lunedì 24 ottobre 2011

Raid durante la notte. Devastata sede di Libera




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Articolo di Vincenzo Mulè
MAFIA. Distrutto il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, a Latina. Prevista per ieri una giornata in ricordo di don Cesare Boschin, ucciso per avere denunciato il traffico di rifiuti tossici. Alla fine, pur tra mille difficoltà, il documentario La quinta mafia è stato proiettato. Certo, non nelle condizioni in cui l’associazione Libera aveva programmato. Perchè la sede laziale del Villaggio della legalità, a Borgo Sabotino, nel corso della notte tra sabato e domenica è stata devastata. Ieri mattina, i responsabili della struttura hanno trovato vetri, sedie, tavoli, computer, attrezzature della protezione civile e casse dell’impianto di amplificazione completamente distrutti all’interno della tensostruttura sorta su un terreno di circa quattro ettari che era stato confiscato per abusivismo edilizio e che, solo nei mesi scorsi, il prefetto di Latina aveva affidato a Libera per creare un avamposto della legalità nel territorio. Le vetrate sono state distrutte a picconate, con danni complessivi per migliaia di euro. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, a compiere il raid sarebbe stato un gruppo composto da dieci persone. Un’azione compiuta nel cuore della notte. Alle 22 di venerdì, infatti, personale della Protezione civile aveva scaricato i computer che avrebbero dovuto essere utilizzati nel presidio permanente. Libera aveva organizzato nel Villaggio della Legalità un’iniziativa con la partecipazione dei presidi di Libera e degli scout sulla figura di don Cesare Boschin, prete ucciso a Borgo Montello, per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica di Borgo Montello. Per Antonio Turri, referente di Libera per il Lazio «con questo gesto ci hanno detto che noi qui non ci dobbiamo stare. Ci vogliono mettere in condizioni di non lavorare». Convinzione degli inquirenti è che si sia trattato di un gesto intimidatorio all’associazione, già colpita la scorsa estate da altri episodi di intimidazione. In una nota don Luigi Ciotti, presidente di Libera, stigmatizza l’atto vandalico: «Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica, passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale». Nonostante il gravissimo episodio, il programma della giornata, pur subendo inevitabili modifiche, è andato avanti con il previsto arrivo di molti giovani. Molti dei quali hanno aiutato i volontari di Libera a ripulire la sede. Il villaggio è stato confiscato per abusivismo edilizio e nell’aprile scorso il commissario prefettizio di Latina, Guido Nardone, ha richiesto a Libera di assumersi l’incarico di accompagnare le tante associazioni locali nella realizzazione di un percorso di protagonismo e di cittadinanza attiva. Prima della confisca, il campeggio era intestato a un abitante di Borgo Sabotino che risultava nullatenente: «Era sicuramente un prestanome della criminalità organizzata – attacca Gabriella Stramaccioni, direttrice di Libera -. Quello avvenuto ieri è un gesto gravissimo, aggravato ancor di più dal silenzio delle istituzioni locali».

Fonte: Terra

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