Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post

domenica 22 aprile 2012

Pareggio di bilancio in Costituzione

- di Fabrizio Verde -

Con 235 sì, irrompe nella Costituzione italiana, accompagnato da uno strano silenzio dei media mainstream, il vincolo al pareggio di bilancio approvato in seconda lettura anche al Senato. Si completa così l’iter parlamentare del disegno di legge, molto contestato in sede extraparlamentare in quanto d’inconfutabile stampo neoliberista, che essendo stato approvato con una maggioranza qualificata dei due terzi, non dovrà neppure essere sottoposto al giudizio popolare attraverso il referendum confermativo. La grande coalizione-ammucchiata PD-PDL-UDC ha votato compatta, mentre si sono opposte Lega Nord ed Italia dei Valori.
A venire modificato è segnatamente l’articolo 81 della carta costituzionale nata dalla Resistenza, ma già ampiamente stravolta negli anni, che adesso recita: «Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali», quali «gravi recessioni economiche, crisi finanziarie, gravi calamità naturali».
Una modifica che risulta stridente rispetto all’impianto dato alla carta fondamentale dai padri costituenti, che all’articolo 3 recita: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Dunque, il ruolo dello stato nell’economia, pensato quasi come una sorta di guida dall’Assemblea Costituente, esce irrimediabilmente ridimensionato, quando in un periodo come questo di recessione piena, come insegna Keynes, la domanda, i consumi e l’occupazione potrebbero essere risollevati tramite un massiccio piano d’intervento statale.
Come beneficio, si avrebbe il calo del debito pubblico per effetto dell’aumento delle entrate fiscali. Al contrario, la strada imboccata – monetarista-liberista imposta dalla Germania – porterà con l’austerità un aumento della disoccupazione accompagnata ad una diminuzione delle entrate fiscali. Con relativo aumento del deficit pubblico come ciliegina, decisamente amara, sulla torta farcita con  lacrime e sangue dei lavoratori italiani.
La ratio della norma, sembra proprio improntata alla demolizione delle teorie elaborate dall’economista britannico, che nel dopoguerra – visto il successo della “rivoluzione keynesiana” -venne definito probabilmente in maniera frettolosa il distruttore di Marx. Anche se, come la storia ha mostrato, le contraddizioni del sistema capitalistico sono tante e tali, che l’attualità delle teorie elaborate dal filosofo di Treviri restano pressoché intatte.
Come spiegato in maniera chiara ed impeccabile dall’economista Vladimiro Giacché intervistato dal portale Today: «Il pareggio di bilancio, di fatto, sancisce l’illegalità del keynesismo. Secondo Jhon Maynard Keynes, nei periodi di recessione, con la ‘domanda aggregata’ insufficiente, era lo Stato, tramite il deficit spending, a far ripartire l’economia. Secondo questo principio, il deficit si sarebbe poi ripagato quando la crescita fosse ripresa. Ora, impedendo costituzionalmente il deficit di bilancio dello Stato – se non per casi eccezionali e comunque per periodi di tempo limitati – tutto ciò sarà impossibile. Da oggi il nostro paese abbraccia ufficialmente l’ideologia economica per la quale la priorità è evitare il deficit spending, ossia che lo Stato possa finanziare parte della domanda indebitandosi.
Questa cosa può sembrare apparentemente ragionevole per paesi indebitati come il nostro, ma in realtà è assolutamente folle. Così facendo si stanno replicando gli errori drammatici degli anni ’30: quando ci si trova alle prese con la recessione, oggi come ottanta anni fa, accade che i privati investono meno. Ed è qui che sarebbe fondamentale un deciso intervento pubblico, con investimenti che facciano in modo che la “domanda aggregata”, cioè l’insieme dell’economia, aumenti, per ripresa. Questi effetti benefici, poi, si riassorbirebbero negli anni a seguire con effetti positivi sui conti pubblici. Ad esempio, con un maggior introito di tasse, il governo avrebbe avuto un rientro maggiore. Da oggi, invece, questo non sarà più possibile».
Insomma, il Parlamento italiano, in combutta col governo dei tecnici invocato in modo taumaturgico per “salvare” l’Italia, stravolge la Costituzione italiana inserendovi una norma che si configura come una specie di estensione a livello continentale di una norma tedesca che regola il rapporto tra Stato centrale e Laender, che farà avviluppare ancor di più quello che una volta era il Belpaese e l’intero continente nella spirale perversa composta da austerità e recessione.

lunedì 19 marzo 2012

Workshop giornalismo e comunicazione ambientale


Fonte: legambiente.it
Dieci giorni di laboratori sulle tecniche di scrittura giornalistica, fotografia ambientale, ripresa e montaggio video. Dal 23 marzo al 1 aprile nella splendida cornice del Parco nazionale del Gargano. Sono aperte le iscrizioni. 

Rignano Garganico (FG), nel Parco Nazionale del Gargano, dal 23 marzo al 1 aprile, ospita la seconda edizione del workshop “Giornalismo e Comunicazione Ambientale”. Il corso è organizzato e promosso dal giornalista ambientale Giorgio Ventricelli e prevedere dieci giorni di laboratori sulle tecniche di scrittura giornalistica, la fotografia ambientale, la ripresa e il montaggio video e cinque visite guidate sul Gargano e i Monti Dauni.

Il corso è rivolto a: giornalisti e addetti stampa, studenti universitari, liberi professionisti (avvocati, ingegneri, geologi, biologi, agronomi), geografi, fotografi, cineoperatori, forze di polizia, rappresentanti di associazioni non profit, dirigenti e impiegati pubblici, operatori di Laboratori e Centri di Educazione Ambientale, operatori delle aree protette e di siti storico-archeologici, insegnanti scuole di ogni ordine e grado, animatori culturali, guide ambientali e speleologiche.

Il percorso formativo prevede dieci moduli e un approccio didattico che favorirà la conoscenza, il dialogo e il confronto. Sarà dato ampio spazio alle attività pratiche di laboratorio, con il fine di realizzare reportage video e fotografici e uno speciale dedicato ai temi affrontati nel workshop. I moduli didattici sono: Comunicazione; Giornalismo; Leggi, regole e deontologia; Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche; La Comunicazione Ambientale Istituzionale; Geologia ambientale; Sistemi ambientali, Management e Comunicazione; ComunicAmbiente; Agricoltura biologica, Ecomafie.
Per informazioni e iscrizioni: workshopgiornalismoambientale@gmail.com


“Il giornalismo è la professione di chi opera nel settore dell'informazione e svolge attività di raccolta, selezione ed elaborazione delle notizie. L’ambiente è la cosa più democratica che abbiamo: appartiene a tutti ed ognuno di noi è parte integrante di essa – dice Giorgio Ventricelli, direttore del workshop, che continua – il giornalismo ambientale racconta l’ambiente attraverso i fatti di cronaca, in modo trasversale, con immagini, parole e video. Il workshop si rivolge a coloro che per passione o lavoro vogliono intraprendere il mestiere del comunicatore ambientale, nuova professione sempre più richiesta da aziende pubbliche e private”.

Il workshop vede il patrocinio e la preziosa collaborazione di: Provincia di Foggia, Comune di Rignano Garganico, Ente Parco Nazionale del Gargano, Ordine dei Giornalisti della Puglia, Legambiente Puglia, SIGEA Puglia, FAI delegazione di Foggia, Circolo Legambiente “Andrea Pazienza” San Severo, Pro Loco “Antonio Aniceto” Rignano Garganico, Pro Loco Deliceto, Pro Loco San Giovanni Rotondo, Centro Studi Paglicci, Amici della Laguna di Lesina-Centro Visite, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo-Protezione Civile Rignano Garganico.

Media partner La Nuova Ecologia e Culttime. Partner tecnico JRSTUDIO di Roberto Moretto.

martedì 6 dicembre 2011

Turbogas di Aprilia: farà più morti che posti di lavoro

 La Rete NO Turbogas di Aprilia spiega: "Una volta in funzione la turbogas di Sorgenia darà meno posti di lavoro di quante morti causerà ogni anno. Sarà un'enorme danno all'economia locale per il solo profitto privato della famiglia De Benedetti e degli azionisti".

La Rete cittadini contro la turbogas di Aprilia rende noto di concordare pienamente con le posizioni espresse dall'Ordine dei Medici di Latina, che qualche settimana fa ha ribadito che "mettere in funzione una centrale turbogas, che bruciando gas naturale produce particolato fine ed ultrafine, in un territorio già gravemente compromesso dall'inquinamento atmosferico, sarebbe causa certa dell'aumento di patologie respiratorie, tumorali e cardiache, specie negli anziani e nei bambini". Inoltre la Rete cittadini contro la turbogas di Aprilia (che si sta battendo da anni contro la messa in funzione della centrale) ricorda come anche secondo l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, "il particolato fine ed ultrafine è un inquinante micidiale per il quale non esiste una soglia minima di pericolosità" sottolineando che la turbogas che stanno costruendo a Campo di Carne "ne produce ogni anno circa 250 tonnellate". "La turbogas è una macchina di morte" spiega seccamente ma risolutamente la Rete cittadini contro la turbogas di Aprilia ricordando che oltretutto sarebbe "morte beffarda e inutile, visto che nel Lazio si produce il 20% in più dell'energia elettrica che si consuma oggi e con gli impianti già in funzione sarà così fino al 2020, senza la turbogas di Aprilia". "Una volta in funzione la turbogas di Sorgenia darà meno posti di lavoro di quante morti causerà ogni anno - continua il comunicato - Sarà un'enorme danno all'economia locale per il solo profitto privato della famiglia De Benedetti e degli azionisti della società. Sorgenia produce meno del 3% della propria energia elettrica da fonti veramente rinnovabili, uno specchietto per le allodole dietro il quale c'è il restante 97% prodotto con centrali come quella che stanno costruendo ad Aprilia". La Rete cittadini contro la turbogas spiega inoltre che "la messa in esercizio della turbogas di Aprilia farà crollare di oltre il 30% il valore degli immobili nel raggio di molti chilometri, affossando inoltre l'agricoltura, settore produttivo davvero significativo nel territorio apriliano, con la perdita dei marchi di qualità e l'impossibilità di coltivare biologico a causa dell'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo". Per questo motivo "la Rete continuerà a lottare per scongiurare l'entrata in funzione della centrale che si trova in pieno centro abitato, a ridosso della linea ferroviaria e della Nettunense, a meno di un chilometro da un asilo e una scuola elementare, con 200.000 presone che abitano nel raggio di circa 15 chilometri, ovvero nell'area considerata ad alto rischio contaminazione per le emissioni di particolato fine ed ultrafine, che la turbogas, se messa in funzione, sfornerà a tonnellate" convocando per questo tutta "la cittadinanza a prendere parte alla prossima assemblea pubblica No Turbogas mercoledì 22 dicembre alle 21 presso il centro Sada (ex-CRAL) in via delle Margherite ad Aprilia".

Articolo di Tommaso Cicconi

mercoledì 23 novembre 2011

La compostiera di quartiere

Perchè questo problema dei rifiuti? Ogni nostra azione è correlata alla produzione di un rifiuto. Viviamo in una società dei rifiuti. Il consumo categorico impostoci negli anni del boom economico, allo stato attuale ha portato alla creazione di una massa malata di persone, ossessionate dall'acquisto impulsivo. Una strategia politica ben consolidata che ha condotto intere generazioni nell'oblio del consumismo sfrenato. Nonostante sappiamo dove mettere la nostra merda, per fortuna, tuttavia sappiamo che biologicamente ne produciamo quantità a cui non possiamo fare a meno, ancora non abbiamo capito però come ridurre la produzione di questi dannati rifiuti. Importante ricordare che il rifiuto è un errore di progettazione industriale, quindi se a capo della catena industriale ci continuiamo a mettere i zii paperoni del pianeta è normale poi vederci invasi di rifiuti. Ma in realtà non deve essere una normalità, ma un problema, un eccezione sbagliata, a cui siamo stati portati a vedere come regolare. Stesso discorso nello smaltimento, non è normale costruire inceneritori e discariche, ma gli impicci mafioso dei vari zii paperoni con la politica, ci hanno portato ad assistere questi fenomeni innaturali, consumatrici di terreno e di carne umana.

A Pontinia, il capo che dovrebbe attuare strategie intelligenti per un corretto rispetto dell'ambiente e anche dei cittadini che lo hanno premiato con la fiducia, cade dalle nuvole, da i numeri, sposta enormi quantità di rifiuti da una parte all'altra della provincia. Basterebbe che si fermasse un attimo a riflettere e a guardarsi intorno, per capire quali strategie utilizzare. Il lavoro di assessore all'ambiente bel 2011 è diventato veramente difficile, quindi se non sei continuamente aggiornato, rischi di non rispettare norme e piani utili al rispetto dell'ambiente. Proprio se si vuole restar fermi, almeno, la supplico legga questo messaggio, o tuttalpiù faccia una piccola ricerca su internet, così come l'abbiaamo fatta noi del blog.

I rifiuti come le materie prime sono una risorsa, non un problema! Come sempre arriva dal Nord Europa la tecnologia intelligente, magari costruita da un Italiano!

Bucce di banana e altri residui di pranzi e cene ora si buttano in una macchina che mangia i rifiuti ”in diretta”. Arriva infatti il primo sistema per il compostaggio locale collettivo a uso pubblico. E' stato inaugurato oggi a Capannori, in provincia di Lucca, nella mensa comunale da 250 pasti al giorno, in occasione della Settimana europea per la riduzione dei Rifiuti. Unico precedente in Italia e’ un privato in provincia di Ancona. Il macchinario arriva dalla Svezia e puo’ trattare oltre 20 tonnellate l’anno di frazione organica, che corrispondono al fabbisogno di circa 250 abitanti (circa 100 famiglie). Alta un metro e 17 centimetri per una lunghezza di quasi 3 metri, e’ fatta di acciaio inossidabile e polietilene riciclato ed e’ costituita al suo interno da due sezioni separate. Produce compost in circa un mese a fronte di un periodo medio di 4 mesi previsto dal compostaggio domestico (clicca qui). Fonte: http://www.glollo.com/site/index.php/home/364-la-compostiera-di-quartiere



Rete Zero Waste Lazio Manifestazione 3 Dicembre Roma

SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA PROMOSSA DALLA RETE ZERO WASTE LAZIO CON IL SOSTEGNO DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO

Oltre 3000 persone hanno gremito la piazza SS Apostoli a Roma riempita dalle comunità che si stanno battendo contro il “piano Polverini” di fatto solo un piano di smaltimento in netto contrasto con le stesse direttive comunitarie che pongono lo smaltimento solo per ultimo successivo alle strategie di riduzione e riuso, di raccolta differenziata e riciclaggio compostaggio. La parte residua, invece di ricorrere a mega discariche e inceneritori può essere ulteriormente recuperata, studiata e trattata con impianti a freddo in grado di minimizzare a non più del 10-12% la percentuale provvisoria di rifiuti da porre stabilizzata in discarica. In questo senso la sacrosanta chiusura della discarica di Malagrotta non può essere rimpiazzata con la moltiplicazione delle discariche in provincia di Roma e nel Lazio.Al contrario da subito nel comune di Roma che rappresenta i 5/6 della produzione dei rifiuti dell’intero Lazio deve partire la raccolta differenziata porta a porta integrata con isole ecologiche e centri di riparazione e riuso.La Rete nazionale Rifiuti Zero e la Zero Waste Italy chiedono il ritiro immediato del commissariamento e il ripristino di una logica democratica che restituisca la parola alle comunità e alle istituzioni locali.La Rete nazionale Rifiuti Zero e la Zero Waste Italy saranno di nuovo in piazza il 3 dicembre a fianco della Rete Zero Waste Lazio per riproporre con forza questi obbiettivi.Sarà presente anche il professor Paul Connett insieme a numerose delegazioni da tutte le regioni italiane confermando che quella di Roma e del Lazio rappresentano ormai vertenze nazionali/internazionali.

per la Rete Nazionale Rifiuti Zero
Rossano Ercolini

martedì 22 novembre 2011

Raccolta rifiuti ad aspirazione pneumatica

Una realtà anche in Italia
 Di Valentina Ierrobino, in http://www.ecologiae.com

immagine da: http://www.cittanuova.it
Il progetto pilota di raccolta differenziata dei rifiuti ad aspirazione pneumatica partito alcuni giorni fa a Romainville, cittadina della periferia parigina, ha suscitato molto interesse per quel che riguarda la raccolta, la gestione e il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani. Molto interessante è soprattutto l'aspetto che concerne i benefici ambientali concreti ed immediati di tale pratica, una pratica che viene portata avanti e con le migliori tecnologie anche nel nostro Paese. Il sistema di raccolta ad aspirazione pneumatica è sviluppato nel nostro Paese da un'impresa giovane ed innovativa, la Mec s.r.l. nata nel 2006 da una idea di Carlo e Massimo Bardissone, formata da un team di ingegneri provenienti dal Politecnico di Torino. L'azienda ha diversi settori di intervento, tra cui quello energetico e ambientale che ha sviluppato il sistema di raccolta penumatica. Come hanno provato molti studi di fattibilità ed analisi sul territorio, la pratica favorisce in maniera sensibile la raccolta differenziata e aumenta la consapevolezza degli utenti; ma i benefici più immediati sono per l'ambiente: la riduzione delle emissioni di CO2 e gas serra. Come si legge nel portale di MeC s.r.l., ci sono tre fonti principali di gas serra in un processo di raccolta dei rifiuti:
  • emissioni prodotte dai veicoli per la raccolta dei rifiuti nelle aree limitrofe ai cassonetti e verso le zone parcheggio automezzi e per azionare i meccanismi di carico/scarico cassonetti;
  • emissioni di gas metano e CO2 evitate aumentando la quantità di rifiuti per viaggio verso l’impianto di riciclaggio, verso l’inceneritore o la discarica.
  • emissioni prodotte dall’uso di un impianto.
La raccolta pneumatica dei rifiuti elimina sin da subito:
  • rumore;
  • odori e gas prodottu dai camion maleodoranti;
  • potenziale sporcizia durante il processo di raccolta;
  • circolazione di mezzi pesanti in aree residenziali
Altri vantaggi riguardano anche il settore finanziario perché, paragonando i costi degli attuali metodi di raccolta tradizionale per una città medio-grande, con densità di popolazione alta, la raccolta differenziata ad aspirazione pneumatica è più conveniente anche se ha un costo iniziale più costoso che, tuttavia, viene compensato nel tempo con la riduzione delle emssioni inquinanti e con i notevoli benefici per l’ambiente e i cittadini.

[Fonte: MeC]

giovedì 20 ottobre 2011

Info per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti




Dal 19 al 27 novembre 2011 la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
Per partecipare alla Settimana: vai alla sezione Documenti 

European Week for Waste Reduction: il sito europeo 
L'edizione 2011 della SERR in Europa: elenco degli organizzatori e delle azioni 
La SERR su Facebook con due pagine dedicate all'evento: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 ed European Week for Waste Reduction

mercoledì 19 ottobre 2011

Cinema & Ambiente

CinemAmbiente TV - Film per l'educazione ambientale è un progetto didattico di educazione ambientale per i diversi gradi di scuola che integra film e dossier scritti di approfondimento.
L'insegnante, collegandosi al sito internet con una normale linea ADSL, può cercare nell'archivio i film sia per argomento che per ordine di scuola, visionarli preventivamente e videoproiettarli liberamente in classe o in laboratorio.
Sono a disposizione corto, medio e lungometraggi (in lingua italiana o con sottotitoli italiani) relativamente ad un ampio spettro di tematiche: energia, ecosistemi, biodiversità, rapporto uomo-ambiente, acqua, cambiamenti climatici, ecoefficienza, consumi consapevoli e alimentazione...
I dossier di approfondimento, redatti da alcuni membri del Centro Iris,  accompagnano ciascuna area tematica con l’obiettivo di facilitare la collocazione dei film in uno scenario più ampio offrendo una visione d’insieme rispetto al tema trattato.
CinemAmbiente TV è uno strumento semplice che non comporta particolari conoscenze tecniche: un efficace supporto all'insegnamento dell' educazione ambientale tramite un linguaggio, quello dei film, in grado di stimolare l'attenzione e l'interesse dei ragazzi.
CinemAmbiente TV è un progetto sperimentale, mai realizzato prima d'ora in Italia, che permette agli insegnanti di ogni scuola di utilizzare i film dell'archivio CinemAmbiente rendendo così maggiormente efficace la propria azione educativa.

continua a leggere su: marraiafura.com
Approfondisci su CinemAmbiente TV

lunedì 3 ottobre 2011

Gianni Lannes e la sua famiglia minacciati dalle mafie

www.cn24.tv
Chi ha deciso di togliere la scorta al giornalista che ha indaga sugli inceneritori Marcegaglia?
"Ognuno la chiami come vuole: deontologia, etica, questione morale. Giustizia"

26-09-2011



Gianni Lannes e la sua famiglia minacciati dalle mafie, computer rubati per scoprire cosa "nascondono", auto incendiata e onorevole Angelo Cera (Udc) che nei comizi promette di "sistemarlo". Lui intanto continua a scavare, ormai bersaglio facile di chi vuol farlo tacere. Interrogazioni parlamentari, ma Maroni non risponde. Il dubbio delle autorità e una realtà da chiarire.
 
“Dalla seconda metà d’agosto le è stata revocata la scorta” disse pressappoco la voce all’altro capo del filo a Gianni Lannes. Una comunicazione semplice, fredda, formale, ufficiale, da parte della Prefettura di Foggia. Una prassi sulla quale non c’è bisogno di esprimere giudizi. Con una telefonata lo Stato italiano ha soppresso la scorta ad un cronista che si trova in situazione di pericolo per il lavoro che fa. L’onestà e la passione che ci mette.
La decisione è stata presa dal Ministero dell’Interno, ma, la proposta è partita dal Prefetto di Foggia Antonio Nunziante. Qualcosa è cambiato rispetto a, quando gli è stata data la protezione? Non esiste più lo stato di pericolo? Andiamo con ordine. Gianni Lannes è un giornalista e fotografo investigativo. Spesso nella sua lunga attività di indagine giornalistica ha affrontato tematiche che sono sfociate in procedimenti giudiziari importanti. Fra le sue inchieste, le cosiddette «navi dei veleni» affondate nel Mediterraneo, i traffici di rifiuti nucleari, le ecomafie internazionali; la strage Nato del peschereccio Francesco Padre, traffici illegali di armi ed esseri umani, la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la strage di Ustica.
Un lavoro minuzioso il suo, a trecentosessanta gradi, senza guardare in faccia nessuno, facendo nomi e cognomi. Per “Casablanca” ha pubblicato il bosco della Ficuzza, Ustica, Il Trattato di Prum… Insomma, lavorando in Italia e all’estero si è preoccupato di informare. Ha preferito non mettere una divisa, restare libero. Una decisione pesante in una società che è totalmente schierata e per lo più subalterna. La risposta? Una serie di tentativi criminosi per lui, la sua famiglia, i suoi collaboratori. Attentati, minacce di morte, telefonate anonime, furti, danneggiamenti e intimidazioni di vario tipo. La notte del sei aprile scorso, l’ultimo avvertimento di stampo mafioso. Dopo una serie di telefonate anonime, l’auto della famiglia è stata trovata in mezzo alla strada circondata da una bella chiazza di benzina, un vetro rotto ed un paio d’occhiali probabilmente dimenticati dall’autore del messaggio, dentro l’abitacolo.

Alcuni mesi fa, l’undici febbraio sempre di quest’anno, è stata sabotata l’auto della moglie e manomesso il seggiolino di sicurezza del figlio. Già il due luglio 2009, ignoti gli avevano fatto esplodere l’auto che già, per ben due volte nell’arco di tre mesi del 2009 è andata in fiamme. La notte del quindici maggio del 2010 (sempre), ignoti, si sono introdotti, nel suo studio rubando un computer ed un hard disk portatile. Ha pestato i piedi a qualcuno? Ha distratto il conducente? Ha turbato qualche equilibrio? Probabilmente, dato che, anche un deputato, l’On. Angelo Cera, UDC e sindaco di San Marco in Lumis, durante la campagna elettorale, aveva promesso di “sistemare” il giornalista.
Sui rischi corsi da Gianni e la sua famiglia un fiume di Interrogazioni parlamentari al Ministro degli Interni, tutte senza risposta fino a questo momento. Le indagini? Sembrerebbe siano ancora in corso, sia Lannes, che il suo avvocato, non hanno ricevuto mai, ad oggi, alcuna comunicazione di archiviazione. Ci si chiede: com’è possibile che, con le indagini ancora aperte sugli attentati qualcuno decida di togliere la scorta al “perseguitato” e alla sua famiglia? Dal Parlamento, Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale, in Commissione Ambiente della Camera, appresa la notizia, definisce la decisione del Ministero “un fatto grave”, affermando di considerare “la revoca della scorta, un atto intimidatorio analogo a quelli commessi da parte di chi è stato infastidito dalle sue inchieste sul traffico dei rifiuti nucleari, sulla “malasanità” pugliese, sul traffico di armi, sulla mafia pugliese, dalla ripresa delle indagini sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sulla strage di Ustica e sulle navi dei veleni”.
La stessa parlamentare assieme ad altri deputati cofirmatari, in un’interrogazione parlamentare al ministro degli interni, datata due agosto 2011, racconta di una audizione (26 gennaio 2011) della Commissione Parlamentare ecomafie, a Bari, per una verifica della situazione rifiuti e illeciti connessi al ciclo dei rifiuti sull’area pugliese e di un inceneritore “la cui costruzione non appare conforme alle normative di protezione sanitaria ed ambientale e alla legge n. 108 del 2001 di ratifica della Convenzione di Aarhus”. L’inceneritore dovrebbe sorgere nella zona di Manfredonia e sarebbe di proprietà della famiglia Marcegaglia.
In quella riunione a Bari il Prefetto di Foggia Antonio Nunziante, ai membri la commissione bicamerale ha detto: «Per quanto riguarda la Marcegaglia, dopo tutte le autorizzazioni – tra cui la regione e così via – i lavori sono iniziati 6-7 mesi fa. Io ho ricevuto l’amministratore unico della Marcegaglia Energy, di cui – mi perdoni – non ricordo il nome. Con lui abbiamo fatto anche un piano della sicurezza. I lavori stanno andando avanti, però dai primi accertamenti dei carabinieri e delle forze dell’ordine in generale, non sembra ci sia un interesse acché i lavori non procedano. Il tutto presidente, viene fuori da un giornalista, Gianni Larmes, che un po’ fomenta queste situazioni e quindi fa presa sulle preoccupazioni intorno a questo termovalorizzatore».
Nella stessa interrogazione datata due agosto 2011, si legge ancora: “In merito alle procedure per l’inceneritore dell’Eta, il comune di Cerignola ha presentato, all’inizio dell’anno 2011, un ricorso straordinario al Capo dello Stato, mentre un altro inceneritore targato Marcegaglia è stato sequestrato per gravi irregolarità a Modugno dalla procura della Repubblica di Bari; per l’inceneritore di Massafra (proprietà Marcegaglia) l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea”. La cosa che emerge con forza nell’interrogazione parlamentare è che secondo i sottoscrittori, il Prefetto di Foggia, Nunziante, non sia nelle condizioni di “indipendenza di giudizio” nei confronti di Lannes, e quindi, per poter chiedere la revoca della scorta. Considerazioni. La tutela, dello Stato arriva solo in caso di reale pericolo d’incolumità della persona. Vale a dire che tutto ciò che è denunciato dalle ” vittime” è regolarmente verificato ed accertato dalle autorità competenti. La sorveglianza si toglie, quando, si accerta che lo stato di pericolo non sussiste più. È stato accertato. Chi ha verificato? Quale ufficio? Perché nessuno si è preoccupato di comunicarglielo per iscritto all’interessato? Oppure al suo legale. Vero, il Prefetto ha avanzato la proposta, ma sulla base di quali informazioni – se è lecito sapere – l’UCIS ha eseguito? Come mai non ha provveduto autonomamente? – si chiedono gli interroganti alla camera.
Un giornalista può sbagliare? Certamente. Può anche accadere che in buona fede prenda per vera una notizia costruita ad arte, da chi ha interessi particolari. Giustamente ne deve rispondere. Ci sono le ammende, le multe i risarcimenti. Questo si può fare. Ciò che non si deve assolutamente fare è trasformare un giornalista serio in un bersaglio per i malavitosi, emarginarlo, screditarlo, sapendo perfettamente ciò che si sta facendo e non tenendo conto delle conseguenze eventuali e del fatto che di quel giornalista la società ha bisogno. Qualora, sia un rappresentante istituzionale a fare tutto ciò, chi di dovere, dovrebbe intervenire e portarlo via di peso dal posto occupato. Dopo di che, ognuno la chiami come vuole: deontologia, etica, questione morale. Giustizia.

martedì 27 settembre 2011

Roberto Brambilla della Rete Lilliput




Un ritmo assolutamente insostenibile. E, avvertono gli esperti, le green tech saranno utili, ma non risolutive. Roberto Brambilla della Rete Lilliput – associazione che da anni promuove la nonviolenza nel nostro Paese – ha chiarito bene le questioni in gioco:
Spingere sul miglioramento tecnologico è necessario e in particolare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili giocheranno un ruolo fondamentale. Ma non possiamo pensare di vincere questa partita senza intervenire anche sugli stili di vita. Prendere l’autobus al posto della macchina una o due volte in più a settimana, ridurre il consumo della carne, sostituire lo spostamento materiale con lo spostamento di informazioni sul Web sono tutti modi per migliorare la nostra vita alleggerendone l’impatto ambientale.

lunedì 5 settembre 2011

Il Punto sull'Ambiente, la prima puntata del Cantiere Creativo Tb Blog



 
 
Dalla Tv Blog del Cantiere Creativo   la prima puntata dell'appuntamento settimanale sull'ambiente. In questa puntata Giorgio Libralato ci parlerà sommariamente delle centrali elettriche, si soffermerà sulla raccolta differenziata, entrando nel dettaglio sull'inquinamento e l'abbandono di rifiuti nel Comune di Pontinia. Ma anche dei continui roghi che hanno degradato le fasce frangivento di eucalipti. Per comcludere sulla situazione amministrativa delle delibere ammazza poderi. Buona visione e buon ascolto.

trovi il video sul canale telematico cantierecreativotvblog.blogspot.com e sul canale youtube del Cantiere Creativo.

giovedì 25 agosto 2011

Abolizione del SISTRI, regalo alle Mafie

Sull’abolizione del SISTRI, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti che pure non era affatto decollato e aveva creato solo disagi, sono intervenuti nei giorni scorsi gli ambientalisti, manifestando aperta disapprovazione alla cancellazione dell’organo, un taglio netto che rientra nell’attiliana manovra taglia-tutto che non salva nemmeno un filo d’erba, figurarsi il SISTRI. Nei giorni scorsi è intervenuta in merito l’Onorevole Stefania Prestigiacomo che se vi è sfuggito visto il degrado ambientale in cui viviamo, che farebbe presupporre un posto vacante, è il nostro Ministro dell’Ambiente. La posizione della Prestigiacomo sull’abrogazione è stavolta però piuttosto netta. Il Ministro alza la voce e parla, proprio come gli ambientalisti, di un regalo alle ecomafie.

immagine tratta da http://fulviocavinato.wordpress.com

L’abrograzione del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (l’80% dei rifiuti prodotti in Italia), prevista con un colpo di mano nella manovra è una resa alle ecomafie, un atto di miopia politica che va corretto nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento, ha esordito il Ministro in una nota.

La Prestigiacomo ha poi proseguito spiegando che l’abrogazione comporterebbe anche un venir meno agli obbighi europei

rinunciando di fatto alla legalità in un settore su cui prosperano gli affari delle mafie, lasciare senza un effettivo controllo 14 milioni tonnellate di veleni che ogni anno il sistema produttivo italiano produce e sul cui smaltimento oggi non esiste alcun serio sistema di monitoraggio. Auspico un passo indietro volto a cancellare quella dissennata norma proditoriamemte inserita nella manovra. Va fatto a difesa della legalità, dell’ambiente e della credibilità internazionale del nostro Paese.

Sulla stessa linea il WWF che sottolinea, oltre al vantaggio per l’ambiente e nel contrasto delle ecomafie, anche il ritorno economico del Sistri:

Ogni anno in Italia spariscono oltre 30 milioni di tonnellate di rifiuti, con un giro di affari di diversi miliardi di euro. L’interesse del Governo dovrebbe essere quello di operare un serio contrasto a questa attività illegale non solo per non pagare un domani le spese necessarie per riparare i danni all’ambiente, ma perché la lotta al traffico illecito dei rifiuti produrrebbe un importante flusso di entrate nelle casse dello Stato e contribuirebbe già oggi agli scopi della manovra economica in discussione.


Fonte: ANSA - http://www.ecologiae.com

venerdì 1 luglio 2011

Pianta la tua piccola foresta con Unimondo

Il 20 dicembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione proclamando il 2011 "Anno Internazionale delle Foreste" (Aif) per sostenere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani. Unimondo, per il 2011, ha un motivo in più per proporre la campagna 1 fan 1 albero con il supporto di Informazione Libera. Trattasi di un progetto di riforestazione in Kenya a compensazione della C02 che produciamo ogni giorno. La riforestazione è curata da Tree is Life, un gruppo di giovani agroforestali che sono già stati premiati per la loro efficienza. Tree is Life è un progetto sostenuto da 8 anni da Unimondo. Il numero di alberi che verrà piantato in Kenya dipenderà dal numero di amici che sono diventati fan di Unimondo.

Come si fa?...4 passi:

1) entra in Facebook;

2) cerca “Unimondo Face2Facebook”;

3) diventa fan…se non lo sei già;

4) suggerisci agli amici che hai in Facebook di diventare fan di Unimondo;

Per approfondire: www.unimondo.org

L’assessore ai servizi demografici del Comune di Trento, dopo la comparsa dell’articolo “l’albero che cade e la foresta che cresce” ha telefonato ad Unimondo proponendo per ogni nato in città l’impianto di un albero in Kenya. Con la speranza che anche altri comuni possano seguirne l’esempio. Sarebbe un bell’anno internazionale. Sostieni anche tu la campagna 1 fan 1 albero. Pianta oggi stesso, come suggerito da don Luigi Ciotti, il tuo albero.

articolo di Fabio Pipinato

Il Video di “Tree is Life”

giovedì 30 giugno 2011

Muore il Web italiano

Dalla settimana prossima l’Autorità delle comunicazioni avrà il diritto arbitrario di oscurare siti senza un processo. Una norma che non esiste in nessun Paese libero.

Il 6 luglio arriverà una delibera Agcom, sulla tutela del copyright online, e sarà una forma di censura del web, in nome degli interessi di Mediaset e delle lobby dell’audiovisivo, con il beneplacito del centro destra. E’ questo l’allarme lanciato da un gruppo di associazioni (Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Studio Legale Sarzana). Avevano già fatto una campagna contro i rischi di quella delibera, ma speravano ancora di cambiare le cose.
(FONTE: http://www.overgrow-italy.nl).
Immagine
tratta da: blog.artera.it

Ma in Italia difficilmente si riescono a cambiare le cose. Il lavoro di censura, insabbiamento delle informazioni, separazioni di realtà a noi estranee che muovono ingranaggi criminali nei confronti della nostra salute sono in atto ogni giorno da una rete di potenti che noi non conosciamo. Sorpresa quando leggiamo sui giornali le pubblicazioni di telefonate intercettate o di dispacci della magistratura su processi in corso. Per un breve momento ci avviciniamo a quella realtà a noi così distante, ma carpirne solo un frammento ci esalta ma è solo un risultato nullo. Non sapremo mai.
Il dramma è dover fronteggiare una mentalità oscurantista che usa gli strumenti della democrazia per schiacciare la democrazia stessa.
Il Post del blog la ValigiaBlu.it è illuminante, apre ala visione profetica di cosa vogliono da noi: un esperimento avanzato di censura. Dopo la distruzione della biblioteca Alessandrina, dopo la quasi rimozione di Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange, il passaggio successivo è rimuoverci dal web. Ma noi non molliamo, come dice Beppe Grillo nella chiusura del Post. Non mollano I guerrieri della valle dimenticata, salvata dalle nonne. Nei due interessantissimi post, è rappresentata tutta l'anima della valle che resiste. Il primo di Pressante.com riporta un'analisi dell'articolo Repubblichiano DeBebedettiano comparso sulle pagine del quotidiano nazionale, mentre il secondo post è tratto dal blog: ecoalfabeta.blogosfere.it, riporta una testimonianza piuttosto forte di un Sindaco della Val di Susa a proposito del grande ruolo degli anziani nella protesta NO TAV.

giovedì 23 giugno 2011

Turbogas firmata GDF Suez, i nuovi colonizzatori in terra pontina

Acea proponitrice della Turbogas a Mazzocchio (Pontinia), nella zona industriale dei roghi ha perfezionato l’accordo firmato il 16 settembre 2010 con GDF SUEZ Gruppo multinazionale, di origine francese, nato nel luglio 2008 dalla fusione di Gas de France, attiva nel settore dell'energia e Suez attiva nel settore dell'energia, dell'acqua e dei rifiuti. Il nuovo gruppo è posizionato al 29° posto delle maggiori imprese mondiali (2009). La controllata Suez Environment è a capo del secondo gruppo mondiale dell'acqua, dietro Veolia. Quindi a quanto stanno i fatti adesso non sarà più Acea-Electrabel, la Francese-Italiana-Belga a voler spingere sull'accelleratore del gas, costruendo la Turbogas, ma la Gdf-Suez.

Vediamo chi sono i nuovi colonizzatori:

Il gruppo è formato dalla capogruppo GDF SUEZ SA, domiciliata in Francia e da centinaia di filiali domiciliate nei cinque continenti. Le attività principali del gruppo sono l'energia, l'acqua, e i rifiuti. Nel settore dell'energia che realizza l'85% del fatturato, si occupa sia di produzione di elettricità e gas, sia del loro trasporto, distribuzione e vendita.
Per quanto riguarda l'elettricità il gruppo è il decimo produttore a livello globale. Il 59% della sua produzione avviene in Europa, il 15% in America Latina, il 17% in Asia e Africa, il 9% in Nord America. L'elettricità è ricavata da: gas (53%), idroelettrico (16%), nucleare (16%), carbone (11%), biomasse (1%), vento (1%), solare e altre rinnovabili (2%).
Per quanto riguarda il gas è tra i principali commercianti a livello mondiale. Acquista dall'Europa (34%), dal Nord Africa (24%), dalla Russia (21%), dal Medio Oriente (7%), da Trinidad e Tobago (7%), da altri paesi (7%) . Una minima parte, il 3%, viene estratto direttamente da impianti di proprietà. Il gas viene poi distribuito e commercializzato principalmente in Europa. Nel settore dell'acqua e dei rifiuti, che realizza il 15% del fatturato, la società operativa è Suez Environment SA, a sua volta al vertice di vari sottogruppi societari. I principali sono: per l'acqua il gruppo di origine spagnola AGBAR (Sociedad General de Aguas de Barcelona), principale operatore della nazione attivo anche in Sud America ed Africa, il gruppo Lyonnes des Eaux, gestore del servizio di acqua potabile per il 19% dei francesi, il gruppo di origine Statunitense United Water, secondo operatore privato degli Stati Uniti, il gruppo di origine francese Degremont, che gestisce 10mila impianti di trattamento delle acque a livello mondiale. In ambito rifiuti Suez Environment opera principalmente attraverso la società SITA, attiva in Europa, Asia ed Australia. Nell'Agosto 2010 Gdf Suez ha raggiunto un accordo per l'acquisizione del 70% della britannica International Power.
ATTIVITA' IN ITALIA

In Italia GDF SUEZ è il quinto operatore dell'elettricità con 1,5 milioni di utenti dietro Enel, Edf-Edison, Eni ed Eon, e il terzo operatore del gas dietro Eni ed Enel con 1 milione di utenti. E' presente anche nel settore dell'acqua del rubinetto. Attraverso Cofely, gruppo attivo in ambito europeo, gestisce impianti energetici contoterzi nel settore dell'elettricità e gas. Tramite le filiali Ondeo Italia spa ed Electrabel Italia Spa, la multinazionale possiede il 10% di Acea Spa, società che opera contemporaneamente nel settore acqua, rifiuti, energia. Inoltre controlla o partecipa a numerose società attive in singoli settori.
Assieme ad Acea, possiede in maniera pressochè paritetica il gruppo Acea Electrabel.
Attraverso la filiale Energie Investimenti, controlla il gruppo Italcogim, che commercializza gas naturale. Il gruppo è il terzo operatore italiano del settore.
Inoltre, attraverso Ondeo Italia Spa, detiene partecipazioni importanti in alcune società che gestiscono il servizio delle acque in Toscana:

  • Acque Toscane Spa, (100%) concessionaria del servizio in alcuni comuni della provincia di Pistoia e Firenze
  • Nuove Acque Spa (46%) concessionaria del servizio per l'Ato 4 di Arezzo.
  • Publiacqua Spa (9% per il tramite di Acque Blu Fiorentine Spa) concessionaria del servizio per l'Ato3 di Firenze.
  • Acquedotto del Fiora Spa (8% per il tramite di Ombrone Spa) concessionaria del servizio per l'Ato6 di Grosseto e Siena.
  • Acque Spa (5,4% per il tramite di Acque Blu Arno Basso Spa) concessionaria del servizio per l'Ato2 di Pisa.

Stéphane Brimont, Amministratore Delegato di GDF SUEZ Energy Europe, commenta:
A seguito di questo accordo, GDF SUEZ attuarà pienamente la sua strategia di sviluppo in Italia e beneficierà dell’integrazione delle attività nel Paese per creare nuove sinergie"
Inoltre, aggiunge:
L’Italia è un mercato fondamentale per il Gruppo e GDF SUEZ intende diventarne uno dei primi tre operatori. Beneficia di una completa presenza lungo la filiera energetica e può contare su una base di clienti significativa e in rapida crescita”.
Fonte:
http://www.impreseallasbarra.org/

Immagine di : http://diavoleggo.com/tag/cesare-fiorio/

mercoledì 22 giugno 2011

Il Villaggio Globale contro le Trivellazioni

Suggerisco questo blog: No all'Italia petrolizzata dove nel post Hands across the sand: il villaggio globale contro le Trivelle ci viene spiegato l'evento organizzato da Oceana, una associazione americana che si occupa di salvare l'oceano da vari tipi di attacchi, incluse le trivellazioni. Anche qui in Italia si partecipa all'evento e le città in azione sono: Gargano, Puglia - Guido Pietrolungo (25 Giugno) - Ortona, Lido Riccio, Abruzzo - Francesco Stoppa (25 Giugno) - Torino di Sangro, Lido Le Morge, Ines Palena, (25 Giugno) - Vasto, Lungomare Cordella, Francesca Cianci (25 Giugno) - Policoro, Rotonda Lungomare, Felice Santarcangelo (26 Giugno).

Fonte: http://dorsogna.blogspot.com/

martedì 21 giugno 2011

No Turbogas Pontinia è su URBAN BLOG

Siamo stati inseriti nelle COORDINATE GEOGRAFICHE DI URBAN BLOG

URBAN BLOG

di Salvatore D'Agostino

Gli URBAN BLOG sono blog attivi nel territorio, che concretamente attraverso articoli-post, pongono l'attenzione o sensibilizzano su problemi specifici.
Qui per capire com'è nata quest'inchiesta.

0003 [URBAN BLOG] Urban Experience | Cittadinanza Interattiva
Giocare la città tra Web e territorio

Visualizza
http://wilfingarchitettura.blogspot.com/p/wikio.html

Immagine: http://aicittadini.net/

mercoledì 8 giugno 2011

I VERI MOTIVI DELLA MORATORIA

IL GOVERNO NON HA RINUNCIATO AL NUCLEARE

Dal disastro di Fukushima gli ardori atomici del governo Berlusconi non sono affatto placati. Nonostante la moratoria di 12 mesi per la costruzione delle centrali italiane l´attività del governo
freme. Lo dimostra il fatto che contestualmente alla moratoria è stato approvato il decreto sulla localizzazione delle centrali con le correzioni necessarie dopo la sentenza della Corte costituzionale che bocciava il primo decreto. La pausa imposta dall´apprensione di Berlusconi rispetto al fatto che il referendum sul nucleare potesse tirare la volata a quello sul legittimo impedimento ha riaperto i giochi nel governo e diversi ministri si scontrano per scegliere la cordata a cui affidare il business atomico da 30 miliardi.

Il piccolo reattore IRIS (International Reactor Innovative&Secure) della italoamericana Westinghouse-Ansaldo, inserito nel piano nucleare.

Ben pochi si sono accorti che all´interno del documento di scenario realizzato nel 2009 dal
Politecnico di Milano e dall´Enea per il MSE sono presenti oltre l´Epr di Areva, l´Ap1000 di Westinghouse anche l´Iris, reattore modulare, nel senso che se ne possono affiancare più di uno nello stesso sito su modello Fukushima, da 335 MWe, dal costo di circa un miliardo di euro, secondo gli estensori del rapporto, (tra i quali c´è il Professor Marco Enrico Ricotti, ora anche membro della neonata Agenzia per la sicurezza nucleare). Si tratta di un "nucleare minore" che potrebbe essere appetibile a una moltitudine di soggetti, oltre a Enel ed Eni. In uno degli scenari descritti dal rapporto, i primi due Iris gemelli saranno realizzati a partire dal 2020 per arrivare a installarne nel 2020 ben dieci unità gemelle: in totale venti reattori su 10 siti.

Gli intrecci sul nucleare

Nel frattempo altri appetiti si concentrano sul nucleare. E.On e GdF-Suez costituiscono una seconda cordata, l´altra è Enel-Edf per il nucleare con la benedizione di Gianni Letta, ma alla cordata hanno manifestato interesse Saipem (Eni), Ansaldo Energia (portatrice della tecnologia Westinghouse) e le utility A2A, Hera e Iren, mentre Edison è orientata verso Enel-Edf. Ap 1000 e Iris sono i reattori ideali per questi soggetti che possono così giocare ad avere un ruolo con il nucleare anche a livello locale.

Lo strano accordo

L´otto marzo 2011, tre giorni prima di Fukushima, Westinghouse annuncia un accordo con Endesa (controllata da Enel) per uno "scambio d´informazioni" in materia di Ap1000 propedeutico alla realizzazione di tali reattori in Spagna e in America Latina. Enel in Italia ha scelto, due anni fa, la tecnologia concorrente francese di Areva (Epr). È un segnale netto circa il fatto che gli interessi Usa in Italia riescono a influenzare anche rapporti già consolidati come quelli tra Enel ed Areva.

Legion d´Onore

Un ruolo fondamentale circa la scelta del nucleare francese lo svolge il braccio destro di Scajola ed ex direttore del ministero dello Sviluppo Economico Sergio Garribba che ha spinto con forza sull´opzione francese, ricevendone in cambio l´11 ottobre 2010 la Legion d´Onore francese poiché: «Sergio Garribba, ha fortemente contribuito a sviluppare un partenariato strategico "totale e senza limiti" tra Italia e Francia nell´ambito dell´energia nucleare». Un riconoscimento significativo per Garribba che si era visto soffiare al fotofinish la guida dell´Enea per la quale era i pole position.

Chi è con chi nella cordata nucleare

Con l´uscita di scena di Scajola e del potente Garribba, quindi, l´asse politico del nucleare sembra essersi spostato verso gli Usa. Sicuramente Prestigiacomo, Frattini e Letta sono per questa opzione, Romani è su una posizione d´attesa e anche Berlusconi, viste le frizioni sul piano internazionale con Sarkozy, è diventato abbastanza freddo sull´Epr.

Tratto da: http://www.repubblica.it

Immagine dal sito: http://www.youfeed.it/politica/moratoria-nucleare

martedì 19 ottobre 2010

Proposta di Legge Efficienza energetica, Energie Rinnovabili per la salvaguardia del Clima

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Scarica la Proposta di Legge Popolare

E’ necessaria e urgente una svolta radicale e globale nelle politiche energetiche a favore delle fonti rinnovabili e di usi razionali ed efficienti dell’energia.
La impongono il tendenziale esaurirsi del petrolio, più in generale delle fonti non rinnovabili e la drammatica accelerazione dei cambiamenti climatici. O si agisce subito o alla crisi economica e sociale, che sta sconvolgendo la vita di miliardi di donne ed uomini, si intreccerà sempre di più quella ambientale e climatica. Entrambi i problemi per essere risolti obbligano a notevoli discontinuità ed innovazioni nelle politiche economiche, in quelle fiscali ed industriali e negli stessi comportamenti e stili di vita delle persone. Da subito vanno prese decisioni politico programmatiche per avviare una globale e graduale transizione dall’attuale dipendenza dalle fonti fossili verso l’uso razionale ed efficiente delle fonti energetiche rinnovabili, pulite e prive di effetti collaterali se non quello di sostituire le importazioni di petrolio con lavoro ed occupazione, che nel 2020, nella sola Italia, potrebbe contare oltre 300.000 nuovi posti di lavoro.
E’ questa la strada su cui si è incamminata l’Europa con la decisione unilaterale e vincolante per i suoi stati membri di ridurre, entro il 2020, le emissioni climalteranti del 20% realizzando, entro la stessa scadenza, un aumento sempre del 20% sia dell’efficienza energetica sia del utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Si tratta di impegni vincolanti a cui anche il nostro paese dovrebbe far fronte ed invece non lo fa. Come per Kyoto, (dove per non averlo rispettato non saranno i dirigenti delle imprese inadempienti a pagare le multe che la comunità europea ci sta già infliggendo, bensì i cittadini italiani) niente si sta facendo per realizzare gli obiettivi della nuova direttiva europea per le fonti rinnovabili che va recepita entro il 5 Dicembre 2010. Il Governo italiano si è inoltre caratterizzato per un duro contrasto verso ulteriori decisioni europee più stringenti come la riduzione del 30 % delle emissioni di CO2. Fino ad ora inutilmente l’Europa sta chiedendo conto all’Italia di quali siano i nostri piani e quali progressi sono stati compiuti nell’uso delle fonti rinnovabili. Le mancate risposte del Governo italiano nascondono una diversa strategia rispetto all’Europa e al suo pacchetto clima che affida la riduzione delle emissioni e la diversificazione dal petrolio all’avventura nucleare, cioè a una fonte non rinnovabile e non prevista negli impegni europei, che non ha risolto i problemi delle scorie radioattive e della sicurezza, e che ridurrebbe le emissioni solo per una quota modesta della produzione di elettricità, e solo dopo il completamento delle centrale, ben oltre il 2020, data entro la quale gli altri paesi Europei avranno già ridotto le loro emissioni del 20% ed oltre. Va invertita la rotta che sta portando il paese fuori dall’Europa.
Inoltre l’attuale impianto normativo italiano non è in grado di consentire al paese di realizzare gli obiettivi assegnati al nostro paese dal pacchetto clima EU. Né fino ad ora sono state presentate proposte di recepimento della direttiva europea sulle le fonti rinnovabili. Con questa proposta di legge di iniziativa popolare si intende contribuire a colmare questo deficit e ad offrire un quadro normativo adeguato e in grado di recepire la direttiva.
In estrema sintesi la legge all’articolo 1 stabilisce le finalità di politica energetica fondata sulle fonti rinnovabili ed escludendo l’uso del nucleare all’articolo 2. L’articolo 3 chiarisce, dopo l’esperienza negativa del Cip6 e delle fonti assimilate, quali siano le vere fonti rinnovabili e fra queste quali sono sostenibili e quali no, ammettendo all’incentivazione solo quelle sostenibili.
L’articolo 4 stabilisce che la produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili sostenibili, cosi come gli usi razionali ed efficienti dell’energia, sono da considerarsi attività di pubblica utilità. Per questa ragione hanno entrambe diritto ad una equa e giusta remunerazione che compensi l’energia effettivamente prodotta o quella risparmiata, ma anche i vantaggi ambientali che entrambe incorporano, non emettendo gas nocivi al clima o inquinanti l’aria che respiriamo. L’articolo 5 afferma che l’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili deve essere, da parte del gestore, immessa obbligatoriamente in rete.
L’articolo 7 punta a far compiere al Paese un passo deciso per migliorare la propria efficienza energetica: un piano di riqualificazione degli edifici che ne riduca i consumi di elettricità e calore e sposti le attività del settore edile verso la manutenzione e riqualificazione del già costruito abbandonando la cementificazione del territorio. Promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili sostenibili e promuovendo una forte politica di risparmio energetico la legge intende favorire l’abbandono dell’attuale modello energetico monopolista e centralista, per passare ad uno distribuito sul territorio e conquistare così democrazia energetica: ogni casa, ogni condominio, comunità, quartiere, centro commerciale, fabbrica potrà produrre energia per il fabbisogno sia proprio che del vicinato sfruttando le fonti rinnovabili più convenienti secondo le potenzialità del luogo. Coerentemente con questo contesto l’articolo 10 richiede interventi di adeguamento della rete elettrica a favore delle rinnovabili e stabilisce che la proprietà e la gestione della stessa debbono essere pubbliche.
Infine per quanto riguarda la mobilità l’articolo 13 intende favorire scelte capaci di sottoporre il territorio italiano ad “una cura del ferro” per spostare la mobilità di persone e merci dalla gomma al ferro, su tram, metrò, treni, e al cabotaggio sulle autostrade del mare, concentrando in questa direzione le scelte e gli investimenti infrastrutturali anziché su strade ed autostrade e trasporto individuale.
Per realizzare gli obiettivi di questa legge emergono come fonti di finanziamento: il conto energia, la Tobin tax che potrebbe anche contribuire a regolare il mercato finanziario mentre si potrebbero usare a fini sociali le entrate della tassazione volta a scoraggiare la speculazione, l’istituzione di un fondo speciale presso la Cassa Depositi e Prestiti per adeguare gli edifici pubblici. L’approvazione di questa legge consentirebbe a questo paese di conquistare una reale autonomia energetica perché da un lato promuovendo usi razionali dell’energia ne ridurrebbe il fabbisogno e dall’altro perché produrrebbe l’energia necessaria con le uniche fonti di cui l’Italia resterà sempre veramente ricca: cioè il sole, il vento, le biomasse, la forza dell’acqua fluente e il calore che scorre sotto terra.
Mettere l’Italia al passo dell’Europa e inserirla fra i paesi che guidano la lotta ai cambiamenti climatici è una straordinaria opportunità per uscire dalla crisi economica, creando nuovi posti di lavoro e ponendo le basi per uno sviluppo durevole, sostenibile e per una migliore qualità di vita.

Si potrà firmare presso l'ufficio anagrafe del comune di Pontinia, servizio elettorale, negli orari di apertura al pubblico e in Piazza Indipendenza (mattinata di venerdi, sabato e domenica) oppure in occasione di iniziative che saranno annunciate di volta in volta.

Approfondisci sul sito : http://www.oltreilnucleare.it/