venerdì 12 dicembre 2008

Non facciamoci bollire!



Una rana posta nell'acqua bollente cerca disperatamente di fuggire. Ma la stessa rana, messa in acqua fredda poi scaldata progressivamente, se ne resta lì a godersi il bagno caldo fino a finire bollita a morte senza neppure accorgersene. E' la stessa cosa che sta accadendo a noi, l'acqua si sta scaldando molto ma l'umanità non se ne sta rendendo conto...se non si prendono drastici provvedimenti finirà per bollire e saremo tutti morti. Forse siamo un errore della natura e quindi destinati all'estinzione. Intanto non ci resta che limitare i danni e cercare di dare un futuro vivibile ai nostri figli. Rispettare l'ambiente significa rispettare la vita.

Rispettiamo l'ambiente iniziando a cambiare stile di vita, abitudini e comportamenti. Siamo giunti in un periodo della nostra esistenza dove la biforcazione della strada si sta facendo sempre più nitida. Da un lato abbiamo lo sprecone, l'imperialista, il colonizzatore, l'affarista, il lobbista, il termocombustore, lo speculatore e dall'altro lato: il libero cittadino soggetto allo sfruttamento del primo, l'attento all'ambiente, il ricercatore di nuovi stili di vita, il sostenitore di uno sviluppo sostenibile, il fruitore di energie rinnovabili, colui che sopravvive con l'autoproduzione di beni, questa divisione sta crescendo ogni giorno di più. Nell'aria si inizia a respirare un'aria particolare e di particolato, un cambiamento? Bisogna stare attenti a non prendere la strada sbagliata. L'insofferenza che percuote i nostri volti, il malcontento, la disperazione sono azioni che si generano dagli strumenti che usano i primi. E' arrivata per noi l'ora di iniziare a fortificare con più creatività le nostre idee, i nostri obiettivi, senza farci sopprimere dalla forza prorompente dei loro molteplici strumenti. Non facciamoci bollire!

Come si legge nel libro di Wackernagel e E. Rees " "L' impronta ecologica", per raggiungere la sostenibilità bisognerà combattere tre dure battaglie. La sindrome della rana bollita, l'apartheid mentale e la tragedia dei beni comuni. Una rana messa in una pentola d'acqua fatta scaldare lentamente non è in grado di riconoscere il graduale, ma letale cambiamento(...). Due sono i poli della sostenibilità: stabilità ecologica e qualità della vita umana. Nei paesi industrializzati la strategia è quella di ridurre "l'impronta ecologica" e garantire un vita soddisfacente per tutti mettendo in evidenza la relazione tra globale e locale.

Misurate la vostra impronta ecologica.

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