri Roberto Passino attuare il referendum, avrebbe conseguenze "sulla copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio" dei gestori.
E' chiaro che gli indirizzi post referendum per questo aspetto imponevano un cambio di modello tariffario che doveva essere supportato da indicazioni normative precise richieste anche dagli stessi gestori. Doveva essere il primo compito dell'Agenzia dell'acqua che però non è mai stata avviata. Una soluzione di tipo "gattopardesco" che passo dopo passo annulli l'esito del voto non può essere accettata dai 27 milioni di persone che si sono recati alle urne esprimendosi chiaramente e che hanno ridato prestigio allo stesso istituto referendario. 

27 ottobre 2011
Fonte: http://it.groups.yahoo.com/group/noinc


Leggi anche: http://www.acquabenecomune.org

martedì 25 ottobre 2011

PONTINIA: Acqua pubblica, la proposta

IL progetto POP (Pontinia Officina Politica) va avanti con profonda convinzione e con un seguito sempre maggiore di simpatizzanti. Il tutto è nato in estate dalla voglia, di alcuni giovani, di lavorare su progetti concreti che possano dare alla città alcune piccole ma importanti risposte. «Si tratta di un progetto relativo alla vera cittadinanza attiva – afferma Matteo Lovato, uno dei fondatori di POP -. Siamo entusiasti per la partecipazione dei cittadini, che sono presenti in rappresentanza di svariate fasce d'età. Cercheremo di aiutare il Comune ad amministrare in maniera innovativa ed efficiente». Tra i progetti la volontà di fare alcuni incontri sul referendum sulla legge elettorale e la possibilità di avere degli erogatori di acqua potabile in città.
R.A.C. su Latina Oggi del 21 Ottobre

Bassiano: «Ci riprendiamo gli impianti», e Pontinia?

Bassiano, la guerra ad Acqualatina prosegue dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato

Il consigliere Guidi annuncia: presto la delibera per attuare le decisioni dei giudici


«PRESTO un Consiglio per restituire al controllo pubblico le reti e gli impianti idrici».
Domenico Guidi, consigliere comunale di Bassiano, non fa sconti e annuncia che presto arriverà sul tavolo del consiglio comunale di Bassiano la delibera con cui il Comune darà seguito alla sentenza del Consiglio di Stato in merito ai rapporti con la società Acqualatina. «Dal dispositivo della sentenza emerge chiaramente che era nella facoltà del comune non approvare la convenzione – afferma l’ex sindaco Domenico Guidi - dato che: le notevoli differenziazioni introdotte nella convenzione, rispetto allo schema elaborato dalla Regione, e alle quali si richiama la deliberazione del Comune di Bassiano, sicuramente determinano il potere di esame delle stesse e la conseguente possibilità di non approvazione della convenzione». «E’ stata ristabilita la sovranità dei consigli comunali in materia di servizio idrico - spiega il consigliere provinciale Guidi - Le amministrzioni comunali, alla luce della unitarietà di gestione possono rivedere le scelte, imposte come atti dovuti sotto forme nuove, tali da restituire ai sindaci il potere gestionale del sistema idrico integrato. Il Comune di Bassiano e quello di Aprilia – avverte Guidi - avevano fiutato l’inganno e non avevano accettato quelle scelte». Nei giori immediatamente successivi alla sentenza, il consigliere provinciale aveva invitato il presidente e l’Autorità d’Ambito ad attuare, in tempi stretti, quanto necessario: assemblea generale dei sindaci, sospensione temporanea dei rapporti con le banche relativamente al finanziamento con il project financing. Il tutto, ovviamente, al fine di prendere decisioni organizzative sulla questione «acqua». Ma a più di un mese di distanza, nulla di tutto ciò è stato fatto. Pertanto, il consigliere provinciale Domenico Guidi invita «i sindaci dell’Ato4 a mettere al centro dell’azione amministrativa la difesa dei beni comuni e delle comunità per restituire le decisioni ai consigli comunali». Guidi ha preannunciato che si farà promotore in consiglio provinciale di un ordine del giorno che affronterà la situazione creatasi cercando dei correttivi. Il consigliere, inoltre, invita «tutti gli amministratori, soprattutto quelli di centrosinistra, a fare squadra con Aprilia e Bassiano per portare il tema dell’acqua pubblica e della sentenza del Consiglio di Stato al centro della conferenza dei sindaci Ato4. «Meraviglia – ha concluso l’amministratore provinciale - che non vi siano interventi incisivi con richieste di interrogazioni o proposte di mozioni a tutela degli utenti per tutti quei disagi abbondantemente riportati dai media locali. «Ma si sa che in politica i nemici di oggi potrebbero essere gli amici di domani e quindi l’adottare la tecnica dello struzzo (ignorare il problema) diventa politicamente corretto». Bassiano, dunque, dovrebbe dar seguito al recupero degli impianti già nei prossimi giorni. Poi bisognerà capire se gli altri enti locali seguiranno l’esempio del comune lepino.

lunedì 24 ottobre 2011

Manifestazione NO TURBOGAS APRILIA 23 Ottobre 2011

video

Il parco è cosa nostra!


Raid durante la notte. Devastata sede di Libera




Link: Cantiere Creativo Tv Blog
Articolo di Vincenzo Mulè
MAFIA. Distrutto il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, a Latina. Prevista per ieri una giornata in ricordo di don Cesare Boschin, ucciso per avere denunciato il traffico di rifiuti tossici. Alla fine, pur tra mille difficoltà, il documentario La quinta mafia è stato proiettato. Certo, non nelle condizioni in cui l’associazione Libera aveva programmato. Perchè la sede laziale del Villaggio della legalità, a Borgo Sabotino, nel corso della notte tra sabato e domenica è stata devastata. Ieri mattina, i responsabili della struttura hanno trovato vetri, sedie, tavoli, computer, attrezzature della protezione civile e casse dell’impianto di amplificazione completamente distrutti all’interno della tensostruttura sorta su un terreno di circa quattro ettari che era stato confiscato per abusivismo edilizio e che, solo nei mesi scorsi, il prefetto di Latina aveva affidato a Libera per creare un avamposto della legalità nel territorio. Le vetrate sono state distrutte a picconate, con danni complessivi per migliaia di euro. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, a compiere il raid sarebbe stato un gruppo composto da dieci persone. Un’azione compiuta nel cuore della notte. Alle 22 di venerdì, infatti, personale della Protezione civile aveva scaricato i computer che avrebbero dovuto essere utilizzati nel presidio permanente. Libera aveva organizzato nel Villaggio della Legalità un’iniziativa con la partecipazione dei presidi di Libera e degli scout sulla figura di don Cesare Boschin, prete ucciso a Borgo Montello, per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica di Borgo Montello. Per Antonio Turri, referente di Libera per il Lazio «con questo gesto ci hanno detto che noi qui non ci dobbiamo stare. Ci vogliono mettere in condizioni di non lavorare». Convinzione degli inquirenti è che si sia trattato di un gesto intimidatorio all’associazione, già colpita la scorsa estate da altri episodi di intimidazione. In una nota don Luigi Ciotti, presidente di Libera, stigmatizza l’atto vandalico: «Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica, passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale». Nonostante il gravissimo episodio, il programma della giornata, pur subendo inevitabili modifiche, è andato avanti con il previsto arrivo di molti giovani. Molti dei quali hanno aiutato i volontari di Libera a ripulire la sede. Il villaggio è stato confiscato per abusivismo edilizio e nell’aprile scorso il commissario prefettizio di Latina, Guido Nardone, ha richiesto a Libera di assumersi l’incarico di accompagnare le tante associazioni locali nella realizzazione di un percorso di protagonismo e di cittadinanza attiva. Prima della confisca, il campeggio era intestato a un abitante di Borgo Sabotino che risultava nullatenente: «Era sicuramente un prestanome della criminalità organizzata – attacca Gabriella Stramaccioni, direttrice di Libera -. Quello avvenuto ieri è un gesto gravissimo, aggravato ancor di più dal silenzio delle istituzioni locali».

Fonte: Terra

sabato 22 ottobre 2011

Latina: Devastato nella notte il Villaggio della Legalità di Libera

Latina, 22 ottobre 2011 Comunicato Stampa. Borgo Sabotino: Devastato nella notte il Villaggio della Legalita', bene confiscato affidato a Libera. 
Don Luigi Ciotti: “Un atto vile e grave , nessuno puo' pensare di vandalizzare e fermare l'impegno ed il protagonismo delle realta' associative locali impegnate in percorsi di democrazia e giustizia sociale. Un atto grave, vile che colpisce un bene confiscato e restituito alla collettività e dove Libera si era resa disponibile su richiesta del Commissario Prefettizio di Latina al fine di accompagnare il percorso di recupero , valorizzazione del bene con il protagonismo delle realta' associative locali. Nessuno puo' pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica,passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale. In una nota Don Luigi Ciotti, presidente di Libera commenta l'atto vandalico che nella notte ha distrutto la parte interna aperta al pubblico del Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, in provincia di Latina, bene confiscato per abusivismo edilizio e affidato all'associazione. Sono andati distrutti computer, impianti elettrici,amplificazioni, suppellettili. Le vetrate sono state distrutte a picconate con danni complessivi per migliaia di euro. Nella giornata odierna Libera aveva organizzato nel Villaggio della Legalità un' iniziativa con la partecipazione dei presidi di Libera e degli scout sulla figura di Don Cesare Boschin,prete ucciso a Borgo Montello che dista a pochi chilometri, per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica per l'appunto di Borgo Montello. La giornata prevedeva anche la proiezione del documentario “La Quinta Mafia”. “E' urgente-prosegue Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie- intervenire, e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa sono un fenomeno assodato e preoccupante”.Il villaggio della legalità dove trovano spazio e accoglienza associazioni e gruppi di volontariato e che quest'estate ha ospitato centinaia di volontari provenienti da tutt'Italia per i campi estivi formazione, si estende su un'area di quattro ettari con strutture per centinaia di migliaia di euro, destinate a feste e ad ospitare decine e decine di roulotte. Tutto rigorosamente abusivo e con un giro di soldi "regolarmente" in nero. Il 'villaggio' è stato confiscato per abusivismo edilizio e nell' aprile del 2011 il commissario prefettizio di Latina Guido Nardone che ha richiesto ufficialmente a Libera di assumersi l'incarico di accompagnare le tante associazioni locali nella realizzazione di un percorso di protagonismo e di cittadinanza attiva.

Prima riunione del Forum Provinciale dei Beni Comuni

http://iodecido.blogspot.com
Cari, Vi informiamo che venerdì 28 ottobre, ore 21.00, nella sede del CESV di Latina (LatinaFiori - Torre5), è convocata la prima riunione del Forum Provincialedei Beni Comuni.

L'incontro è aperto a tutte le associazioni e cittadini che vogliono riappropriarsi di beni e servizi espropriati dalle grandi lobby affaristiche con il consenso di una politica troppo timida e subordinata. Organizziamoci insieme per riconquistare la nostra civiltà.

venerdì 21 ottobre 2011

Meglio un Kilowattora risparmiato che uno sostituito

Nell'indifferenza più totale una minoranza sostiene che per ridurre al massimo e nei tempi più brevi il consumo di fonti fossili la scelta strategica non è la loro sostituzione con altre fonti, ma la diminuzione dei consumi energetici mediante la riduzione degli sprechi e il miglioramento dell'efficienza energetica.
Più della metà di tutta l'energia che si estrae, si trasporta, si trasforma, si trasporta nella nuova forma e finalmente, si utilizza, si spreca!!!
Solo un terzo del petrolio che entra nelle centrali termoelettriche diventa elettricità. Due terzi si disperdono nell'ambiente sotto forma di calore inutilizzato. E una parte dell'elettricità che esce dalle centrali si spreca lungo le linee di trasmissione. Quando finalmente arriva nelle case, se ne spreca ancora a causa dei pessimi rendimenti delle lampade e degli elettrodomestici, o la poca accortezza di chi ne fa uso, lasciando luci e interruttori accesi anche quando non c'è né bisogno.

Per questo ribadiamo che la Centrale termoelettrica alimentata a gas naturale, denominata Turbogas a Pontinia non c'è né bisogno. Non c'è bisogno di costruire nuove centrali ovunque!
Viviamo in un sistema dove pensiamo che le risorse siano illimitate, che bisogna produrre fino all'estremo, altrimenti ne rimaniamo senza. Tutto ciò non è affatto vero. E' una finzione.
Se riusciamo ad abbassare i nostri consumi ( e molti sono veramente inutili) non abbiamo bisogno di produrre nuova energia, ma di rendere più efficienti possibili gli impianti esistenti, di rendere più efficienti le linee di connessione della rete elettrica, evitare così le dispersioni e gli sprechi. Poi se vogliamo veramente fare un passo avanti di trent'anni allora bisogna rendersi indipendenti, autoproducendoci l'elettricità da soli, sui tetti delle case o partecipare a delle mini reti di produzione, per esempio per quartiere o zona. In questo modo ci si crea da soli l'energia (attenzione in realtà è un bene, e non una merce come vogliono farci credere con i loro monopoli), si riducono gli sprechi e si abbassa la domanda verso le aziende capitalistiche (che hanno fatto della privatizzazione e del libero mercato un affare d'oro) produttrici di energia, automaticamente non ci sarebbe nemmeno più il bisogno di costruire monumentali centrali termoelettriche che impattano il nostro ambiente e rendono improduttivi i nostri terreni con le loro enormi colate di cemento. Questa è la Decrescita Felice. Questo è il modo unico e veloce per risolvere tanti problemi. E' Decrescita perché non segue la logica della crescita, è Felice perché se attuiamo questo modello possiamo riportare la nostra quotidianità e la qualità della nostra vita ad un attenzione verso il benessere e la felicità.

Spunti letterari dal libro di Maurizio Pallante: La Decrescita Felice

giovedì 20 ottobre 2011

Info per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti




Dal 19 al 27 novembre 2011 la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
Per partecipare alla Settimana: vai alla sezione Documenti 

European Week for Waste Reduction: il sito europeo 
L'edizione 2011 della SERR in Europa: elenco degli organizzatori e delle azioni 
La SERR su Facebook con due pagine dedicate all'evento: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 ed European Week for Waste Reduction

Ultimi preparativi ad Aprilia in occasione della manifestazione "no Turbogas".

Ultimi preparativi ad Aprilia in occasione della manifestazione "no Turbogas" prevista per domenica 23 ottobre. Il corteo si darà appuntamento alle 10.00 del mattino in piazza Roma. Secondo gli organizzatori sarà dal centro della città che partirà un corteo "funebre" che proseguirà per le vie principali. Intanto domani sera presso l'ex Mattatoio di Aprilia, in via Cattaneo, alle 21.00, si terrà una nuova assemblea per definire i dettagli della manifestazione contro la realizzazione della centrale di Carmpo di Carne. 

LarusLegambiente su Buongiorno Regione

Domani mattina ore 07.30 su Rai3, su Buongiorno Regione, intervista al circolo Larus sulle ecomafie in provincia di Latina. L'intervista verra ripresa e inserita sul sito www.laruslegambiente.it.

mercoledì 19 ottobre 2011

Cinema & Ambiente

CinemAmbiente TV - Film per l'educazione ambientale è un progetto didattico di educazione ambientale per i diversi gradi di scuola che integra film e dossier scritti di approfondimento.
L'insegnante, collegandosi al sito internet con una normale linea ADSL, può cercare nell'archivio i film sia per argomento che per ordine di scuola, visionarli preventivamente e videoproiettarli liberamente in classe o in laboratorio.
Sono a disposizione corto, medio e lungometraggi (in lingua italiana o con sottotitoli italiani) relativamente ad un ampio spettro di tematiche: energia, ecosistemi, biodiversità, rapporto uomo-ambiente, acqua, cambiamenti climatici, ecoefficienza, consumi consapevoli e alimentazione...
I dossier di approfondimento, redatti da alcuni membri del Centro Iris,  accompagnano ciascuna area tematica con l’obiettivo di facilitare la collocazione dei film in uno scenario più ampio offrendo una visione d’insieme rispetto al tema trattato.
CinemAmbiente TV è uno strumento semplice che non comporta particolari conoscenze tecniche: un efficace supporto all'insegnamento dell' educazione ambientale tramite un linguaggio, quello dei film, in grado di stimolare l'attenzione e l'interesse dei ragazzi.
CinemAmbiente TV è un progetto sperimentale, mai realizzato prima d'ora in Italia, che permette agli insegnanti di ogni scuola di utilizzare i film dell'archivio CinemAmbiente rendendo così maggiormente efficace la propria azione educativa.

continua a leggere su: marraiafura.com
Approfondisci su CinemAmbiente TV

Pontinia: terza puntata della rubrica Ambiente





La Tv Blog del Cantiere Creativo giunge alla terza puntata del Passaparola sull'ambiente diretto da Giorgio Libralato di pontiniaecologia.blogspot.com. In questa puntata caso Sep (Società Ecologica Pontina), raccolta della frazione umida, differenziata, sequestro delle discariche dalla GDF di Latina nell'Agro Pontino, Incontro Libera Pontinia 18 Settembre, situazione burocratica centrali turbogas e Manifestazione 23 Ottobre 2011 Aprilia contro la turbogas.

Dalla Tv Blog del Cantiere Creativo



No Turbogas di nuovo in piazza il 23 ottobre

Di nuovo in piazza i cittadini che si oppongono alla realizzazione della centrale Turbogas che è in via di ultimazione a Campo di Carne. Non sembrano fermarsi le proteste conto la turbogas, un impianto inutile voluto dai poteri forti. Per domenica 23 ottobre è infatti prevista una nuova manifestazione ad Aprilia, il corteo, a cui parteciperanno delegazioni di cittadini provenienti anche dai paesi limitrofi, si snoderà per le vie cittadine fino a concludersi in piazza Roma. Il presidente della rete Filippo Valenti inviterà ufficialmente, alla partecipazione dell’evento del 23, i sindaci delle cittadine del comprensorio, tra questi i primi cittadini di : Ardea, Anzio, Nettuno, Pomezia, Lanuvio; ed i vari comitati e gruppi che lottano per la difesa del territorio. Queste le motivazioni della piattaforma resa nota dalla rete No Turbogas : “Riattivazione delle indagini da parte della Procura di Latina sulla base degli esposti presentati e delle contestazioni giunte sia da parte della rete che del Comune di Aprilia. Denuncia di una serie di episodi e scorrettezze avvenuti nell’ambito giudiziale (tra cui il gravissimo episodio dello smarrimento di un faldone relativo ai rilievi tecnici del comune di Aprilia sull’avvenuta violazione del vincolo paesaggistico da parte di Sorgenia nei lavori di realizzazione della strada di accesso al cantiere) e del sostanziale insabbiamento delle denunce attuate nei confronti di Sorgenia SPA. Richiesta al Comune di Aprilia di controlli più severi e di monitoraggi continui delle ricadute negative della centrale sul territorio apriliano e dei comuni limitrofi in tempo reale, attenta e seria salvaguardia dei cittadini dei loro diritti e soprattutto della loro salute. Richiesta a Ministero dell’Ambiente di attenersi ai principi di difesa del territorio e della salute dei cittadini “. (cp)

Fonte: www.inliberuscita.it

domenica 9 ottobre 2011

Aprlia: Manifestazione No Turbogas del 23/10/2011

Programma Manifestazione No Turbogas del 23/10/2011

È stato deciso che la manifestazione avrà il seguente percorso (da autorizzare), Aprilia: piazza Roma, via degli Aranci, piazza della Repubblica, via Alcide de Gasperi, via Verdi,via Carducci, via dei Lauri, piazza Roma.

Motivazioni piattaforma:
Riattivazione delle indagini da parte della Procura di Latina sulla base degli esposti presentati e delle contestazioni giunte sia da parte della rete che del Comune di Aprilia.
Denuncia di una serie di episodi e scorrettezze avvenuti nell'ambito giudiziale (tra cui il gravissimo episodio dello smarrimento di un faldone relativo ai rilievi tecnici del comune di Aprilia sull'avvenuta violazione del vincolo paesaggistico da parte di Sorgenia nei lavori di realizzazione della strada di accesso al cantiere) e del sostanziale insabbiamento delle denunce attuate nei confronti di Sorgenia SPA.
Richiesta al Comune di Aprilia di controlli più severi e di monitoraggi continui delle ricadute negative della centrale sul territorio apriliano e dei comuni limitrofi in tempo reale, attenta e seria salvaguardia dei cittadini dei loro diritti e soprattutto della loro salute.

Programma di massima:

Ore 10 adunata in piazza Roma, biciclettata e attività ricreative per i bambini, info No turbogas con accompagnamento musicale di una banda acustica.
 
Ore 11 partenza corteo funebre con in testa la banda.
Ore 12 Assemblea Pubblica e discorso del presidente No Turbogas (Filippo Valenti) e dell'assessore all'ambiente (Alessandra Lombardi), forse intervento dottoressa Cioschi (polveri ultrasottili: natura ed effetti sulla salute umana). 
Ore 13 Gastronomia e ripresa delle attività culturali e musicali (AMNESIA).
Durante lo svolgimento della manifestazione si decideranno eventuali Flash Mob da effettuare.

Il presidente inviterà ufficialmente alla partecipazione dell'evento del 23 i Sindaci delle cittadine del nostro territorio compreso il Sindaco di Aprilia ed i vari comitati e gruppi che lottano per la difesa del territorio.

Il Presidente della Rete No Turbogas.
Filippo Valenti

con la collaborazione di: Cekko, Valerio, Emanuele, Alessandro, Veronica, Robertone e tutto il comitato della Rete e dei vari gruppi No Turbogas.....

martedì 4 ottobre 2011

PONTINIA, restyling nella piazza di borgo Pasubio. Taglio dei pini pagato due volte.

Il taglio degli alberi a borgo Pasubio prosegue in maniera decisa. L’amministrazione ha ritenuto necessario fare questo passo per salvare i marciapiedi e il manto stradale. Le radici stavano compromettendo entrambe le opere. Fatto sta che il colpo d’occhio è importante e l’ingresso di Pontinia, senza i suoi caratteristici 13 pini, non sarà più quello di prima. Già ieri è arrivata la segnalazione di Giorgio Libralato, di Ecologia e Territorio, oggi, invece, arriva l’opinione di Giuseppe Anitori, di Liberi e Forti che afferma: «adesso hanno deciso di buttare già tutti i pini e lo stanno facendo anche negli orari di punta quando il traffico viene congestionato – afferma Anitori -. Non entrando nel merito della decisione di buttare già gli storici alberi mi domando perché fare questo lavoro a distanza di qualche settimana dalla loro potatura? Perché spendere soldi per potare gli alberi quando già si sapeva che si sarebbero dovuti tagliare? È anche in questo modo che si mettono in crisi le casse comunali». Per questo taglio il comune ha sborsato 39000 euro. Un taglio «doloroso» che farà cambiare volto a borgo Pasubio e all’ingresso della città.

I lavori di restyling nella piazza di borgo Pasubio, dopo l’abbattimento dei pini interviene anche l’assessore ai Lavori Pubblici Franco Pedretti. «Dopo un sopralluogo e diverse discussioni – afferma Pedretti, – abbiamo pensato di togliere tutti i pini altrimenti, togliendone solo tre, si aveva uno squilibrio visivo nell’entrata alla città. Oltre a questo aspetto vorrei sottolineare che l’ultima potatura è stata fatta a maggio quando le piante, per ragioni di sicurezza, avevano bisogno del taglio dei rami pericolanti». Il vice sindaco Pedretti sottolinea anche l’economicità dell’operazione di taglio dei pini che è costata all’amministrazione solamente 3mila e 900euro. «Adesso per la nuova piazza abbiamo intenzione di piantare - afferma Pedretti  tre piante di Ceratonia siliqua, sei Olea europea, due Punica granatum, 400 cespugli tappezzanti e cinque sugheri».

Articolo di Riccardo Colabattista Latina Oggi 1-2 ottobre  2011

L’Earth Overshoot Day declama l’esaurimento delle risorse.



Di Gianpaolo Danieli

Dal Settimanale di Latina

Il 27 settembre è stato il giorno in cui abbiamo esaurito tutte le risorse del pianeta. Il “Day” dell'andare oltre, del sbagliare la mira, del tirare troppo lungo, se vogliamo utilizzare le possibili traduzioni. Il nostro comportamento suicida, predatorio mi fa pensare all’uomo come un essere alieno al pianeta. Vivremo quindi i prossimi mesi con la percezione di fare la spesa di giorno in giorno, ma una spesa diversa, dove sai che quel che stai per prendere non è sicuro che lo ritroverai anche il giorno dopo. Pensare questo non sarà difficile per noi figli del padre consumismo, ma pensare che le risorse di questo pianeta sono al rosso, sarà difficile, visto il nome "Overshoot Day", un'etichetta che ci farà sentire la sensazione di salvataggio.  Il Global Footprint Network tiene conto del fabbisogno umano di natura rispetto alla rigenerazione e all'assorbimento dei rifiuti. I calcoli dell’impronta ecologica del GFN (calcola la tua su: www.footprintnetwork.org) dimostrano che circa dopo nove mesi il fabbisogno di risorse dell'umanità ha sorpassato il livello che il pianeta può fornire in modo sostenibile in un anno. "E' come spendere il salario annuale in nove mesi e consumare i risparmi anno dopo anno, abbastanza in fretta finirebbe il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel fondatore del GFN. Nel 1970, abbiamo superato la soglia critica. Rispetto a trenta anni fa, estraiamo e utilizziamo circa sessanta miliardi di tonnellate di materie prime l'anno, cioè il 50% in più, osserva Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf. "Ogni essere umano utilizza in media oltre 8 tonnellate di risorse naturali l'anno, 22 chili al giorno". "Se s’includono i materiali di estrazione inutilizzati, il conto sale a 40 chili pro capite al giorno". Secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite, mentre quella dell'Italia è di 4,2 ettari, con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, dimostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettari. E l’impronta ecologica della provincia di Latina? Quale risultato per questa provincia in crescita di costruzioni e di consumo di suolo? Alimentazione, mobilità, beni e abitazione sono le principali aree dove noi interveniamo con il nostro stile di vita, nelle scelte di ogni giorno. Come una delle tante fatte dall’amministrazione di Pontinia che ha deciso di tagliare circa una decina di altissimi Pini nelle aiuole del piazzale di B.go Pasubio. Per motivi di sicurezza saranno piantati 3 Carrubi di circa 90 cm, 6 Ulivi di circa 1,50mt, 2 Melograni di circa 60 cm e 400 cespugli tappezzanti perenni per un totale di € 30.860,00 da affidare alla ditta Azienda Agricola Vivaio Aumenta Antonio, la quale si aggiunge la spesa di € 1.248,00 per la direzione dei lavori. Non c’è danno forestale com’è avvenuto a Sabaudia - dove il circolo Larus Legambiente rinnova l’invito all’amministrazione d’acquistare quaranta Sughere e a piantumare un’area del Comune per compensare l’inutile sfregio forestale commesso per realizzare una rotonda sulla litoranea - ma un repentino cambiamento di vegetazione senza un incremento di alberi in un’altra area. Anche queste sono scelte che influenzano i calcoli dell’impronta oltre a quelli del bilancio, mentre tutto intorno a noi si esaurisce.

lunedì 3 ottobre 2011

Discariche, silenzio dopo i sigilli

Pontinia, nessuna azione è stata intrapresa dopo i sequestri della Guardia di Finanza

Lo scorso 21 settembre la Guardia di Finanza ha sequestrato ben sette discariche all’interno del territorio provinciale di Latina. Di queste sette almeno due rientrano nel territorio di Pontinia e sono quelle alla fine della migliara 49 e un’altra sul lungo Ufente. In quest’ultimo caso la relazione della GdF parla di «una parte del fiume Ufente, utilizzato fino a poco prima dell'intervento dalle locali aziende agricole per l'irrigazione delle vicine coltivazioni, destinata a discarica di rifiuti di ogni genere, sui quali le analisi chimiche hanno evidenziato la presenza di diossina». Nonostante i video pubblicati e le foto spedite a mezzo stampa il Comune di Pontinia non ha ancora acquisito i documenti necessari ad approfondire lo stato delle cose delle due discariche. Il problema si fa ancora più ampio e urgente se si considera che la stessa Guardia di Finanza parla di «presenza di diossina» nelle vicinanza di un fiume, l’Ufente, che viene utilizzato per irrigare i campi agricoli e le colture di Pontinia. Sia l’assessore all’Ambiente, Valterino Battisti, sia il funzionario comunale, l’ingegner Corrado Corradi, affermano di non aver ricevuto alcuna notizia. «Dell’opera - zione portata a termine dalla Guardia di Finanza non abbiamo nulla di ufficiale – afferma l’ing. Corradi -. Le uniche notizie le abbiamo apprese a mezzo stampa. Noi sappiamo solamente che, per quanto riguarda la discarica sulla migliara 49, c’è già un sequestro da circa tre mesi che non ci permette di poter recintare la zona e fare quell’opera di bonifica che permetterebbe all’intera zona di tornare alla normalità». Il comune di Pontinia già due mesi fa ha fatto istanza di dissequestro e chiesto dei preventivi per poter ripulire tutta l’area interessata. Oltre a ciò il comune ha fatto fare delle analisi all’Arpa che, nella discarica sulla migl ara 49, non ha riscontrato la presenza di rifiuti pericolosi. Se nella discarica della migliara 49 le analisi dicono che ci sono solo rifiuti urbani la stessa cosa non si può certo dire del lungo Ufente. Un ritardo negli interventi, per questo caso specifico oltre a causare un danno ambientale alle acque del fiume potrebbe incidere, in maniera negativa, su parte del settore agricolo della città.

Articolo di  Riccardo A. Colabattista su Latina Oggi del 1 Ottobre 2011

Gianni Lannes e la sua famiglia minacciati dalle mafie

www.cn24.tv
Chi ha deciso di togliere la scorta al giornalista che ha indaga sugli inceneritori Marcegaglia?
"Ognuno la chiami come vuole: deontologia, etica, questione morale. Giustizia"

26-09-2011



Gianni Lannes e la sua famiglia minacciati dalle mafie, computer rubati per scoprire cosa "nascondono", auto incendiata e onorevole Angelo Cera (Udc) che nei comizi promette di "sistemarlo". Lui intanto continua a scavare, ormai bersaglio facile di chi vuol farlo tacere. Interrogazioni parlamentari, ma Maroni non risponde. Il dubbio delle autorità e una realtà da chiarire.
 
“Dalla seconda metà d’agosto le è stata revocata la scorta” disse pressappoco la voce all’altro capo del filo a Gianni Lannes. Una comunicazione semplice, fredda, formale, ufficiale, da parte della Prefettura di Foggia. Una prassi sulla quale non c’è bisogno di esprimere giudizi. Con una telefonata lo Stato italiano ha soppresso la scorta ad un cronista che si trova in situazione di pericolo per il lavoro che fa. L’onestà e la passione che ci mette.
La decisione è stata presa dal Ministero dell’Interno, ma, la proposta è partita dal Prefetto di Foggia Antonio Nunziante. Qualcosa è cambiato rispetto a, quando gli è stata data la protezione? Non esiste più lo stato di pericolo? Andiamo con ordine. Gianni Lannes è un giornalista e fotografo investigativo. Spesso nella sua lunga attività di indagine giornalistica ha affrontato tematiche che sono sfociate in procedimenti giudiziari importanti. Fra le sue inchieste, le cosiddette «navi dei veleni» affondate nel Mediterraneo, i traffici di rifiuti nucleari, le ecomafie internazionali; la strage Nato del peschereccio Francesco Padre, traffici illegali di armi ed esseri umani, la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la strage di Ustica.
Un lavoro minuzioso il suo, a trecentosessanta gradi, senza guardare in faccia nessuno, facendo nomi e cognomi. Per “Casablanca” ha pubblicato il bosco della Ficuzza, Ustica, Il Trattato di Prum… Insomma, lavorando in Italia e all’estero si è preoccupato di informare. Ha preferito non mettere una divisa, restare libero. Una decisione pesante in una società che è totalmente schierata e per lo più subalterna. La risposta? Una serie di tentativi criminosi per lui, la sua famiglia, i suoi collaboratori. Attentati, minacce di morte, telefonate anonime, furti, danneggiamenti e intimidazioni di vario tipo. La notte del sei aprile scorso, l’ultimo avvertimento di stampo mafioso. Dopo una serie di telefonate anonime, l’auto della famiglia è stata trovata in mezzo alla strada circondata da una bella chiazza di benzina, un vetro rotto ed un paio d’occhiali probabilmente dimenticati dall’autore del messaggio, dentro l’abitacolo.

Alcuni mesi fa, l’undici febbraio sempre di quest’anno, è stata sabotata l’auto della moglie e manomesso il seggiolino di sicurezza del figlio. Già il due luglio 2009, ignoti gli avevano fatto esplodere l’auto che già, per ben due volte nell’arco di tre mesi del 2009 è andata in fiamme. La notte del quindici maggio del 2010 (sempre), ignoti, si sono introdotti, nel suo studio rubando un computer ed un hard disk portatile. Ha pestato i piedi a qualcuno? Ha distratto il conducente? Ha turbato qualche equilibrio? Probabilmente, dato che, anche un deputato, l’On. Angelo Cera, UDC e sindaco di San Marco in Lumis, durante la campagna elettorale, aveva promesso di “sistemare” il giornalista.
Sui rischi corsi da Gianni e la sua famiglia un fiume di Interrogazioni parlamentari al Ministro degli Interni, tutte senza risposta fino a questo momento. Le indagini? Sembrerebbe siano ancora in corso, sia Lannes, che il suo avvocato, non hanno ricevuto mai, ad oggi, alcuna comunicazione di archiviazione. Ci si chiede: com’è possibile che, con le indagini ancora aperte sugli attentati qualcuno decida di togliere la scorta al “perseguitato” e alla sua famiglia? Dal Parlamento, Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale, in Commissione Ambiente della Camera, appresa la notizia, definisce la decisione del Ministero “un fatto grave”, affermando di considerare “la revoca della scorta, un atto intimidatorio analogo a quelli commessi da parte di chi è stato infastidito dalle sue inchieste sul traffico dei rifiuti nucleari, sulla “malasanità” pugliese, sul traffico di armi, sulla mafia pugliese, dalla ripresa delle indagini sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sulla strage di Ustica e sulle navi dei veleni”.
La stessa parlamentare assieme ad altri deputati cofirmatari, in un’interrogazione parlamentare al ministro degli interni, datata due agosto 2011, racconta di una audizione (26 gennaio 2011) della Commissione Parlamentare ecomafie, a Bari, per una verifica della situazione rifiuti e illeciti connessi al ciclo dei rifiuti sull’area pugliese e di un inceneritore “la cui costruzione non appare conforme alle normative di protezione sanitaria ed ambientale e alla legge n. 108 del 2001 di ratifica della Convenzione di Aarhus”. L’inceneritore dovrebbe sorgere nella zona di Manfredonia e sarebbe di proprietà della famiglia Marcegaglia.
In quella riunione a Bari il Prefetto di Foggia Antonio Nunziante, ai membri la commissione bicamerale ha detto: «Per quanto riguarda la Marcegaglia, dopo tutte le autorizzazioni – tra cui la regione e così via – i lavori sono iniziati 6-7 mesi fa. Io ho ricevuto l’amministratore unico della Marcegaglia Energy, di cui – mi perdoni – non ricordo il nome. Con lui abbiamo fatto anche un piano della sicurezza. I lavori stanno andando avanti, però dai primi accertamenti dei carabinieri e delle forze dell’ordine in generale, non sembra ci sia un interesse acché i lavori non procedano. Il tutto presidente, viene fuori da un giornalista, Gianni Larmes, che un po’ fomenta queste situazioni e quindi fa presa sulle preoccupazioni intorno a questo termovalorizzatore».
Nella stessa interrogazione datata due agosto 2011, si legge ancora: “In merito alle procedure per l’inceneritore dell’Eta, il comune di Cerignola ha presentato, all’inizio dell’anno 2011, un ricorso straordinario al Capo dello Stato, mentre un altro inceneritore targato Marcegaglia è stato sequestrato per gravi irregolarità a Modugno dalla procura della Repubblica di Bari; per l’inceneritore di Massafra (proprietà Marcegaglia) l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea”. La cosa che emerge con forza nell’interrogazione parlamentare è che secondo i sottoscrittori, il Prefetto di Foggia, Nunziante, non sia nelle condizioni di “indipendenza di giudizio” nei confronti di Lannes, e quindi, per poter chiedere la revoca della scorta. Considerazioni. La tutela, dello Stato arriva solo in caso di reale pericolo d’incolumità della persona. Vale a dire che tutto ciò che è denunciato dalle ” vittime” è regolarmente verificato ed accertato dalle autorità competenti. La sorveglianza si toglie, quando, si accerta che lo stato di pericolo non sussiste più. È stato accertato. Chi ha verificato? Quale ufficio? Perché nessuno si è preoccupato di comunicarglielo per iscritto all’interessato? Oppure al suo legale. Vero, il Prefetto ha avanzato la proposta, ma sulla base di quali informazioni – se è lecito sapere – l’UCIS ha eseguito? Come mai non ha provveduto autonomamente? – si chiedono gli interroganti alla camera.
Un giornalista può sbagliare? Certamente. Può anche accadere che in buona fede prenda per vera una notizia costruita ad arte, da chi ha interessi particolari. Giustamente ne deve rispondere. Ci sono le ammende, le multe i risarcimenti. Questo si può fare. Ciò che non si deve assolutamente fare è trasformare un giornalista serio in un bersaglio per i malavitosi, emarginarlo, screditarlo, sapendo perfettamente ciò che si sta facendo e non tenendo conto delle conseguenze eventuali e del fatto che di quel giornalista la società ha bisogno. Qualora, sia un rappresentante istituzionale a fare tutto ciò, chi di dovere, dovrebbe intervenire e portarlo via di peso dal posto occupato. Dopo di che, ognuno la chiami come vuole: deontologia, etica, questione morale. Giustizia.

Tracce di EcoMafia

FORSE il ritrovamento delle discariche lungo il fiume Ufente è solo l’ultimo tassello di una lunga storia di sfruttamento del territorio da parte di organizzazioni senza scrupolo che hanno trasformato larghe periferie della provincia di Latina in nascondigli buoni per rifiuti industriali risparmiando sullo smaltimento legale. Ma danneggiando seriamente le falde acquifere, come è provato nel caso di Montello, e come comincia ad emergere purtroppo anche per le aree limitrofe al fiume Ufente.
La Finanza sta indagando su una possibile rete organizzata per questo tipo di attività, ma ieri Legambiente ha parlato apertamente di ecomafia. Termine già emerso nell’ultimo rapporto di Legambiente sui reati ambientali e nel quale la provincia di Latina aveva il suo record. «E’ sconcertante in questa storia che ci fosse addirittura una società immobiliare per la ricerca dei terreni da adibire a discarica. - dice Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio - Questa volta gli ecomafiosi cercavano aree per piazzare rifiuti pericolosi con un’ap - posita società immobiliare, e individuavano anche terreni di proprietà pubblica. Grazie alla Guardia di Finanza l’im - broglio è bloccato ma sono troppi i casi che si moltiplicano specie nella provincia di Latina, dilaniata da episodi sempre più frequenti di ecomafie» «Questi atti sono ancor più gravi - aggiunge Marco Omizzolo, responsabile provinciale di Legambiente - vista la forte vocazione agricola e le tante attività di allevamento della provincia, una minaccia per l'economia del territorio, oltre che per la salute delle persone che ci abitano. Servono norme più incisive, i criminali devono pagare, anche sopportando le spese di bonifica delle zone inquinate, ma soprattutto deve finalmente entrare in funzione il sistema di tracciabilità Sistri, risolti i suoi problemi, per identificare i troppi rifiuti pericolosi che spariscono ancora nel nulla».

Latina Oggi 25 settembre 2011

Pontinia: Il punto sull'ambiente 2° puntata




Ci ritroviamo con il punto sull'ambiente, la rubrica diretta dalla tv blog del Cantiere Creativo, in questa seconda puntata Giorgio Libralato di Ecologia e Territorio ci parla del caso Sep, condanna della Corte dei Conti, e i sequestri della Gdf sul territorio pontinodelle discariche illegali, in particolare quella della via migliara 49 - Ufente vicino ai Gricilli.

Video tratto da Cantiere Creativo TV Blog