venerdì 25 novembre 2011

convocato il secondo incontro degli aderenti al Forum Pontino dei Diritti e dei Beni Comuni


Vi comunichiamo che è convocato il secondo incontro degli aderenti al Forum Pontino dei Diritti e dei Beni Comuni per lunedì 28 novembre alle ore 21.00 presso la sede del Centro Servizi per il Volontariato (LatinaFiori - Torre 5).

L'incontro è aperto a tutte le associazioni e cittadini che si riconoscono nella battaglia per i beni comuni e la difesa dei diritti individuali e collettivi.

Si discuterà insieme dell'organizzazione operativa in seguito alla nostra adesione alla campagna nazionale Obbedienza Civile a partire dall'organizzazione dell'assistenza legale e tecnica per la decurtazione del 7 x 1000 dalle bollette dell'acqua ai cittadini, della campagna di comunicazione e dei relativi strumenti di cui dovremmo dotarci e di alcune possibili iniziative da organizzare nel territorio.

Si prega la puntualità e di allargare il presente invito a quanti riteniate possano offrire il loro contributo.

Ecovillaggi in Italia. I venti nuovi progetti


BIOEDILIZIA. Lungo tutto lo Stivale stanno germogliando tanti piccoli semi comunitari di età, formazione ed estrazione sociale diversa, che desiderano mettere radici, condividere l’avventura e restituire al mondo la loro esperienza. Per farlo, basta solo scegliere quello più adatto alle proprie esigenze o nella zona preferita. Incredibile ma vero: anche la nostra cara vecchia Italia, con un carattere non spiccatamente propenso alle novità, culla fra le sue braccia un piccolo popolo variegato di ecovillaggi. No, non stiamo parlando di villaggi turistici a sfondo ambientalista, ma di proprietà suddivise in piccoli nuclei abitativi, in cui gruppi di persone decidono intenzionalmente di condividere la propria vita. L’ecovillaggio, nipote delle Comuni, cugino del cohousing e figlio dell’era della comunicazione e della tecnologia, è un luogo in cui le relazioni sono considerate una fonte di ricchezza di cui avere costantemente cura, e in cui si recupera un rapporto diretto con la natura. Lungo lo Stivale, più di venti ecovillaggi, composti da una media di quindici persone, risparmiano e minimizzano il loro impatto ambientale grazie alla condivisione e ad una serie di buone pratiche. Stiamo parlando di una famiglia intergenerazionale e internazionale collegata ai grandi cambiamenti globali. Un laboratorio di vita che richiede partecipazione, che si traduce in un cambiamento concreto per se stessi e per la Terra. Ogni estate, la Rete Italiana Villaggi Ecologici (Rive) si riunisce quattro giorni per scambiare esperienze, conoscenze, e fare proposte. Quest’anno sono stati presentati ben venti nuovi progetti. Andiamo a conoscerli.
Per informazioni dettagliate sul resoconto del raduno e le specifiche dei progetti, è possibile consultare il sito: www.mappaecovillaggi.it

Coop agricola Il Vignale
Siamo 12 adulti e 3 bambini (ci piacerebbe essere di più). Siamo proprietari di una porzione di casale e 5 ettari di seminativo. Pratichiamo il metodo del consenso e la comunicazione nonviolenta, a cui teniamo molto. Sogniamo un villaggio ecologico autosufficiente, caratterizzato da una dimensione sociale aperta, in grado di interagire col territorio circostante attraverso l’accoglienza e varie altre attività: filiera corta, percorsi didattici sulla sostenibilità, attività motorie e arti circensi.
Civitella Cesi, Blera (Vt), tel 389 5864091 – ilvignale@gmail.com
Il Tornale
Siamo 2 donne con 2 bambini e alcuni simpatizzanti in fase decisionale. A breve firmeremo la proposta di acquisto di un terreno edificabile di 9 ettari, a 70 km da Roma. Abbiamo propensione verso costruzioni tipo earthship e stiamo cercando un bioarchitetto con esperienza in questo campo che ci suggerisca valide soluzioni. Puntiamo all’autonomia in tutti i sensi. Parallelamente lavoriamo a un progetto di scuola libertaria di orientamento montessoriano.
Vejano (Vt), tel 339 4581200 – iltornale@yahoo.it
Vi.E – Villaggio evolutivo
Siamo 13 adulti e 5 bambini. Il Villaggio comprende 2 casali e 22 ettari di terreno. Abbiamo spazi comuni e privati, poiché riteniamo importante l’equilibrio tra singolo e gruppo. Siamo vegetariani e carnivori, filosofi e pragmatici, di tutte le età, di tutte le regioni, provenienti da multiformi esperienze spirituali. Abbiamo intrapreso un percorso di autoformazione. Accogliamo anche nuovi «naviganti».
Via di Corneto, loc. Il Podere- Canino (Vt), tel 393 9418283 – marina.francesconi@gmail.com
Le Conche
Siamo 11 adulti e 9 bambini. Il nostro progetto consiste nell’acquisto collettivo a breve di 4 ettari di terreno con 300 ulivi da coltivare biologicamente, una casa da ampliare e altri alloggi. Intendiamo autoprodurre generi di prima necessità. La ricerca sociale e politica sono la nostra ispirazione: prevediamo la realizzazione di attività culturali, pedagogiche e legate alla salute e all’arte. La proprietà è collettiva e seguiamo il metodo del consenso. Ospitiamo gruppi e persone che vogliano conoscerci e sostenerci.
Miglionico (Matera), tel 329 7992401 – emmagando@gmail.com
Vivere in campagna!
Siamo una coppia e vorremmo realizzare una piccola comunità di famiglie simile alle case coloniche di un tempo. Con una sostanziale differenza: l’assemblea dei proprietari, il cui incarico è gestire i beni e le parti comuni, guidati dai principi di solidarietà, rispetto reciproco e attenzione verso l’ambiente, contando sull’autoproduzione e sull’utilizzo esclusivo di energia rinnovabile. Concetti, questi, espressi nei libri La Decrescita Felice di Maurizio Pallante e La Città del Sole, di Stefano Apuzzo e Nicolò Spinicchia, a cui ci ispiriamo.
Luogo da definire tra Marche e Alto Lazio, tel 347 1477072 – nicolo.spinicchia@fastwebnet.it – www.vieniavivereincampagna.it
Naturare
Siamo 4 adulti e 3 bambini. Operiamo attraverso tre organismi distinti ma correlati fra loro: l’associazione culturale Naturare (2010) gestisce il giardino d’infanzia, attivo dal 2009, oltre a corsi, conferenze, convegni e feste. Il Germoglio (1999) gestisce l’agri-asilo e attività sociali d’ispirazione steineriana. Ci dedichiamo all’autosussistenza, al rifornimento dei gruppi d’acquisto e vendiamo prodotti da forno. Naturare è nel cuore del Salento, immersa in un uliveto secolare.
Copertino, Monteroni (Le), tel 339 5418663 – info@naturare.com – www.naturare.com
Il Giardino della gioia
Da marzo di quest’anno stiamo lavorando per poterci insediare in un uliveto messoci a disposizione da alcuni membri del gruppo. Siamo in 17, di cui 14 residenti. Attualmente abbiamo ultimato l’orto sinergico, il compost toilet, la doccia, un riparo/cucina e due yurte. Il nostro incontro si deve alla ricerca ecologica, spirituale e di autosussistenza. Prevediamo di occuparci di permacultura, arte e teatro, scuola, artigianato e cura del benessere psico-fisico.
Contrada Torre Mileto, San Nicandro (Fg), tel 380 2061667 – giardinodellegioie@libero.it
Accettiamo nuovi membri
Rays a Sud ha come scopo quello di insediarsi, seguendo i principi della permacultura, in un castagneto situato ai piedi dell’altopiano della Sila, dove si trovano un rudere, una sorgente e alberi da frutto. Attualmente ci dedichiamo a un piccolo orto sinergico e a La bottega delle arti e dei mestieri, che promuove lavorazioni antiche (uncinetto, telaio, ceramica) e la musica tradizionale, oltre alla cultura ecologica. Al momento siamo in tre… aperti ad accogliervi.
Rays a Sud – Montestella, Via pandette 46, Serra Pedace (Cs), tel 347 3150779 – montestella2011@yahoo.it
Kairos
Siamo 6 adulti e 2 bambini. Partendo dai principi della sobrietà e del rispetto per Madre Natura, vorremmo che ognuno di noi scegliesse, secondo propria inclinazione, il proprio lavoro. Sono previsti spazi privati e comuni per condividere pasti, lavoro, divertimento e laboratori. Per progettare e consolidare il gruppo vogliamo, per ora, affittare un casolare in campagna. Accettiamo nuovi membri. Luogo da definire, tra Firenze e Pisa, tel 339 4454286 – vivikairos@gmail.com – www.progettokairos.org
Spazio Nomade
L’ecovillaggio, in cerca di una location più ampia, è ispirato dalla ricerca aperta verso ogni tipo di orientamento religioso, culturale e spirituale. Il valore di fondo è l’autonomia del viaggio: in Spazio Nomade sarà possibile sperimentare la vita in una Gher (o Yurta), averne una da montare, riscaldare, condividere… amare. Vi potrete fermare per tutto il tempo che desiderate. L’idea nasce da Marilena Gulletta, impegnata da anni nello scambio culturale Italia-Mongolia.
C/o Aps Corpi Nomadi, via C. da Montanaro 3, Cisternino (Br), tel 339 8629672 – marilenagulletta@libero.it – www.corpinomadi.it
Il Cerchio Sacro
Siamo Maddalena e Carlo, proponiamo percorsi olistici di riscoperta di sé, ecologia profonda, danza, ecosciamanesimo, comunicazione ecologica, armonia delle relazioni, attraverso il processo di ricongiungimento con noi stessi, gli altri e la Madre Terra. Ci troviamo in un luogo magico dove scoprire i sentieri dell’anima, immerso nella natura incontaminata. Il casolare, con i suoi 6 ettari di terreno, necessita di opere di restauro. Intorno vi sono dei ruderi in vendita o in affitto.
Serra San Quirico (An), tel 333 4558472 – schiasta@alice.it – www.ilcerchiosacro.it
Casa del sole
Il progetto riunisce un gruppo variegato di una quindicina di persone, tra operativi, sostenitori e simpatizzanti, attorno all’associazione Libertarea di Torino. Stiamo cercando casa da circa un anno e mezzo tra l’entroterra ligure e il Nord-Ovest della Toscana. La Casa del sole è pensata come libertaria, priva di crudeltà e sfruttamento degli animali, non violenta ma militante, aperta e ricettiva, ecologica e finalizzata all’autosussistenza, attiva socialmente e culturalmente nel territorio.
Luogo da definire, tel 335 8247992 – dio_mu@yahoo.it
Cerro Balestro
Siamo Francesca, attrice e artista di strada, Cosimo, suonatore di didjeridoo e meccanico di biciclette, e la piccola Clara, di pochi mesi. Due anni fa abbiamo comprato un podere, lo abbiamo ristrutturato e oggi il nostro sogno è costruire case di paglia per accogliere altre famiglie. Vorremmo coltivare l’orto, custodire i semi e l’ambiente a noi circostante, svolgere attività di teatro, danza, musica, meditazione. Venite a trovarci, siamo in Maremma vicino al mare.
Podere Ragnaia, Tatti (Gr), 339 1870011 – 0fireworks0@gmail.com
Casa dell’Abbondanza
L’associazione Tredicilune è composta da 3 persone e molti collaboratori. Vorremmo trasformare le vecchie credenze attraverso il riconoscimento della propria energia femminile. L’accoglienza, l’accettazione, l’istinto, la cura e la fiducia saranno alleati per la riconciliazione in ogni relazione. Ci relazioniamo attraverso il cerchio e la comunicazione nonviolenta. Stiamo raccogliendo fondi.
Luogo da definire, tel 339 1260175 – delsa13lune@gmail.com
Cai Mercati
Siamo 4 adulti e 3 bambini. Stiamo seguendo un percorso sulla comunicazione empatica al fine di garantire l’armonia di gruppo e la crescita individuale. Attualmente siamo in affitto ma disposti a spostarci per l’arrivo di qualche altra persona nel gruppo. Facciamo il pane, animazioni di strada, giochi in legno e agricoltura sinergica. Siamo interessati alla permacultura e alla scuola libertaria.
Località Cai Mercati, Cagli (Pu), tel 0721 785518 – loc.caimercati@yahoo.it
Che passo
Siamo una coppia con una figlia. Da più di un anno viviamo in una casa aperta a tutti coloro che desiderano conoscerci per poter creare una comunità. Ci chiamiamo Che passo! perché siamo in cammino e vorremmo rimanerci sempre, ma anche per chiederci: quale passo fare? Fermarsi, sentire, osservare, pensare: è sempre buona cosa prima di agire. Cammino di pace perché siamo sul cammino di Francesco, dove la pace è ideale e realtà di vita.
Località Candeggio 1/B, Città di Castello (Pg), tel 075 8526282 – info@chepasso.org – www.chepasso.org
Habitat
Siamo in 4, abbiamo acquistato un terreno, costruito in legno una struttura per la didattica e fondato un’associazione culturale. Ad oggi il nostro progetto è in stato avanzato e inizieremo ad autocostruire le nostre abitazioni nella forma di yurte e tepee. Viviamo di artigianato, agricoltura, didattica per famiglie e per scolaresche, ecoturismo, orto sinergico autoctono, piante officinali (siamo specializzati in lavandula officinalis angustifolie). Accettiamo nuovi membri.
Strada poderale Torricchi, Gambassi Terme (Fi), tel 338 2081548 – ecovillaggiohabitat@gmail.com – www.ecovillaggiohabitat.it
Tempo di vivere
Siamo in 4 adulti e un bambino, viviamo in un immobile in comodato d’uso. Il progetto è nato da una visione comune, finalizzata a creare una realtà autonoma e autogestita, in transizione, in cui ognuno possa apportare esperienze e competenze. Fondamentale è la centralità del singolo, nella condivisione e nella collaborazione con gli altri. Siamo aperti a nuovi membri.
Corvarola, Bagnone in Lunigiana (Ms), tel 0523 078378 – info@tempodivivere.it – www.tempodivivere.it
Podere Pratalino
Siamo una coppia senza figli e stiamo trattando l’acquisto di 60 ettari nel Parco del Casentino, lungo il cammino di S. Francesco. Disponiamo di due ruderi a terra per circa 1000 mq a corpo unico, da recuperare per creare una dimensione in armonia con la natura e gli altri individui. Un luogo dove entrare in punta di piedi e uscirvi volando.
Chiusi della Verna (Ar), tel 348 7917301 – info@sottovuotomanuale.com
Ciricea
Siamo un gruppo di 6 persone che dal luglio dello scorso anno sta lavorando per realizzare il sogno di vivere in comunità, autoprodurre generi alimentari finalizzati alla sussistenza, porre attenzione al risparmio energetico e allo sviluppo del potenziale umano. Prendiamo spunto dai principi della comunità di Findhorn e pratichiamo il cerchio della parola e la meditazione settimanale di gruppo. Siamo lieti di accettare nuovi membri.
Via Ciricei e Giuliani 7, loc. Piteccio (Pt), tel 366 3406213 – info@ecovillaggiociricea.it – www.ecovillaggiociricea.it

redatto da Francesca Guidotti (Terra Nuova)

giovedì 24 novembre 2011

IL PIANO CASA? SOLO NUOVE SPECULAZIONI E CONSUMO DEL TERRITORIO

http://www.yourban.net/
Il Piano Casa della Regione Lazio cancella qualsiasi regola per un ordinato sviluppo urbanistico della provincia di Latina, già mortificata da abusivismo edilizio, dalla contaminazione della criminalità organizzata e dalla speculazione edilizia, che apre ad un nuovo tsunami di cemento.
Non a caso, prima della bocciatura governativa, quel Piano Casa tentava di “legalizzare” anche i circa 3.500 abusi edilizi commessi all'interno del Parco Nazionale del Circeo.

Per questa provincia è invece indispensabile organizzare una seria lotta contro tutte le mafie, spezzando la spirale perversa che le lega ad ampi settori dell'economia e della politica pontina, contro la corruzione e la “cricca degli amici consulenti”. È necessario un piano di sviluppo economico ecosostenibile, elaborato in maniera partecipata; è indispensabile riconoscere ai beni comuni, ai diritti e al lavoro la dignità e centralità che è loro propria, per dare risposte efficaci e immediate alla crisi sociale, occupazionale ed ecologica che investe il territorio; bisogna investire nelle produzioni di qualità, nelle imprese efficienti, nell'agricoltura sostenibile e nei migranti, nuovi schiavi di questi territori alla mercé di sfruttatori senza scrupoli.

L'On. Ciocchetti, Assessore all'Urbanistica e Vicepresidente della Regione Lazio, è impegnato in un tour provinciale per presentare gli effetti miracolistici del suo Piano Casa e per parlare di tutela del territorio e del paesaggio. Un ossimoro, una contraddizione in termini di cui si è accorto anche il Governo nazionale, tanto da aver rinviato parti essenziali dello stesso Piano Casa all'esame della Corte Costituzionale: Le parti contestate sono relative alle deroghe sul Piano paesaggistico, alle zone archeologiche e ai condoni sulle aree vincolate. Un piano che ancora una volta punta sul cemento e sui condoni, premiando le grandi consorterie della speculazione, degli immobiliaristi, dei grandi abusi, imponendo al territorio e ai cittadini un'ulteriore servitù di cemento e di interessi, anche mafiosi, in fase di cristallizzazione anche dalle nostre parti.

Il Piano Casa, in maniera sistematica ed organizzata, violenta, come dimostriamo con il documento analitico allegato, i territori e l'ambiente, la possibilità di avere una green economy forte e diffusa e il rispetto della legalità, sventolando ogni volta retoricamente la bandiera dello sviluppo, del lavoro e della tutela del paesaggio. Una retorica diffusa artatamente per promuovere un piano “sfascia-territori”, in una provincia già gravata da livelli altissimi di abusivismo edilizio e speculazione, spesso imposti da organizzazioni criminali che contaminano da anni, nonostante le affermazioni di alcuni negazionisti, la Provincia pontina, vincolandone lo sviluppo, l'economia, l'evoluzione democratica.

Per rendersi conto della necessità di superare la logica della “cementificazione ad ogni costo” basterebbe osservare il dramma che stanno vivendo molte famiglie italiane in questi giorni, soprattutto in Liguria e in Piemonte. L’abusivismo, l'urbanizzazione selvaggia del territorio, l’eccessiva antropizzazione di alcune aree, la scarsa qualità del costruito, le speculazioni connesse alle superfici forestali percorse dal fuoco e la mancata manutenzione del nostro territorio, rappresentano elementi che hanno accresciuto la fragilità complessiva verso i rischi naturali. Il Piano Casa anziché trovare soluzioni serie a questi problemi li aggrava, aggiungendone altri che si sommano ai continui tagli praticati dal Governo agli enti locali, in particolare alle aree protette, così da rendere impossibile ogni serio programma di manutenzione territoriale e prevenzione a tutela dei cittadini.

Le opere di manutenzione territoriale insieme alla riqualificazione dei centro storici, delle periferie e la ricostruzione dell'equilibrio idrogeologico, compromesso da ben tre condoni edilizi, insieme alla centralità che si deve riconoscere alle aree protette, genererebbe nuove occasioni di lavoro e di profitto per lavoratori e imprenditori, senza aggravare il disequilibrio ecologico della Provincia di Latina.

Chiediamo da tempo condizioni irrinunciabili per affrontare le questioni su esposte: personale qualificato e motivato ai vertici del sistema amministrativo, impermeabile alle “lusinghe di speculatori e mafiosi”, capaci di rompere definitivamente il circuito perverso che ha portato alla costituzione, in Provincia di Latina e zone limitrofe della Quinta Mafia: pensiamo ai casi eclatanti dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Nettuno (primo nel Lazio), della richiesta andata a vuoto del Comune di Fondi e del caso del Comune di Sabaudia. Chiediamo controlli finanziari diffusi e puntuali e indagini patrimoniali qualificate, con riferimento in particolare ai capitali e ai loro referenti per opere spesso evidentemente inutili, per esempio porti e grandi centri commerciali. Occorre il costante sostegno alle aree protette per evitare i continui attentati cui sono esposte (Parco nazionale del Circeo, in primis). Sostegno a cui devono seguire investimenti economici importanti, a partire dalle attività imprenditoriali, agricole, artigiane che investono in qualità e ecosostenibilità.

In questa provincia, come nel mondo, è centrale inoltre il tema dei beni comuni; tematica che investe in pieno l'organizzazione democratica e il futuro civile del Paese. Con particolare riferimento al tema acqua e energia, pretendiamo il rispetto dei risultati referendari, la gestione pubblica delle risorse idriche e il rigetto di qualunque logica del profitto legata ad esse, un'amministrazione democratica dei beni comuni nelle loro diverse declinazioni, la promozione delle energie rinnovabili, evitando parallelamente consumo ulteriore di territorio e infiltrazioni malavitose, l'espulsione di AcquaLatina dalla provincia. Tutto questo è per noi la base imprescindibile di un modello migliore di società.


Da diversi anni, infatti, sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche Amministratori Locali che sono portatrici di un’esigenza comune e condivisa, cioè la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche liberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione, provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia.

É importante inoltre affrontare il problema dello sfruttamento schiavistico dei migranti, in particolare in agricoltura. Le condizioni di vita e di lavoro in cui molti di loro si trovano è il sintomo di un imbarbarimento civile, culturale e sociale e strumento funzionale di arricchimento per pochi “padroni” sfruttatori. Non si tratta di imprenditori ma solo di sfruttatori che lucrano su nuove forme di schiavitù di cui essi sono i principali protagonisti e responsabili. Su questo punto invitiamo la Regione Lazio e l'On. Ciocchetti ad un impegno puntuale perché vengano riconosciuti ai lavoratori migranti e alle loro famiglie diritti, garanzie e condizioni degne di un paese civile e combattuta ogni tentazione autoritaria e razzista.

Un altro sviluppo è possibile anche nella nostra zona. Ma è necessaria l'apertura di uffici della D.D.A e della D.I.A., l'allontanamento di personaggi compromessi, pericolosi e in odore di mafia da ruoli amministrativi e politici, il monitoraggio scrupoloso sugli appalti, sostenendo invece chi vuole e sa investire in opere infrastrutturali utili, la lotta severa contro le ecomafie (ciclo del cemento, ciclo dei rifiuti e agromafie in particolare), alle quali questa provincia, alla luce delle inchieste e denunce più recenti, risulta evidentemente esposta. Tutto ciò va accompagnato con la costituzione del Parco regionale dei Monti Lepini, la difesa del Parco regionale dei Monti Ausoni (la cui proposta di riperimetrazione desta sospetti legittimi e motivati, sui quali invitiamo tutti a riflettere) e di quello degli Aurunci, al rilancio del Parco nazionale del Circeo e più in generale di tutte le aree protette della provincia costituisce un progetto di provincia sul quale invitiamo tutti a confrontarsi e impegnarsi. Si tratta di priorità assolute e irrinunciabili.

La provincia di Latina necessita di impegni e progetti di questo tipo. Altro che Piano Casa e retoriche varie!


FIRMATO

Coordinamento provinciale di Legambiente
Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Associazione Caponnetto
Associazione A SUD – coordinamento pontino
RIGAS
Associazione Michele Mancino
Forum Pontino dei Diritti e dei Beni Comuni
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua – coordinamento pontino




DOCUMENTO DI ANALISI DEL PIANO CASA

Nel merito, la proposta di legge presentata dal vicepresidente della Regione Lazio e assessore all’urbanistica, On. Ciocchetti, come già denunciato da Legambiente Lazio con un documentato dossier, prevede interventi indiscriminati nelle zone Agricole (artt.54 e 55), consente interventi nelle aree naturali protette e nei parchi (artt.3, 4 e 5), nella città storica che fuori dalle antiche mura (art.2), consente gli incrementi di cubatura dei capannoni ma allo stesso tempo il loro cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale. Provvedimenti improponibili in qualunque altro Paese Europeo ma che trovano invece enfatica applicazione proprio in questa Regione.

Vediamole nel merito:

A) INTERVENTI NELLE AREE NATURALI PROTETTE E NEI PARCHI (ARTT. 3, 4 E 5)
In assenza dei Piani di assetto, in fase di adozione per il Parco Nazionale del Circeo, ma non ancora approvato, prima del ricorso alla Corte Costituzionale, nelle zone B della sua legge istitutiva erano previsti “interventi di ampliamento, adeguamento sismico, ristrutturazione, sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, cambiamento di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale, recupero degli edifici esistenti”.
Sotto questo profilo ricordiamo che la stessa Corte Costituzionale con le sentenze n. 12/2009 e n. 225/2009, tra le altre, ha ribadito che le tematiche ambientali sono prerogativa dello Stato e non delle Regioni. Ciò vuol dire che fino alla pronuncia della Suprema Corte il Piano Casa non può essere applicato nel Parco Nazionale del Circeo nemmeno per le azioni relative al condono edilizio.

B) INTERVENTI INDISCRIMINATI NELLE ZONE AGRICOLE (ARTT.54 E 55)
L'attuale testo del Piano Casa in astratto prescrive il divieto nelle zone agricole di “ogni attività comportanti trasformazioni del suolo per finalità diverse da quelle legate alla produzione vegetale, all’allevamento animale e alla valorizzazione dei relativi prodotti “. Ma poi all'articolo successivo si prevede che “in via prioritaria nelle Aree Agricole si deve procedere al recupero delle strutture esistenti”, e che “le nuove edificazioni in zone Agricole sono consentite soltanto se necessarie alla conduzione del fondo e all’esercizio dell’attività Agricola”. In particolare “gli edifici esistenti possono essere demoliti e ricostruiti per una volta sola, con incremento massimo della Superficie Utile Lorda fino al 10% in più, nelle sole parti ad uso residenziale e soltanto per motivi di adeguamento igienico sanitario”. Dunque anche nelle nostre campagne è previsto uno tsunami di cemento ad aggredire un territorio delicato e paesaggisticamente assai prezioso.

C) CONDONO EDILIZIO: TANA LIBERA TUTTI?
Invece che aspettare l’esito della pratica inoltrata ai rispettivi Comuni, per i richiedenti della licenza in sanatoria sarebbe bastata una perizia giurata che dimostrasse la regolarità della propria richiesta rispetto alle leggi sui condoni del 1985, del 1994 e del 2003. Poi interveniva automaticamente il cosiddetto silenzio-assenso: bastava aspettare 60 giorni in caso di destinazione residenziale dell’abuso o 90 giorni negli altri casi (commerciale, artigianale, industriale, ecc.) e se in Comune non rispondeva entro quei termini, la licenza in sanatoria si intendeva automaticamente concessa. E come ciliegina sulla torta, anche a queste costruzioni abusive potevano essere concessi i premi di cubatura previsti dallo stesso Piano. E’ evidente che aree di particolare pregio ambientale, zone di alto valore paesaggistico e i siti di interesse archeologico, rischiavano di essere ulteriormente degradate con una procedura del genere.
L'illegalità dovrebbe essere sempre combattuta con la necessaria fermezza da una classe politica seria, esattamente come viene fatto da decenni in Europa, e non difesa e sistematizzata come invece avviene con il Piano Casa della Regione Lazio.

D) INTERVENTI NELLE AREE PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA: LA DISMISSIONE DELLE AREE PRODUTTIVE, IMPRENDITORI? NO, MEGLIO PALAZZINARI...
Gravissime le modifiche apportate dal nuovo testo del Piano/Casa in relazione alla possibilità di effettuare interventi finalizzati al cambiamento di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale. Quest’articolo può suscitare una nuova ondata di dismissione di quel micro tessuto di piccole e medie imprese, che costituisce il nerbo portante dell’economia pontina. L'attuale testo prevede “la possibilità di effettuare cambi di destinazione da non residenziale a residenziale, con il 30% di incremento rispetto alla superficie utile iniziale, per edifici di superficie utile massima pari a 20.000 mq, aventi destinazione non residenziale”. In altre parole, mentre le piccole imprese domandano nuovi spazi, il Piano/Casa incentiva la dismissione da quegli stessi spazi, offrendo la possibilità di effettuare cambi di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale.

- IL PESSIMO EMENDAMENTO DELL'ASSESSORE CIOCCHETTI: l'Assessore Ciocchetti dovrebbe spiegare ai cittadini accorsi ad ascoltarlo la ragione vera della norma che sancisce, in deroga agli strumenti urbanisti, la possibilità di effettuare interventi di ristrutturazione\sostituzione\demolizione\ricostruzione e completamento con ampliamento di volumetrie, attraverso un cambio di destinazione d'uso di un manufatto a destinazione produttiva, tramutandolo quindi in residenziale. L'intervento di cambio di destinazione d'uso comporterebbe automaticamente anche la modifica della destinazione di zone dell'area di sedime e delle aree pertinenziali. Il Piano Casa prevede interventi su dei temi che con la casa c’entrano come i cavoli a merenda: stazioni sciistiche, 60 porti turistici previsti in zone demaniali, impianti sportivi e loro pertinenze previsti ovunque. Guarda caso è la stessa impostazione della legge regionale sui campeggi che a sua volta è stata bocciata dal governo nazionale. A pensar male è peccato diceva qualcuno, ma risulta fin troppo chiaro che a determinati poteri quei vincoli proprio non vanno giù.

E) ELIMINATI I PROGRAMMI INTEGRATI (PRINT) PER LE PERIFERIE
Il nuovo Piano Casa peggiora anche la norma sulle periferie: il premio di cubatura diventa del 60% e non è più riferito a quartieri ma a singoli edifici, che, a quel punto potranno vedere raddoppiare i propri residenti con un aggravio rispetto al carico urbanistico e alla qualità della vita piuttosto che un sollievo.

F) TRA LE ALTRE QUESTIONI...
  1. C'è la possibilità di applicazione dei premi di cubatura nelle aree a rischio sismico elevato, se tali interventi sono a fini antisismici;
  2. C'è una sostanziale monetizzazione degli oneri per la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria (parchi urbani, parcheggi, strade, ecc.) , anche in caso di impossibilità di realizzazione delle stesse;
  3. La esagerata premialità (fino al 100% nei comuni costieri, 60% per condomini...) per la realizzazione di alcuni interventi, oltre all'estensione delle iniziative anche alle attività sportive (ma non era un “piano casa”?).

G) STANDARD PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE
Nel precedente testo del Piano Casa (quello approvato dalla Giunta Marrazzo) si stabiliva che “nell’ambito delle percentuali di area fondiaria edificabile destinate all’edilizia residenziale sociale, i Comuni riservano almeno la metà delle stesse alla realizzazione di interventi di edilizia residenziale sovvenzionata”. Nel nuovo testo si stabilisce invece che “i Comuni devono riservare una quota”, e non più la metà obbligatoria. La nuova quota sarà superiore o inferiore al 50%? Una modifica pericolosa che rischia di dimenticare ancora una volta le case per le fasce povere e deboli.

ECCO GLI ULTERIORI EMENDAMENTI DELL'ASSESSORE CIOCCHETTI:

  • per gli ospedali privati dismessi sarebbe consentito il cambio di destinazione d'uso a residenziale, con l'aumento delle volumetrie sopra visto anche per queste strutture.
  • si interviene anche sulle pertinenze degli immobili. Se con la vecchia proposta di legge 79/2010, oggetto di questi interventi erano non solo gli immobili legittimamente realizzati, ma anche quelli illegittimamente realizzati, sanati e sanabili in itinere grazie al procedimento di cui all'art 21 della stessa, poiché al peggio non c'è mai fine, ora tale testo estende gli interventi anche alle pertinenze ed agli accessori dei relativi immobili, purché siano destinati per il 75% a residenziale e con un aumento di volumetria pari al 20% fino ad un massimo di 70 mq.
  • il trionfo dell’edilizia creativa prosegue con l'art 20 bis dell'attuale legge che deregolamenta le norme sancite dalla L.R. 12 agosto 1996 n. 34 che detta norme sulla disciplina urbanistica delle serre, stabilendo che le serre mobili stagionali costituiscono attività edilizia libera e non necessitano di titolo edilizio abilitativo. Cosa c’entrano le serre con l’emergenza abitativa non è dato sapere... E poi va avanti con l' art 20 ter... stabilendo che è possibile realizzare impianti ed attrezzature sportive e ciò che agli stessi è collegato nelle zone classificate come di tutela A, dalla L. R. 6 ottobre 1997 n. 29 che detta norme in materia di aree naturali protette. Cosa c’entrano gli impianti sportivi con l’emergenza abitativa?
  • per le aree vincolate la deregolamentazione significa decretarne la loro fine, ancora di più.
  • nuove cave, alberghi, porti, impianti sportivi. Nelle aree sottoposte a vincolo ai sensi della l.R. 6 luglio 1998 n. 24, specificamente in quelle individuate come Paesaggio Naturale e Paesaggio Naturale Agrario nel PTPR, è possibile ampliare le attività di cave in esercizio. Cosa c’entrano le cave con l’emergenza abitativa?
  • sulle aree con vincoli PTPR è previsto, infatti che, se classificate come insediamenti urbani, siano consentiti gli interventi, pure se prima gli stessi in realtà sarebbero incompatibili con quelli previsti dalle norme di tutela, purché autorizzati, come sopra,dal passaggio Giunta/Consiglio. Il che significa l’assalto finale ai Centri Storici.
  • e poi addio zone a protezione speciale e ai siti di importanza comunitaria. L'ultimo emendamento riguarda una “interpretazione autentica” di quello che è l'istituto di derivazione comunitaria delle ZPS, concepito proprio al fine di tutelare maggiormente zone di particolare pregio ambientale e naturalistico del nostro territorio. In realtà, non si tratta di interpretazione autentica e quindi di normativa che stabilisce quali fra le diverse interpretazioni valgano, ma di una “scucitura” dal regime di tutela delle ZPS, di zone che, alla entrata in vigore della legge nazionale sulle ZPS, già erano provviste di una perimetrazione provvisoria e delimitate con atto regionale pubblicato in BURL e inclusione, quindi, di tutte queste aree nella deregulation del Piano Casa.

Ed infine..... è noto come la gran parte delle zone ZPS ricadano all’interno delle aree protette/parchi regionali. Come è noto la legge regionale per il contrasto dell’abusivismo edilizio ha definito l’impossibilità di applicare il III° Condono edilizio all’interno delle aree protette. Sorge, quindi, alla luce del testo voluto dall’Assessore Ciocchetti una domanda: cosa succede in riferimento ad un eventuale immobile abusivo edificato all’interno di un Sic o Zps, ma ricadente in un parco regionale?
La risposta arriverà dalla Corte Costituzionale a meno ché, rimangiandosi quanto va affermando in giro, l'Assessore Ciocchetti e tutta la Giunta Polverini, tornino sui loro passi per metter mano a questo autentico disastro denominato Piano Casa.

Fonte tratta dal dossier Legambiente Lazio.

Nasce il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio


Comunicaton° 8/2011 del 2 Novembre 2011 - Movimento nazionale Stop al Consumodi Territorio

CareAmiche e cari Amici,
comeben sapete, lo scorso Sabato 29 Ottobre abbiamo dato vita formalmente ad un nuovo importante soggetto nazionale: il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e al contemporaneo avvio della nuova campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio,Difendiamo i Territori".
Luogodi questo "lieto evento" è stato, naturalmente, Cassinetta di Lugagnano - primo Comune italiano ad avere decretato la crescita zero urbanistica - che già aveva ospitato nel gennaio 2009 la nascita del nostro Movimento Stop al Consumo di Territorio. Si è trattato di un'assemblea appassionata e appassionante, con la partecipazione di oltre 500 persone provenienti da ben 18 Regioni. A questo link  potete leggere un breve resoconto della giornata.
Mentrea questo link:http://www.ilcambiamento.it/territorio/salviamo_paesaggio_resoconto_video.html potete seguire la registrazione filmata degli interventi della plenaria della mattina. Altri Video: http://www.ilcambiamento.it/keyword.php?k=salviamo%20il%20paesaggio

Ora il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua non è più da solo nel difendere i beni comuni, su cui siamo certi sia necessario rifondare i principi di una nuova società e di un nuovo orizzonte civico; e, dopo l'unitarietà d'intenti raggiunta per la salvaguardia dell'elemento "acqua", ecco ora il secondo gradino volto alla difesa del suolo, della terra, dei territori, dei paesaggi. Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio nasce con spalle forti: già oggi sono oltre 4.000 le persone che vi aderiscono e oltre 400 le organizzazioni che ne fanno parte, tra cui tutte le associazioni ambientaliste nazionali e decine di comitati locali. Ma occorre ora qualche informazione per inquadrare al meglio il significato di questa nuova situazione e, soprattutto, ragionare su ciò che ci aspetta.

Come si è arrivati alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ?
Stop al Consumo di Territorio, nel Gennaio 2009, si era un data un "tempo" di azione: tre anni di lavoro per capire se il suo messaggio (chiaro e forte) potesse essere di stimolo ad un vero cambiamento nella pianificazione urbanistica comunale e nazionale. Già all'inizio di questo ultimo anno, ci siamo resi conto da molteplici piccoli segnali che non solo il messaggio era giunto a destinazione (chiaro e forte) ma che nuovi fermenti si stavano agitando: altri Comuni ad imitare Cassinetta, grandi città e grandi Province ad approvare delibere o nuove leggi davvero vicine allo "stop al consumo di territorio", una diffusa sensibilità maggiore daparte di cittadini, tecnici del settore, media, amministratori, addirittura imprenditori del comparto edile. Per cui ci siamo detti: questo è il momento per rendere possibile ilnostro primo obiettivo di partenza. Ovvero: far sì che il nostro Movimento nazionale (24.000 aderenti individuali più le migliaia diiscritti alle oltre 300 organizzazioni aderenti a titolo collettivo) si trasformasse in un Forum nazionale sulla falsariga di quello dell'Acqua. SlowFood per primo ha colto immediatamente il nostro intento e insieme abbiamo voluto provare a diffondere un invito/appello a tutti. Quell'invito/appello è stato compreso e raccolto e Sabato 29 Ottobre l'agognato forum è nato!

Che cosa si propone di fare il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ?
Innanzitutto un capillare lavoro di comunicazione, informazione e formazione (o più semplicemente di «cultura del territorio», come a più riprese si è detto nei vari interventi a Cassinetta) che si accompagni alla nascita di Comitati locali pronti a sostenere banchetti di ascolto e di raccolte firme. E la costruzione di una serie di "strumenti operativi":
- una campagna di richiesta perentoria a tutti i Comuni italiani affinchè venga sviluppato un censimento capillare delle strutture edilizie esistenti e sfitte, vuote, non utilizzate e che rapidamente questi dati vengano messi a disposizione del Forum nazionale e dei cittadini del territorio;
-la stesura di una Proposta di Legge d'iniziativa popolare scritta collettivamente da tutti gli aderenti al nascente Forum nazionale, da sottoporre alla necessaria raccolta firme (ne occorreranno 50.000 mal'obiettivo è di raccoglierne otto/dieci volte di più) e, quindi, da suggerire alle commissioni parlamentari per una discussione analitica.
La Proposta di Legge popolare ha già le sue "linee guida" ed entrerà ora nella fase di autentica redazione; si pone l’obiettivo di arrestare il consumo di suolo e prevede che nuove occupazioni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali saranno consentite esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti.
Sarà una proposta di legge popolare sin dal suo metodo realizzativo; si è infatti deciso di non affidarla a giuristi o legali fino a che tutti gli aderenti al Forum non avranno completato la loro individuale valutazione delle "linee guida", limato, corretto, integrato: sarà quindi un testo scritto a mille mani ! E da subito,ci si è preoccupati anche di far sì che la proposta di legge siabreve, di facile comprensione anche per i "non addetti ai lavori", prive di possibili ambiguità o interpretabilità. Non sarà facile, ma il percorso individuato, per quanto certamente faticoso, appare decisamente appassionante.
Con questa legge si vorrebbe rendere obbligatoria - per tutti i Comuni italiani - la moratoria/sospensione temporanea di tutte le nuove edificazioni previste dai Piani Regolatori/Piani di Gestione delTerritorio e relative varianti, finchè non sarà stato completato un censimento del patrimonio edilizio esistente che evidenzi:
-l’ammontare delle superfici occupate dalle strutture (residenziali, industriali, artigianali, commerciali, direzionali, terziarie, pubbliche, agricole ecc.) già presenti all’interno dell’ambito comunale non utilizzate o in costruzione;
-il dato numerico “censito” degli edifici non utilizzati/non abitati nonchè il patrimonio dismesso, riconvertibile e recuperabile;
-il computo delle superfici delle aree edificabili di qualsivoglia destinazione, già previste dai vigenti strumenti urbanistici, ma non ancora attuate;
-il computo del consumo di suolo, esteso ai 5 anni precedenti.
Al termine del censimento, ciascun Comune italiano dovrà mettere a disposizione della collettività i dati raccolti e istituire obbligatoriamente un tavolo di lavoro partecipato che veda presente ogni cittadino residente del Comune che ne desideri far parte, oltre agli amministratori comunali, ai tecnici comunali, a professionisti e tecnici del settore. Questa nuova forma di partecipazione collettivara ppresenterà una assemblea decisionale e verrà istituita con unpreciso obiettivo: permettere la migliore utilizzazione-ottimizzazione del patrimonio edilizio esistente e a questo rivolgere il soddisfacimento delle esigenze abitative, commerciali e produttive della comunità di riferimento.

Checosa cambia per il Movimento Stop al Consumo di Territorio ?
Nulla in termini di obiettivi: il nuovo Forum nazionale ha adottato esattamente i nostri principi e i nostri orizzonti.
Ma rappresenta una nuova “casa comune” in cui troviamo ora grandi realtà che non avevano aderito al nostro Movimento e piccoli comitati che ancora non eravamo riusciti a raggiungere. E, naturalmente, chissà quanti “normali” cittadini.
Il tam tam che in queste settimane la stampa nazionale ci ha dedicato ci ha permesso di amplificare il nostro messaggio (che ci piaccia oppure no, nomi celebri attirano il mondo informazione più dei “puri e sani” nostri progetti propositivi).
L’ingresso in questa nuova “casa comune”, invece, ci spinge a mettere in pratica in primis ciò che propugniamo da sempre, ovvero lo “svestire casacche”. Il Movimento Stop al Consumo di Territorio confluisce nel Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e inquesta veste agirà per raggiungere i suoi obiettivi. La nostra rete nazionale diventa una rete nella rete …

Dunque il Movimento Stop al Consumo di Territorio cessa di esistere ?
Assolutamente no. Rimarremo attivi e vigili con le nostre mailing list, il nostro sito, la nostra esperienza, le nostre facce e in tutte quelle iniziative di base nei territori qualora non fosse possibile coinvolgere il Forum …
Ma, così come si è detto a Cassinetta, anche noi (come Legambiente, Fai, Italia Nostra Slow Food ecc. ecc.) da qui in avanti agiremo come Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, senza perdere le nostre specifiche identità. Per questo è importante che in questa fase “fondativa” tutti gli aspetti riguardanti le attività di comunicazione e l’assetto organizzativo del Forum ci vedano in primo piano nella costruzione di questo grande soggetto politico nel senso buono del termine …) e sociale.
L’esperienza del Forum dei Movimenti per l’Acqua è un perfetto metro di riferimento per capire cosa dobbiamo fare.

Non rischiamo che qualche grande organizzazione nazionale possa diventare “egemone” in questo nuovo Forum nazionale ?
E’ sempre bene essere vigili, certamente. Ma in questo momento i “patti” paiono chiarissimi: obiettivi definiti ( e sono i “nostri”), organizzazione non verticistica ma a “Rete” (come per il ForumAcqua), in cui ognuno porta le sue competenze e capacità, assemblee decisionali collettive e non ristrette (vedi i due gruppi di lavoro di Cassinetta).
All’assemblea plenaria costitutiva di Cassinetta si è dato la parola a chiunque l’abbia chiesta (secondo il metodo da sempre adottato nelle assemblee di Stop al Consumo di Territorio) lasciando i primi 3 interventi “macro” ai promotori/big (Finiguerra, Petrini, Crespi) presenti perché, al di là del loro ruolo conquistato sul campo, “rendono” a livello di media e affidando la conduzione della giornata al “garante” Mortarino.
Certamente qualcuno ha storto il naso nel vedere Slow Food e Petrini molto in vista fino ad oggi. Ma di sicuro altri avranno storto il naso nel vedere Finiguerra, Mortarino e Scarsi altrettanto in vetrina.
Quindi: concentriamoci sugli obiettivi, diamoci regole ed organizzazione e continuiamo così: il momento è propizio e le sensibilità si stanno moltiplicando. Forse la nostra utopia del 2009 (stop al consumo diterritorio) sta diventando un nuovo metro di costruzione sociale ! E sono passati solo tre anni …

Un abbraccio.
Domenico Finiguerra, Alessandro Mortarino, Gino Scarsi

mercoledì 23 novembre 2011

La compostiera di quartiere

Perchè questo problema dei rifiuti? Ogni nostra azione è correlata alla produzione di un rifiuto. Viviamo in una società dei rifiuti. Il consumo categorico impostoci negli anni del boom economico, allo stato attuale ha portato alla creazione di una massa malata di persone, ossessionate dall'acquisto impulsivo. Una strategia politica ben consolidata che ha condotto intere generazioni nell'oblio del consumismo sfrenato. Nonostante sappiamo dove mettere la nostra merda, per fortuna, tuttavia sappiamo che biologicamente ne produciamo quantità a cui non possiamo fare a meno, ancora non abbiamo capito però come ridurre la produzione di questi dannati rifiuti. Importante ricordare che il rifiuto è un errore di progettazione industriale, quindi se a capo della catena industriale ci continuiamo a mettere i zii paperoni del pianeta è normale poi vederci invasi di rifiuti. Ma in realtà non deve essere una normalità, ma un problema, un eccezione sbagliata, a cui siamo stati portati a vedere come regolare. Stesso discorso nello smaltimento, non è normale costruire inceneritori e discariche, ma gli impicci mafioso dei vari zii paperoni con la politica, ci hanno portato ad assistere questi fenomeni innaturali, consumatrici di terreno e di carne umana.

A Pontinia, il capo che dovrebbe attuare strategie intelligenti per un corretto rispetto dell'ambiente e anche dei cittadini che lo hanno premiato con la fiducia, cade dalle nuvole, da i numeri, sposta enormi quantità di rifiuti da una parte all'altra della provincia. Basterebbe che si fermasse un attimo a riflettere e a guardarsi intorno, per capire quali strategie utilizzare. Il lavoro di assessore all'ambiente bel 2011 è diventato veramente difficile, quindi se non sei continuamente aggiornato, rischi di non rispettare norme e piani utili al rispetto dell'ambiente. Proprio se si vuole restar fermi, almeno, la supplico legga questo messaggio, o tuttalpiù faccia una piccola ricerca su internet, così come l'abbiaamo fatta noi del blog.

I rifiuti come le materie prime sono una risorsa, non un problema! Come sempre arriva dal Nord Europa la tecnologia intelligente, magari costruita da un Italiano!

Bucce di banana e altri residui di pranzi e cene ora si buttano in una macchina che mangia i rifiuti ”in diretta”. Arriva infatti il primo sistema per il compostaggio locale collettivo a uso pubblico. E' stato inaugurato oggi a Capannori, in provincia di Lucca, nella mensa comunale da 250 pasti al giorno, in occasione della Settimana europea per la riduzione dei Rifiuti. Unico precedente in Italia e’ un privato in provincia di Ancona. Il macchinario arriva dalla Svezia e puo’ trattare oltre 20 tonnellate l’anno di frazione organica, che corrispondono al fabbisogno di circa 250 abitanti (circa 100 famiglie). Alta un metro e 17 centimetri per una lunghezza di quasi 3 metri, e’ fatta di acciaio inossidabile e polietilene riciclato ed e’ costituita al suo interno da due sezioni separate. Produce compost in circa un mese a fronte di un periodo medio di 4 mesi previsto dal compostaggio domestico (clicca qui). Fonte: http://www.glollo.com/site/index.php/home/364-la-compostiera-di-quartiere



Rete Zero Waste Lazio Manifestazione 3 Dicembre Roma

SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA PROMOSSA DALLA RETE ZERO WASTE LAZIO CON IL SOSTEGNO DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO

Oltre 3000 persone hanno gremito la piazza SS Apostoli a Roma riempita dalle comunità che si stanno battendo contro il “piano Polverini” di fatto solo un piano di smaltimento in netto contrasto con le stesse direttive comunitarie che pongono lo smaltimento solo per ultimo successivo alle strategie di riduzione e riuso, di raccolta differenziata e riciclaggio compostaggio. La parte residua, invece di ricorrere a mega discariche e inceneritori può essere ulteriormente recuperata, studiata e trattata con impianti a freddo in grado di minimizzare a non più del 10-12% la percentuale provvisoria di rifiuti da porre stabilizzata in discarica. In questo senso la sacrosanta chiusura della discarica di Malagrotta non può essere rimpiazzata con la moltiplicazione delle discariche in provincia di Roma e nel Lazio.Al contrario da subito nel comune di Roma che rappresenta i 5/6 della produzione dei rifiuti dell’intero Lazio deve partire la raccolta differenziata porta a porta integrata con isole ecologiche e centri di riparazione e riuso.La Rete nazionale Rifiuti Zero e la Zero Waste Italy chiedono il ritiro immediato del commissariamento e il ripristino di una logica democratica che restituisca la parola alle comunità e alle istituzioni locali.La Rete nazionale Rifiuti Zero e la Zero Waste Italy saranno di nuovo in piazza il 3 dicembre a fianco della Rete Zero Waste Lazio per riproporre con forza questi obbiettivi.Sarà presente anche il professor Paul Connett insieme a numerose delegazioni da tutte le regioni italiane confermando che quella di Roma e del Lazio rappresentano ormai vertenze nazionali/internazionali.

per la Rete Nazionale Rifiuti Zero
Rossano Ercolini

martedì 22 novembre 2011

Raccolta rifiuti ad aspirazione pneumatica

Una realtà anche in Italia
 Di Valentina Ierrobino, in http://www.ecologiae.com

immagine da: http://www.cittanuova.it
Il progetto pilota di raccolta differenziata dei rifiuti ad aspirazione pneumatica partito alcuni giorni fa a Romainville, cittadina della periferia parigina, ha suscitato molto interesse per quel che riguarda la raccolta, la gestione e il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani. Molto interessante è soprattutto l'aspetto che concerne i benefici ambientali concreti ed immediati di tale pratica, una pratica che viene portata avanti e con le migliori tecnologie anche nel nostro Paese. Il sistema di raccolta ad aspirazione pneumatica è sviluppato nel nostro Paese da un'impresa giovane ed innovativa, la Mec s.r.l. nata nel 2006 da una idea di Carlo e Massimo Bardissone, formata da un team di ingegneri provenienti dal Politecnico di Torino. L'azienda ha diversi settori di intervento, tra cui quello energetico e ambientale che ha sviluppato il sistema di raccolta penumatica. Come hanno provato molti studi di fattibilità ed analisi sul territorio, la pratica favorisce in maniera sensibile la raccolta differenziata e aumenta la consapevolezza degli utenti; ma i benefici più immediati sono per l'ambiente: la riduzione delle emissioni di CO2 e gas serra. Come si legge nel portale di MeC s.r.l., ci sono tre fonti principali di gas serra in un processo di raccolta dei rifiuti:
  • emissioni prodotte dai veicoli per la raccolta dei rifiuti nelle aree limitrofe ai cassonetti e verso le zone parcheggio automezzi e per azionare i meccanismi di carico/scarico cassonetti;
  • emissioni di gas metano e CO2 evitate aumentando la quantità di rifiuti per viaggio verso l’impianto di riciclaggio, verso l’inceneritore o la discarica.
  • emissioni prodotte dall’uso di un impianto.
La raccolta pneumatica dei rifiuti elimina sin da subito:
  • rumore;
  • odori e gas prodottu dai camion maleodoranti;
  • potenziale sporcizia durante il processo di raccolta;
  • circolazione di mezzi pesanti in aree residenziali
Altri vantaggi riguardano anche il settore finanziario perché, paragonando i costi degli attuali metodi di raccolta tradizionale per una città medio-grande, con densità di popolazione alta, la raccolta differenziata ad aspirazione pneumatica è più conveniente anche se ha un costo iniziale più costoso che, tuttavia, viene compensato nel tempo con la riduzione delle emssioni inquinanti e con i notevoli benefici per l’ambiente e i cittadini.

[Fonte: MeC]

Pontinia e il conferimento della frazione Umida

Pontinia, rifiuti chiusa la Sep si conferisce l'umido alla ditta Fatone s.r.l

Dalla Delibera di Giunta comunale n. 180 del 10 novembre 2011, si può dedurre che la frazione umida del comune di Pontinia, viene conferita alla ditta fatone s.r.l.

Rilevato che la suddetta ditta S.E.P. s.r.l. a partire dal 03/10/2011 ha sospeso l’accettazione dei rifiuti in entrata presumibilmente per problematiche connesse alla ristrutturazione dell’impianto stesso;
Considerato, quindi, che il Comune di Pontinia si trova nella impellente necessità di dover conferire la frazione organica dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata presso altra struttura autorizzata; Preso Atto che allo scopo sono state interpellate diverse ditte e la Ditta Fatone s.r.l. ha
presentato l’offerta economica più vantaggiosa e allo stesso tempo soddisfa le modalità di conferimento del rifiuto, che si integrano con il servizio di raccolta del rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata; Rilevato che, la Giunta Municipale con Deliberazione n. 164 del 11/10/2011 ha impartito le direttive ai Responsabili di Settore per lo smaltimento del materiale organico proveniente dal servizio di raccolta differenziata con l’affidamento alla Ditta Fatone s.r.l.
per trenta giorni; Rilevato che dopo l’adozione della suddetta deliberazione sono pervenute le offerte delle Ditte S.E.P acquisita al Prot. 18299 del 25/10/2011 e Demetra s.r.l. al prot. 18492 del 27/10/2011 offerte che presentano una richiesta economica superiore alla Ditta Fatone s.r.l. e che comporterebbero una modalità di conferimento (deposito di un cassone dove scaricare il rifiuto proveniente dalla raccolta differenziata) non attuabile per la mancanza di una area attrezzata a tale scopo; Ritenuto per quanto sopra, dover individuare nella Ditta Fatone s.r.l. con sede a Latina, quella di cui avvalersi per il conferimento del rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata adottando una proroga dell’affidamento già perfezionato in precedenza con Determina n. 44 del 12/10/2011;

Visto il D.lgs. 267/2000, la Giunta Comunale di Pontinia delibera, d'impartire al responsabile di settore le seguenti direttive, di prorogare l’affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata per i motivi espressi in narrativa alla Ditta Fatone s.r.l., fino al 30 novembre, verso il prezzo di €. 160,00/ton. ( comprensivo di prezzo di smaltimento, oneri per operazioni di stoccaggio e oneri per il trasporto presso impianto di compostaggio o altro impianto autorizzato allo smaltimento) ; Per l’affidamento del servizio la Ditta individuata dovrà preventivamente fornire le autorizzazioni in suo possesso dalle quali risulti, che la stessa Ditta è abilitata ad accogliere la tipologia del rifiuto di cui sopra (codice CER 200108). La stessa ditta dovrà inoltre impegnarsi alla consegna dei certificati di avvenuto smaltimento del rifiuto rilasciato dai titolari degli impianti ove lo stesso rifiuto verrà conferito per lo smaltimento finale. Di dare mandato, ai competenti Responsabili di Settore per il perfezionamento dell’affidamento del servizio, per l’impegno contabile e per l’eventuale proposta di modifica dei capitoli di spesa del bilancio del corrente esercizio finanziario alla luce dei nuovi costi, che sarà necessario sostenere per lo smaltimento del rifiuto in oggetto;

Incognita Sep, non esiste alcun caso

http://www.agiletec.it
Il Comune di Sermoneta smentisce le ricostruzioni dell’assessore all’Ambiente di Pontinia

Giovannoli: Scarsella poteva evitare una brutta figura se si fosse informato
Le puntate precedenti: Sep cacciata da Mazzocchio, la soluzione è Sermoneta.

Tanto rumore per nulla. Con una nota stampa vengono smentite le dichiarazioni rese dall’assessore all’Ambiente del Comune di Pontinia, Valterino Battisti che, avrebbe dichiarato come, a causa della chiusura della Sep «abbiamo dovuto accettare una proposta di piattaforma a Sermoneta che si prende i nostri rifiuti (...)». Nella nota dell’ufficio stampa del sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli, si chiarisce come «tale affermazione non risponda al vero in quan o non esiste nessuna piattaforma, pubblica o privata sul territorio comunale di Sermoneta autorizzata a stoccare rifiuti organici anche per un breve periodo». Con il comunicato si sottolinea inoltre come la stessa amministrazione comunale avesse avuto cura di contattare il sindaco di Pontinia, Eligio Tombolillo, che da canto suo ha confermato come il Comune di Pontinia avesse «preso accordi con una piattaforma che ricade nel territorio comunale di Latina », un chiarimento che a onor del vero spazza via «inutili allarmismi tra i residenti di Sermoneta e infondate polemiche di natura strettamente politica », tant’è che il sindaco Giovannoli invita anche l’assessore di Pontinia, Battisti, «a rettificare le proprie dichiarazioni in merito alla gestione del dopo Sep, per ristabilire la verità e specificare chiaramente che Sermoneta non è stata minimamente coinvolta nel conferimento dei loro rifiuti». La Giovannoli coglie l’occasione per ricordare ai cittadini del suo comune come l’amministrazione stia dando quotidiana attenzione alle politiche ambientali. «E’ in corso la gara d’appalto per individuare il nuovo gestore della raccolta differenziata che dovrà garantire alti standard qualitativi senza incidere sui costi del servizio, ma anzi migliorando sempre più l’efficienza del porta a porta». Ragione per cui la sua amministrazione rivendica l’indice di raccolta differenziata, raggiunto,e segnatamente tra i più alti di tutto il centro Italia, motivo per cui non perde l’occasione per ringraziare i cittadini che hanno dimostrato impegno, fiducia e tenacia nella persecuzione dell’obiettivo che l’amministrazione si è dato. Ma un altro argomento preme chiarire alla Giovannoli: «questa amministrazione non può che stigmatizzare l’atteggiamento del consigliere capogruppo del gruppo misto – Antonio Scarsella - che ha inviato un’ interrogazione sull’argomento rifiuti prima alla stampa e successivamente al sindaco di Sermoneta. Lasciandosi andare in considerazioni dl tutto fuori luogo, che se avesse seguito la procedura istituzionale, gli avrebbe consentito di evitare un inutile clamore generato dal nulla. Non perdendo mai occasione per denigrare l’operato dell’amministrazione comunale». Ragione per cui prendono comunque atto delle dimissioni «da lui definite “irrevocabili” dalle commissioni Urbanistica e Bilancio».

Articolo di Elisa Fiore, fonte: Latina Oggi

lunedì 21 novembre 2011

Mozione contro l’Ato

Restituire le competenze ai Consigli comunali

Sermoneta, le critiche mosse dal consigliere Scarsella
Una mozione sui rapporti tra Ato4, società di gestione del servizio idrico Acqualatina, e attuazione del referendum giugno 2011 è stata presentata al consiglio comunale di Sermoneta dal consigliere del Pd, Antonio Scarsella. Nel documento si ricorda che l’assemblea dei sindaci dell’11 novembre scorso ha negato ai consigli comunali di discutere, modificare e ratificare le convenzioni per la gestione del servizio idrico. In sostanza deputati a decidere sono la conferenza Ato e il presidente della Provincia. Il che significa che, disconosciuto il referendum, non è prevista alcuna riduzione di tariffe; anzi quella annua aumenterà mediamente del 7%. In più: nel caso in cui la vertenza tra Acqualatina e il Consorzio di Bonifica comporterà un esborso, questo sarà caricato sulle bollette degli utenti. Nella mozione si evidenzia il ruolo negativo dell’assemblea dei sindaci che disattende l’esisto referendario e continua a supportare una gestione sbilanciata a favore del privato che peserà ulteriormente sui cittadini-utenti. Per Sermoneta, Scarsella indica che le decisioni condivise dall’amministrazione comunale in quella sede contraddicono la discussione tenuta nel precedente consiglio comunale del 21 settembre scorso in merito alla condivisione dei principi referendari e alla partecipazione del consiglio alle scelte di fondo che impegnano l’ente locale. Nella delibera della mozione si dovrebbe allora attestare che non bisogna condividere quanto deliberato dall’assemblea Ato4 e di darne formale comunicazione alla presidenza e agli altri sindaci. Scarsella ha invitato, infine, il sindaco Giovannoli e l’amministrazione comunale a farsi promotori di una specifica iniziativa che ponga nuovamente all’odg dell’assemblea Ato le competenze dei consigli in merito alla modifica e approvazione dei regolamenti e contratti gestionali, l’attuazione dei quesiti referendari, la tutela delle utenze e la rimodulazione delle tariffe.

Articolo di Mina Picone su Latina Oggi del 19 novembre 2011

Elezioni che Bonificano

In campo una sola lista con Cia e Coldiretti

http://www.bonifica-agropontino.it/
Non ci saranno né Confagricoltura né Anpa nella corsa per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica. Una sola lista in campo con esponenti di Cia e Coldiretti. E la presenza di una sola cordata è alla base di una rovente vigilia del voto per quello che comunque è stato già bollato come un ente inutile, forse da abolire, insomma l’ultimo carrozzone. Gli aventi diritto al voto sono circa 60mila e il cda nuovo dovrò occuparsi di questioni importanti, a cominciare dal piano di tutela dal dissesto idrogeologico del territorio di competenza e, a seguire, il contenzioso con Acqualatina spa per 6 milioni di euro. Ieri intanto ci sono state le ultime accuse della Lista Anpa (esclusa dalle candidature) al presidente in carica, Carlo Crocetti: «Non ha saputo leggere la sentenza del Tar sul ricorso della nostra lista». Come si sa il Tribunale amministrativo di Latina non ha ritenuto sussistessero i motivi di urgenza per decidere di sospendere il provvedimento di esclusione della lista (ciò avrebbe bloccato il voto e imposto il rinnovo della procedura delle candidature) ma ha rinviato al 15 dicembre prossimo per assumere direttamente la decisione di merito. I legali dell’Anpa invece avevano chiesto un provvedimento d’urgenza proprio per reinserire la lista o sospendere cautelativamente le elezioni.

Il voto per eleggere il nuovo responsabile dell’ente di bonifica Consorzio, la ricetta di Conti
Il presidente uscente: puntiamo sulla prevenzione. SI vota oggi per l’elezione del nuovo presidente del Consorzio di bonifica del sud pontino. Il responsabile uscente, Lino Conti, candidato per la nuova presidenza, traccia un bilancio dell’attività del Consorzio di Bonifica durante la sua direzione. «Negli ultimi anni abbiamo raggiunto importanti traguardi - afferma Lino Conti - tra cui una manutenzione efficiente, giusta protezione idraulica del territorio. Siamo riusciti a garantire l’irrigazione, nonostante alcuni momenti di carenza idrica. In sostanza eseguiamo la manutenzione dei canali, solleviamo acqua dalle zone basse, assicuriamo che l’acqua cammini». Eppure i canali hanno più di un nemico, l’incura dei territori e l’antropizzazione. «Negli ultimi 40 anni - continua Conti - abbiamo cementificato una superficie pari pressoché a tutto il Nord Italia. Le più importanti città del Nord hanno un ritmo di cementificazione pari a dieci ettari al giorno. Questo determina che l’acqua non arrivi dai campi ai canali, ma dall’asfalto, e arrivi in velocità. C’è bisogno che la cultura della prevenzione prevalga su quella dell'emergenza. Siamo bravissimi a dichiarare lo stato d’emergenza, ma meno bravi a fare il mantenimento della rete idrica italiana». Negli ultimi anni, il Consorzio ha cercato di fare del meglio, riuscendo a prevenire situazioni di emergenza e correre ai ripari nei momenti più difficili.

ARTICOLO DI F. A. Latina Oggi 20 novembre 2011