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mercoledì 7 maggio 2014

Il Movimento 5 Stelle presenta una mozione in Consiglio Regionale

COMUNICA STAMPA

“Questa centrale non si deve fare”

Il Movimento 5 Stelle presenta una mozione in Consiglio Regionale per  bloccare
il progetto della centrale elettrica a biomasse prevista nel Comune di Pontinia.

Il 6 maggio il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Leodori del Pd, sul progetto di costruzione della centrale elettrica alimentata a biomasse da 24 Mw a Mazzocchio, nel comune di Pontinia.  La mozione porta la firma dei consiglieri Gaia Pernarella e Devid Porrello e giunge la termine di un lungo dibattito con gli attivisti e cittadini della provincia di Latina che si oppongono a questo progetto devastante per la salute e per l'economia agricola e turistica della provincia di Latina.

“Abbiamo scelto la mozione - spiega la prima firmataria del documento Gaia Pernarella - perchè vogliamo impegnare il Presidente Zingaretti, l'assessore all'Ambiente Refrigeri e tutta la Giunta ad attivarsi per bloccare definitivamente questo progetto. La responsabilità ultima di questo procedimento dipende dal Governo nazionale, verso il quale è già stata depositata un'interrogazione parlamentare, di cui attendiamo una risposta.”

Ora bisogna attendere che la mozione venga calendarizzata e votata da tutto il Consiglio Regionale, così si capirà chi è contro e chi è favorevole a questo progetto.


“La Regione Lazio – continua Pernarella – deve opporsi a questo progetto perchè tutte le amministrazioni locali, dalla stessa Regione alla Provincia ai Comuni interessati hanno sollevato molti dubbi sull'utilità di questa centrale e sui benefici che porterà al territorio. Addirittura il Comune di Pontinia si è sempre dichiarato contrario per i rischi per la salute dei cittadini in tutte le sedi istituzionali e durante tutto l'iter per ottenere le autorizzazioni. Eppure il Governo sembra intenzionato ad andare avanti. Faremo di tutto, insieme ai cittadini, per impedire l'ennesimo scempio del nostro territorio.”.  

martedì 24 aprile 2012

Il Parlamento Europeo contro l'incenerimento

Dal Parlamento europeo indicazioni contro l'incenerimento dei rifiuti


Si tratta della relazione sulla revisione del sesto programma d'azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma e di quella sulla ''Strategia europea per la biodiversità 2020'' che contengono il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio e indicazioni a tutela della biodiversità
 
 
Passano al Parlamento europeo due importanti rapporti su ambiente e biodiversità: si tratta della relazione sulla revisione del sesto programma d'azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma e di quella sulla ''Strategia europea per la biodiversità 2020'' che contengono il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio e indicazioni a tutela della biodiversità.
Nel testo che detta le linee guida del Settimo programma sull'Ambiente si legge che la Commissione deve prevedere ''obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati''. Per quanto riguarda invece il rapporto sulla biodiversità, con l'approvazione del rapporto dell'eurodeputato Alde Gerben-Jan Gebrandy si sottolinea il bisogno di un maggior impegno a livello europeo per fermare la perdita di biodiversità entro il 2020, compiendo passi quali il restauro degli ecosistemi danneggiati e il rafforzamento della protezione di specie animali e habitat minacciati.
Tra i provvedimenti più urgenti, un'attività di pesca e agricoltura sostenibili e lo stop allo sfruttamento indiscriminato di foreste e territorio. Si tratta di ''misure concrete per arrestarne la perdita", commenta il parlamentare europeo Andrea Zanoni (Italia dei Valori), sottolineando che "i rifiuti devono diventare una risorsa".
"Adesso la Commissione segua la linea indicata dal Parlamento e compia azioni concrete per salvaguardare la biodiversità, proteggere l'ambiente e chiudere una volta per tutte con pratiche obsolete e pericolose come l'incenerimento dei rifiuti'', aggiunge l'erodeputato commentando l'approvazione dei due rapporti da parte dell'Aula di Strasburgo.
"L'Europa può e deve giocare un ruolo chiave nella protezione della biodiversità e nella lotta ai fenomeni che minacciano anche la nostra salute come l'incenerimento dei rifiuti - aggiunge Zanoni - La nuova strategia di ripresa economica Ue presentata a Strasburgo va nella direzione giusta. Mi auguro che anche il governo italiano voglia seguirne le indicazioni, in merito a green economy, salute e nuove tecnologie, alla lettera''.

sabato 21 aprile 2012

Vicino agli inceneritori, aumenta la mortalità per tumore

noinceneritorepadova.it
da  Terra Nuova

Uno studio riguardante i due inceneritori di Forlì ha evidenziato un'associazione tra esposizione ai fumi e cancro al colon retto negli uomini e aumento di mortalità per tumore tra le donne. Il lavoro, condotto da Arpa Emilia Romagna e ricercatori del Lazio, ha valutato l'esposizione sulla base della caratterizzazione geografica per mezzo di modelli di dispersione degli inquinanti. Le informazioni sugli eventi sanitari sono state raccolte all'interno di uno studio che ha seguito la storia passata di ciascun individuo coinvolto. I due inceneritori oggetto dell’indagine si trovano nel comune di Forlì, a circa 3 km dalla città e a circa 200 metri l'uno dall'altro. Si tratta di un inceneritore di rifiuti solidi urbani (RSU), che ha iniziato ad operare nel 1976, e di un inceneritore di rifiuti ospedalieri, il cui inizio dell’attività risale al 1991. Al di là degli adeguamenti tecnologici effettuati, la posizione e la struttura dei due impianti è rimasta sostanzialmente la stessa nel tempo di osservazione, con l'unica consistente modifica dell'altezza del camino dell’inceneritore di rifiuti speciali, passato da 39 a 49 metri. L’area di studio è stata definita come il cerchio di raggio di 3,5 km intorno ai due inceneritori (il punto centrale è stato definito come equidistante tra di due camini). L’area è ad uso prevalentemente agricolo, il restante territorio sono occupati da tre piccole aree industriali da un centro abitato e dal confine dell'area urbana. Oltre agli inceneritori, le altre fonti principali di inquinamento atmosferico sono il traffico (urbano e autostradale) e il riscaldamento per il periodo invernale. Per la definizione dei traccianti ambientali degli inceneritori e degli altri fattori di pressione presenti nell’area, sono stati considerati i risultati di uno studio ambientale condotto nel periodo 1997-2000. In base a considerazioni sui punti di massima e minima ricaduta degli inceneritori e di tutte le altre fonti e di monitoraggi effettuati in questi punti, è stato deciso di considerare i metalli pesanti come traccianti dell’esposizione ad inceneritori, mentre per tutte le altre sorgenti è stato utilizzato come tracciante il biossido di azoto. Sono stati coinvolti i soggetti che risiedevano nell'area di studio al 1 gennaio 1990 o che sono entrati successivamente nell’area di studio fino al 31 dicembre 2003. Per questi ultimi, è stato calcolato un minimo di cinque anni di residenza precedenti al periodo di follow-up. Il follow-up è stato effettuato tramite record linkage con la banca dati di mortalità regionale (dal 1990 al 2003), la banca dati del Registro Tumori Romagnolo (dal 1990 al 2003) e il database delle Schede di Dimissione Ospedaliera (dal 1999 al 2003). Le analisi interne hanno mostrato associazioni con il cancro al colon retto negli uomini. L'esposizione agli inceneritori è risultata associata con la mortalità per tumore tra le donne, in particolare per tutte le sedi tumorali e per stomaco, colon, fegato e cancro al seno. I risultati, non omogenei tra i sessi e fra i tipi di outcome indagati (mortalità e incidenza), aprono ulteriori domande riguardo alle possibili relazioni causali, offrendo comunque alcuni segnali di interesse da tenere in considerazione per ulteriori studi. 

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR Parma, 13 aprile 2012

lunedì 5 dicembre 2011

STOP INCENERITORI - L'ALTERNATIVA C'E'!




Video lezione realizzata dal giornalista Matteo Incerti sul ciclo integrato alternativo ad inceneritori e mega discariche: riduzione, raccolta porta a porta, compostaggio, trattamento meccanico biologico "a freddo", strategia Rifiuti Zero.


Dr Balestreri su danni alla salute da inceneritori

Il dottor Federico Balestreri dell'Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente (ISDE) spiega i danni alla salute provocati dalle emissioni degli inceneritori (prima parte). 20 aprile 2009, Convegno a Bovisio Masciago (MB) sul nuovo inceneritore di Desio (MB).










Dott.ssa Gentilini - "Gli inceneritori sono un pacco!"





Paul Connett a Torino al V 2 day



Intervista a Paul Connett 

 

domenica 4 dicembre 2011

Roma: Sporchi da morire - anteprima del film





ROMA, 12 DICEMBRE 2011 - ORE 18.00
Nuovo Cinema Aquila - Via L’Aquila, 68
Presentazione e Conferenza Stampa alla presenza del regista e dei protagonisti del film

Proiezione del film
Seguirà dibattito con la stampa ed il pubblico
INGRESSO LIBERO

Il film, Sporchi da morire nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative? Con queste domande in testa comincia la ricerca di Carlo A. Martigli,  scrittore e giornalista impegnato da sempre in inchieste scottanti. Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali:
interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” che riguarderà i nostri figli e le future generazioni. 
Sporchi da morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il ProfessorPaul Connett,  teorico della strategia "Zero Rifiuti",il dott. Stefano Montanarie la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente, il biologo Prof.Gianni Tamino , Dott.Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia, il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova, i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto, Barkeley,
il sindaco di San Franciso Gavin Newson, il responsabile del Dipartimento Ambiente di San Franciso Jared Blumenfeld, i rappresentanti dell’INVS Francese -  Dr. Calut e Dr. Laffont che sono i firmatari della più importante ricerca mondiale sul tema della pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti, il prof. Dick Van Steenis che ha mappato la ricaduta dell’inquinamento sui bambini inglesi e bloccato 16 progetti in costruzione,il dr.Luft,l’Associazione Rescue Workers Detoxification e la 911 Police Aid Foundation  che si occupano delle persone ammalatesi per le inalazioni di nano-polveri dopo il crollo delle torri gemelle (circa 170.000 casi già accertati), i rappresentanti dei comitati nazionali ed internazionali, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante del Movimento Decrescita Felice, Greenpeace Italia, e tanti altri. Un film-progetto al quale hanno già aderito migliaia di persone in tutto il mondo tanto da certificarlo come
il film con i titoli di coda più lunghi del mondo i quali saranno presenti, grazie ad un piccolo contatore grafico fin dai primi minuti del film.
 
SCHEDA FILM:
Sporchi da Morire - FIlthy to the core
DURATA: 93 MINUTI circa
REGIA: MARCO CARLUCCI
con: Paul Connett - Stefano Montanari - Carlo A. Martigli
WEB: www.sporchidamorire.com  - FACEBOOK
email: info@primafilm.it
USCITA: MARZO 2012

sabato 30 luglio 2011

Ma gli schiavi del nuovo millennio possono bersi le parole della Neolingua?

La nostra organizzazione economica, sociale e culturale è interamente focalizzata sulla crescita economica e il suo risultato è di creare malessere. La crescita economica è la via d'uscita dai problemi di debito pubblico? Leggete questo post su Fantapolitik e avrete molte spiegazioni! Un sistema incentrato sulla crescita economica e sulla produttività economica che ha come unico punto di riferimento l'indice del Prodotto Interno Lordo (PIL), è un sistema che a lungo andare (praticamente oggi) elimina le persone come dato fondamentale nella catena del processo produttivo. L'economia come viene intesa oggi ci comanda rendendoci schiavi. Eliminare il lavoro rende una società malata, un lavoro che rende schiavi è una società malata. Ieri sera Beppe Grillo a Sabaudia ha aperto la mente agli spettatori regalondo una multitudine d'informazioni in poco più di due ore. Ha parlato soprattutto di Economia, in un periodo tragico, è d'attualità, ma l'informazione (i soliti giornali di regime) non ne parla. Anzi il sistema di cui parlavamo prima ha generato in questi "anni di conflitto civile non convenzionale" la Neolingua, per chi ha letto "1984" di George Orwell, sà di cosa sto parlando, altrimenti andati a leggere il post sul blog di Grillo. L'informazione ci renderà liberi, ma dobbiamo avere gli strumenti e saperli utilizzare. Bene, la prima cosa ce l'abbiamo, ma la seconda cosa bisogna attivarsi da soli. Sono poco più di due anni che scrivo su questo blog. Sono soddisfatto, perchè è seguito, perchè riusciamo a fare un minimo d'informazione. Se solo potessimo essere molti di più, la realtà intorno a noi cambierebbe, ma in quale direzione? Noi non vogliamo che venga costruita la Centrale Turbogas e la centrale inceneritore di Biomassa nella zona industriale di Mazzocchio nel comune di Pontinia. Questo è il primo punto di partenza che al tempo ci ha messo insieme, ma poi da lì si sono aperte tante altre strade, non volere la Centrale Turbogas, significa aver sviluppato un profilo di pensiero minimo ambientalista. Aver approfondito tutto il mondo che s'intreccia nell'economia italiana e la costruzione di questi impianti. Aver scoperto che il nuovo colonialismo viene fatto dalle multinazionali, lobby del potere, che ci governano, ci sfruttano e ci manipolano in campagna elettorale, ti porta un minimo ad essere più cosciente della realtà che ti circonda. Grillo in questi anni è stato un portatore di strumenti, ci ha fatto aggregare e conoscere sul web. Ci ha fatto vedere come poteva essere usata la rete. Adesso dobbiamo agire, attivarci, fare rete d'informazione tra di noi. Una sfida che dobbiamo accettare, perchè non c'è niente da perdere!

martedì 7 giugno 2011

Provocazioni e persequisizioni verso chi si oppone

OTTUSA PROVOCAZIONE AI DANNI DEL COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO


Nella mattinata di oggi 6 giugno la polizia di stato, su mandato del sostituto procuratore di Velletri Taglialatela, ha portato a termine tre perquisizioni nelle abitazioni di notissimi cittadini attivi contro i progetti di devastazione ambientale del ras laziale dei rifiuti Manlio Cerroni.

Si tratta di F., S. ed E. Il pretesto usato dalle forze dell' ordine per attuare le perquisizioni è quello del danneggiamento alle ruspe di movimento terra della Pontina Ambiente srl e della ditta Trasca srl avvenuto lo scorso aprile ad opera di ignoti. Atti che, oltre ad essere insignificanti per l'entità del danno arrecato, non sono riconducibili in nessun modo all'attività del coordinamento contro l' inceneritore e ciò dovrebbe risultare evidente anche a investigatori meno servili nei confronti di padron Cerroni. Non a caso l'esito delle perquisizioni - da verbale - è stato totalmente negativo, controprova ulteriore del fatto che i membri del comitato sono completamente estranei alle accuse.

Nel caso di F., la perquisizione arriva dopo che lo scorso 20 aprile mano ignota, ma perfettamente riconoscibile, aveva dato alle fiamme il suo trattore da 70 mila euro parcheggiato nei pressi della casa paterna.

La realtà dei fatti è che la mobilitazione contro l' inceneritore e per la chiusura della discarica di Albano è un grande ostacolo agli interessi e agli affari del sig. Cerroni che da decenni lucra sulla salute della popolazione con le sue discariche ed i suoi inceneritori laziali. Padroni e padroncini mettono in campo tutte le loro armi per fermarla e diffamarla. Per prime sono arrivate le minacce personali a carattere mafioso alle quali hanno fatto seguito l' incendio del trattore di F. ed ora le perquisizioni a casa di membri del comitato. Cos' altro si inventeranno Cerroni ed i suoi servi per fermare la volontà popolare?

E' scontato che queste miserabili provocazioni non fermeranno nemmeno per un attimo la mobilitazione popolare sia contro l'inceneritore momentaneamente bloccato dal TAR, sia contro l'infame ampliamento della discarica di Roncigliano, dove Pontina Ambiente srl sta completando un nuovo invaso, il VII, praticamente a ridosso del centro abitato.

RIMANE CONVOCATO PER IL 18 GIUGNO IL CORTEO CHE PARTIRA' DALLE ORE 15.30 DA PIAZZA MAZZINI AD ALBANO PER RAGGIUNGERE PIAZZA DI CORTE AD ARICCIA.


CONTRO L' INCENERITORE!

PER LA CHIUSURA E LA BONIFICA DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO!

PER UN'ALTRA GESTIONE DEI RIFIUTI!

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano


La lotta contro l' inceneritore è una lotta che non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.
E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!!

sabato 26 febbraio 2011

L'Europa boccia l'Italia degli inceneritori

Il 3 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha bocciato l'Italia per la mancanza di un piano adeguato allo smaltimento differenziato dei rifiuti: la notizia ci giunge da Brescia Point.

Con 374 voti a favore, 208 contro e 38 astensioni è stata votata una risoluzione che denuncia le inottemperanze del Bel Paese. Il provvedimento rappresenta una dura condanna a come l'emergenza rifiuti è stata fin qui gestita e suggerisce alla Commissione di fare uso dei poteri che le sono conferiti, ivi incluso proponendo un nuovo ricorso volto alla condanna al pagamento di sanzioni pecuniarie se l'Italia non si adeguerà presto agli standard europei.

Nel resto d'Europa le cose vanno diversamente: la Germania, per esempio, si è posta comeb obiettivo per il 2020 la "discarica zero" e, insieme all'Olanda, sta puntando sull'eolico e sui pannelli solari, promuovendo la raccolta differenziata e il riutilizzo di vetro e plastica.

In Belgio invece la costruzione degli inceneritori è stata vietata per i prossimi cinque anni. Una strategia adottata anche oltreoceano da San Diego, Philadelfia e Boston negli Stati Uniti.

L'incenerimento dei rifiuti produce gravi danni alla salute. Lo sostiene ormai da tempo Paul Connet, docente emerito di Chimica alla St. Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione di rifiuti e tecniche di incenerimento, le cui tesi sono riportate, per esempio, nel saggio "Incenerire i rifiuti? No grazie" di Gianluca Ferrara. Secondo l'esperto, ospite più volte anche della nostra città, gli impianti di incenerimento producono polveri tanto piccole che non possono essere filtrate ne dal naso ne dai bronchioli, penetrando, così, in profondità nei polmoni. Gli inceneritori, oltre alle polveri, generano metalli pesanti come piombo, mercurio, arsenico e cadmio, altamente nocivi per la salute.

Le ceneri, poi, andrebbero depositate in discariche speciali, i cui costi superano dieci volte quelli delle discariche tradizionali. Il particolato e le diossine prodotti da questi impianti finiscono per ricadere sui territori vicini ed entrare inevitabilmente nella catena alimentare.

L'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Apat) ha sollecitato il monitoraggio nel lungo periodo della concentrazione di micro polveri e della prevalenza di malattie nelle aree adiacenti i 51 inceneritori presenti sul territorio italiano.

Come dimostra uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità condotto sulla popolazione campana, nei territori dove sono diffuse le pratiche di incenerimento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli pericolosi il rischio di morire di alcune patologie è più alto della norma.

Come ha più volte spiegato lo stesso Connet, l'alternativa sta nel ridurre i rifiuti attraverso la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, e nel riciclo. Quanto rimane va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla in impianti di bioessicazione. La raccolta differenziata può arrivare al 70 per cento dei rifiuti, il 30 per cento rimanente può ridursi al 15-20 per cento dopo la bioessicazione. Una quantità inferiore agli scarti degli inceneritori. Ma si
tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione e un impatto ambientale e sanitario ridotto.

L'Europa virtuosa ha definito la strada del futuro, che non prevede inceneritori, a differenza di quanto sosteneva nonno Allodi e Enia e Provincia e Comune con il loro immaginifico pamphlet distribuito con il quotidiano locale.

La realtà è solo l'opposto di quanto sostenevano. A Parma cresce in quel di Ugozzolo un fantasma del passato.

Chissà che qualcuno un giorno non decida di fare piazza pulita degli errori commessi e ricominciare a ragionare guardando avanti, a braccetto con l'Europa virtuosa.

Parma, 25 febbraio 2011

-436 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, *ORA* lo possiamo fermare.

+267 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perchè l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Fonte: www.gestionecorrettarifiuti.it
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Via Zaniboni 1 - Parma

giovedì 2 settembre 2010

Turbogas Aprilia Interviste in rete

Intervista a Claudio Merli su EXTRA TV, emittente televisiva della Provincia di Frosinone e Latina, che trasmette anche in tutto il mondo in Streaming.
Si parlerà dell'iniziativa del Fondo Ambiente Italiano "I Luoghi del Cuore" volta a contrastare la Turbogas in fase di realizzazione a Campo di Carne. L'intervista è in programma in tutte le edizioni del TG, ovvero 13.40, 14.10, 19.40, 20.10 e in replica alla mezzanotte.

Turbogas Intervista a Claudio Merli su EcoRadio


venerdì 25 giugno 2010

Meno Differenziata più Inceneritori





















I
n arrivo un quinto inceneritore nel Lazio
Di Paolo: "Indicheremo sito entro l'estate"
La giunta Polverini apre alle richieste di Alemanno. Sarebbe il terzo impianto nel comune, oltre a quello in funzione di Malagrotta e in costruzione ad Albano.
L'assessore: "Stiamo anche rifacendo i calcoli sulla raccolta differenziata"


Articolo di CECILIA GENTILE


In arrivo un quinto inceneritore nel Lazio. Dopo il no categorico della Regione presieduta dall'ex governatore Marrazzo, adesso la nuova giunta Polverini apre alle insistenti richieste del sindaco Alemanno, da sempre
sostenitore della necessità di un terzo inceneritore nel comune di Roma, oltre a quello già in funzione di Malagrotta e a quello in costruzione ad Albano.

"Stiamo ragionando su un quinto impianto di termcombustione da mettere nel piano rifiuti. Entro l'estate avvieremo una serie di consultazioni con gli enti locali, le parti sociali e le associazioni", fa sapere l'assessore
regionale ai Rifiuti Pietro Di Paolo. "Il piano Marrazzo non è in vigore perché si è bloccato a causa delle sue dimissioni - riprende Di Paolo - non è nostra intenzione stravolgerlo bensì rimodularlo".

Quel piano, elaborato dall'ex governatore nelle vesti di commissario straordinario, approvato dal governo e poi adottato dalla Regione, non è mai piaciuto né alla giunta Alemanno né ai nuovi vertici dell'Ama, che hanno
ridotto le percentuali della differenziata e chiesto di aggiungere un quinto impianto di termovalorizzazione ai quattro previsti dalla Regione. La querelle è durata così a lungo da richiedere l'intervento del governo, nella
persona del commissario straordinario Guido Bertolaso. Ora il responso di Palazzo Chigi, pure favorevole al Campidoglio, non è più necessario, perché la Regione a guida centro destra apre alle tesi del Comune di Roma.

"All'interno del nuovo piano dei rifiuti - riprende l'assessore Di Paolo - stiamo rifacendo i calcoli su tutta la parte relativa alla raccolta differenziata. Alcuni tetti previsti in precedenza ci sembrano un'asticella troppo alta. Un ottimo obiettivo nella nostra Regione ci sembra quello di raggiungere il 35% di raccolta differenziata entro il 2011".

Meno differenziata, più incenerimento dunque. Mentre il sindaco Gianni Alemanno ha già annunciato la proroga della mega discarica di Malagrotta a tutto il 2011, scatenando l'ira dei residenti, che da anni attendono la
chiusura del più grande invaso d'Europa. Anche la scelta di un sito alternativo fa discutere: il Campidoglio lo ha individuato a Riano o ad Allumiere, nel territorio della Provincia e non del Comune di Roma. "È insensato pensare di spostare ad Allumiere, che dista 70 Km da Roma, i rifiuti della Capitale, oppure a Riano. Così si fomentano solo contrapposizioni e tensioni che non aiutano a risolvere i problemi", protesta l'assessore alle Politiche del territorio e alla Tutela ambientale della Provincia Michele Civita.

Fonte dell'articolo: roma.repubblica.it

mercoledì 9 giugno 2010

I movimenti UNITI Aprono vertenza contro la regione Lazio

PER LA DIFESA DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE
E L’AUTOGOVERNO DEI NOSTRI TERRITORI
Siamo donne e uomini che in questi anni hanno resistito all'aggressione dei loro territori da parte di chi vuole far profitto sulla salute e sull'ambiente. Siamo coloro che si oppongono alla politica piegata agli interessi dei privati, quella politica che schiaccia i bisogni e le volontà delle popolazioni per favorire industriali e imprenditori che fanno profitto con lo sfruttamento della terra e dell’ambiente.
In questi anni si è praticata l’autodifesa delle popolazioni contro le istituzioni locali e nazionale che hanno imposto con arroganza e autorità: la TAV, gli impianti dannosi e costosi (gassificatori, inceneritori, discariche, elettrosmog, centrali nucleari e a carbone), le grandi opere autostradali, portuali e aeroportuali, la cementificazione del territorio, la privatizzazione dei servizi sociali e dei beni naturali.
La risposta non si è fatta attendere, i Comitati in maniera autorganizzata e i cittadini che lottano in prima persona si sono mobilitati contro le multinazionali che si nascondono dietro ogni grande opera: ENEL, ENI, COLARI, CALTAGIRONE, AMA, ACEA, SORGENIA, IMPREGILO, ANSALDO, BENETTON...
Le nostre lotte non sono solo in difesa della nostra salute e dell'ambiente, ma anche per restituire il potere decisionale sui territori ai cittadini che vi abitano, contro la militarizzazione del territorio e la criminalizzazione delle resistenze locali.
La volontà popolare deve essere rispettata, nulla va deciso sulla nostra testa!
Per questo invitiamo le reti sociali, i coordinamenti territoriali, le assemblee permanenti, i comitati di quartiere i/le tanti/e cittadini/e che in questi anni si sono mobilitati/e contro le scelte sbagliate della Regione Lazio.

MANIFESTAZIONE UNITARIA

DEI MOVIMENTI DEL LAZIO
per la moratoria e il ritiro di tutti i progetti nocivi e devastanti
Venerdì 11 Giugno 2010, ore 10.00

Piazza Rosa Raimondi Garibaldi (Roma), sotto la sede della Regione Lazio

Assemblea permanente NO FLY Ciampino,Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio,Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA,Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia,Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete Cittadini contro la Turbogas, Comitato per la TUTELA della VALLE DEL SACCO

Partecipa anche su facebook Alla Manifestazione MOVIMENTI RIUNITI DEL LAZIO

martedì 8 giugno 2010

AMBIENTEFUTURO NEWS

NUOVA ENERGIA PER RIFIUTI ZERO DA TERRA FUTURA, INTANTO DECOLLANO IL CENTRO DI RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI E LA ZWIA ITALY.

DA FIRENZE NUOVI "PEZZI DI FUTURO"

La spesa per allestire lo stand "verso rifiuti zero" a Terra Futura è stata elevatissima ma il successo ottenuto ripaga l'impegno profuso. A parte il GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO ottenuto dalla conferenza di PAUL CONNETT il 29 maggio (vedi il video) in cui oltre a presentare i 10 passi verso rifiuti zero ed il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori è stato possibile comunicare LO SCANDALO DELL'INCENERITORE DI PARMA vedi intervento di EMANUELA BAISTROCCHI e discutere della attualità della nuova normativa sui rifiuti siciliana analizzata da PATRIZIA LO SCIUTO e da PAOLO GUARNACCIA.

Dal riuscito incontro nazionale di DIRITTO AL FUTURO per fare il punto sulla vertenza contro i cip6, all' incontro con le "buone pratiche" di EFFECORTA - il negozio di Capannori che vende tutto sfuso e da filiera corta - e con ECOBIMBI che fabbrica i pannolini riutilizzabili. Le giornate di Terra Futura sono continuate con l'incontro sull'imbroglio della combustione delle biomasse, alla COSTITUZIONE DEL GRUPPO PROMOTORE DELLA ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE ITALY. Infine un grazie particolare al COLLETTIVO DI AGRARIA DI FIRENZE senza il cui contributo logistico e organizzativo e il suo entusiasmo (in particolare di Antonio Di Giovanni che ha redatto, tra l'altro, un'agile guida descrittiva del percorso verso rifiuti zero - non sarebbe stata pensabile la promozione di questo "evento nell'evento" , a MARINA VIDAKOVIC e a LUCA ROGGI che con "soldi zero" hanno curato il progetto e l'allestimento dello stand.


NASCE ZWIA ITALY

Forse è propria questa la novità più rilevante emersa dalla "tre giorni" di rifiuti zero a Terra Futura.

Infatti, come annunciato dalle circa 10.000 brossure diffuse nei giorni precedenti la mostra, E' STATO COSTITUITO IL GRUPPO PROMOTORE DELLA ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE ITALIANA con lo scopo di intensificare i rapporti internazionali con le esperienze Zero Waste (che, ricordiamolo, rappresenta un movimento soprattutto internazionale). Non casualmente la sua costituzione è avvenuta alla presenza di Paul Connett e appena dopo la sua presentazione dei 10 passi verso rifiuti zero. Altra finalità dell'ALLEANZA RIFIUTI ZERO sarà quella di interfacciarsi con quelle realtà amministrative che manifestano apertura coerente alle buone pratiche a partire da quelle che hanno già adottato anche a livello formale la strategia rifiuti zero. Infine la ZWIA Italy avrà anche lo scopo di socializzare competenze e capacità per avviare anche un concreto spazio formativo per non addetti ai lavori . TUTTE LE ATTIVITA' DELLA ZWIA SARANNO A TITOLO GRATUITO e complementari a quelle sostenute dalla Rete Italiana Rifiuti Zero e dalla miriade di gruppi ed associazioni locali a cui, se richiesto, darà il suo supporto di expertise gratuito.

Il gruppo promotore rimane aperto alle adesioni e il "documento fondativo" è rappresentato da quello approvato dal quinto incontro mondiale della ZWIA avvenuto a Napoli nel febbraio 2009 ed integrato con il documento finale approvato a Puerto Princesa nel sesto incontro mondiale svoltosi a novembre nelle Filippine intitolato "soil is the solution" .

IL PROGETTO "PASSI CONCRETI VERSO RIFIUTI ZERO", AL CUI INTERNO SI PREVEDE IL CENTRO DI RICERCA ZERO WASTE DEL COMUNE DI CAPANNORI E' STATO AFFIDATO AD "AMBIENTE E FUTURO PER RIFIUTI ZERO"

Con regolare gara promossa dal Comune di Capannori il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, primo del genere in Italia, prende "corpo istituzionale" . Il responsabile del progetto sarà Rossano Ercolini. Saranno Luca Roggi e Marina Vidakovic (progettisti), Pietro Angelini di Effecorta (riduzione degli imballaggi nel settore commerciale) , Patrizia Lo Sciuto (comunicazione e scuola) a costituire il "team operativo".

Paul Connett sarà il presidente del Comitato Scientifico composto anche (ma altri nominativi verranno coinvolti dal mondo universitario e non solo) da Enzo Favoino, Roberto Cavallo (esperti di gestione dei rifiuti) e Paolo Guarnaccia (ricercatore all'Università di Catania) membri di questo organismo. Sei le funzioni principali del progetto: censire le "buone pratiche" a livello nazionale ed internazionale, studiare il "residuo", implementare la intercettazione dei vari flussi di scarto, avviare concretamente processi di riprogettazione dei rifiuti (/materiali e/o imballaggi) ad oggi non riciclabili (o non facilmente riciclabili) o compostabili, favorire un "mercato locale"

dei materiali intercettati con il porta a porta, favorire iniziative concrete di riparazione/riuso/decostruzione, individuare e denunciare inquinanti tossici negli imballaggi e negli scarti per favorire produzioni pulite e la Responsabilità Estesa del Produttore.

Per alcuni di questi aspetti sono allo studio forme concrete di collaborazione con l'associazione OCCHIO DEL RICICLONE. L'attuazione del progetto si fonda naturalmente in un contesto di forte sinergia con l'assessorato all'ambiente, con gli uffici comunali e con l'ASCIT (l'azienda di raccolta dei rifiuti). Non mancheranno modalità concrete di coinvolgimento del CONAI, delle categorie produttive, del mondo universitario (non solo professori ed accademici ma anche studenti), delle scuole tecniche ed artistiche.

NUOVO IMPULSO ALLA VERTENZA CIP6

L'incontro di Firenze a Terra Futura è servito a fare il punto sulla vertenza e grazie alla presenza al completo del collegio di avvocati ha individuato le modalità per presentare le prime "vertenze pilota". Intanto la vertenza si diffonde in altri territori, cosi' dopo aver preso piede a Bolzano è partita in Lomellina e il 25 partirà, nel corso di un convegno partirà a Viterbo mentre in Toscana è arrivata nel Chianti e nel Mugello. CHI VOLESSE UNIRSI A QUESTA BATTAGLIA CONTRO UNA DELLE TRUFFE PIU' COLOSSALI DELLA REPUBBLICA PUO' FARLO CONSULTANDO IL SITO: www.dirittoalfuturo.it

Autori dell'articolo:
Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri

martedì 18 maggio 2010

Appuntamenti per l'ambiente il 21 Maggio tra polveri sottili e risparmio energetico

INQUINAMENTO E POLVERI SOTTILI:
quali conseguenze sulla salute?
Giustifica

Sappiamo ormai da tempo come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo è dovuto in gran parte alle cosiddette polveri sottili, generate dall'attività umana, che rappresentano una minaccia grave per la salute, finendo talvolta con l'alterare persino il DNA delle cellule degli organismi. Il nostro modello economico: l'industria, i trasporti, i processi di combustione dei rifiuti ecc., sono fonti continue del cosiddetto particolato il quale, più è sottile, più è pericoloso.
- Quali le conseguenze sulla salute umana?
- Come prevenire i rischi?
Sono domande importanti alle quali non sembra che i mass-media siano riusciti finora a dare risposte adeguate.
Patrizia Gentilini, oncologa di fama, appartenente all'ISDE ( Institute doctors environment "Istituto medici per l'ambiente"), ha approfondito da tempo queste problematiche con importanti ricerche.

VENERDI 21 Maggio, ore 18:00
FRASCATI - Scuderie Aldobrandini - Piazza Marconi

PATRIZIA GENTILINI
oncologa, ISDE

FRANCO MEDICI
"La Sapienza" Università di Roma, ingegnere chimico

iniziativa a cura di
ENRICO DEL VESCOVO
Presidente di Italia Nostra Castelli Romani
INGRESSO LIBERO

Organizzano e promuovono: Associazione Alternativ@Mente e Italia Nostra Castelli Romani; info: 3331135131.

Roma corso di risparmio energetico in casa, 21maggio

Venerdì 21Maggio nello splendido Teatro India , (lungotevere Gassman, già dei Papareschi) ore 21.00-23.00 si terrà il corso Unisf di Risparmio Energetico in Casa.
Dalia Sestieri, architetto esperta in consulenza energetica, ci parlerà del perché sarebbe auspicabile ridurre al massimo i consumi nelle nostre abitazioni, ma soprattutto ci spiegherà come farlo!
Ci mostrerà come ridurre i costi di riscaldamento e elettricità con semplici interventi fai da te; ad esempio: vari modi per evitare la dispersione di calore, o per stare freschi utilizzando meno il condizionatore, come ridurre il consumo d’acqua, o come utilizzare meglio tutti i nostri elettrodomestici..
Si parlerà anche di certificazioni energetiche e delle leggi che le regolano in Italia e nell’Unione europea.
Questo corso, solo teorico, ci renderà più consapevoli delle reali possibilità che abbiamo da subito per ridurre bollette e sprechi, e la pratica la dovremo svolgere noi a casa..seguendo i preziosi consigli forniti, facendo i controlli opportuni e, ove possibile, intervenendo in maniera più decisiva con piccoli investimenti (isolare le pareti, il sottotetto..) per rendere la casa energeticamente più efficiente, risparmiando e riducendo le emissioni di CO2 dannose per l’ambiente.
Se molti di noi già usano molti accorgimenti pieni di buonsenso nella gestione dell’energia domestica, sarà comunque molto interessante sentire i consigli e le spiegazioni di un’esperta del settore e sarà una buona occasione per imparare qualcosa di più tecnico riguardo l’energia.. Accorrete numerosi, non c’è numero chiuso a questo corso!
Il contributo minimo richiesto per questo corso è di tre euro.
Al termine del corso potrete avere la dispensa del corso se portate con voi un supporto hardware , o vi verrà mandata via mail in seguito.

Per iscrizioni:
https://spreadsheets.google.com

Per informazioni: roma.unisf@gmail.co

martedì 9 marzo 2010

Lotte e vertenze dei Comitati riuniti del Lazio



Comitati e vertenze territoriali di città, paesi, quartieri. In lotta contro decisioni calate dall’alto, per difendere il “bene comune”, la qualità della vita, il futuro dei figli, le proprie città, i diritti fondamentali. Storie di cittadini e cittadine che non si sentono più rappresentati e che in mancanza di tutele e privati del diritto al futuro scelgono di agire in prima persona. Dalla battaglia contro l’inceneritore di Albano alla NoTurbogas di Aprilia, dai comitati NoFly di Ciampino e Viterbo al NoCoke dell’Alto Lazio; dai No Corridoio Roma-Latina al comitato di quartiere Pigneto-Prenestino; dalla lotta per la casa fino alla difesa dei migranti o al comitato delle Madri per Roma città aperta. Un viaggio nella mobilitazione invisibile di Roma e Lazio, una mappa ragionata e raccontata di lotte esemplari, di persone in carne e ossa, di slogan e parole d’ordine che non trovano spazio nei media ufficiali ma che fondano le ragioni e le speranze di un’altra politica.



Leggi il blog IN PRIMA PERSONA e il libro che raccoglie tutte le vertenze dei comitati del Lazio.

Per il 13 MARZO 2010 Alle ore 16 davanti la stazione di Guidonia, il COMITATO DI RISANAMENTO AMBIENTALE di Guidonia Montecelio ha organizzato una manifestazione contro le nocività e il degrado! Vuole essere una continuazione della mobilitazione iniziata il 6 Marzo 2010 in piazza Sant'Apostoli a Roma. Vedi il video in alto. Partecipa anche su facebook

venerdì 12 febbraio 2010

incontri con il terracina social furum

Sabato 13 febbraio alle ore 17.00 presso la Sala convegni della Coop presso il Piazzale Coop a Terracina si terrà un incontro-dibattito con il consigliere provinciale Domenico Guidi durante il quale si analizzerà il ciclo dei rifiuti nella Provincia di Latina e nell'ambito della Regione Lazio, approfondendo le questioni relative alla raccolta differenziata e alla realizzazione di nuovi inceneritori, nonché alla chiusura di quelli esistenti.
Gli inceneritori o termovalorizzatori che dir si voglia, sono nocivi per la salute, per cui va abbandonato quel tipo di logica e favorito il più possibile il riciclaggio, il riuso e la riduzione dei rifiuti. Occorre, in altre parole, un piano dei rifiuti eco-compatibile.

Ingresso gratuito

giovedì 21 gennaio 2010

L'Italia delle polveri sottili

Condivido con voi su questo blog una nota di Informare Per Resistere (costituita da un gruppetto di cittadini comuni che si sono posti come obiettivo quello di riunire giornalmente, in un'unica pagina, tutta una serie di articoli, rigorosamente reperiti in Rete, che possano essere utili per aiutarci a riflettere sui fatti del giorno); Lo potete trovare su facebook, e diventarne fan!

Le polveri sottili superano ormai costantemente i limiti imposti per legge in molte delle nostre città. Cerchiamo di capire cosa sono, come mai sono nocive e soprattutto perché nessuno fa niente per tutelare la nostra salute.


di Andrea Degl'Innocenti
Il 2010 è iniziato all'insegna dell'inquinamento da polveri sottili. In molte città italiane, i limiti imposti per legge sono stati superati più volte già in questi primi giorni – a Milano 12 volte nei primi 20 – mentre il dossier di Legambiente “Mal'aria 2009” presenta dati non certo confortanti: nell'anno appena trascorso solo 31 città sulle 88 monitorate sono risultate in regola.
Si riaccende dunque un dibattito annoso, in cui gli interessi economici e politici giocano un ruolo fondamentale e tendono spesso a minimizzare il problema. Emblematico, in tal senso, è il caso di Pozzallo (Corriere di Ragusa, 14/01/2010), comune in provincia di Ragusa in cui è attivo un cementificio accusato da molti di immettere nell'aria polveri dannose. Indizi a suo carico sono l'incidenza di tumori molto elevata ed una strana patina che si deposita sulle auto parcheggiate proprio nei pressi dello stabilimento, assai difficile da lavare via. Un caso per cui sembrerebbe superfluo l'intervento di Sherlock Holmes. Ciononostante il sindaco, continua a difendere a spada tratta lo stabilimento accusando piuttosto chi diffonde “falsi allarmismi”.
Si capisce quindi che in un tema così “caldo” non è sempre facile vederci chiaro. Proviamoci, cercando innanzitutto di capire cosa sono le polveri sottili e perché alcune di esse sono dannose per la nostra salute.Polveri sottili, o particolato, o PM10 è il nome generico che indica tutte le sostanze sospese in aria. Sono polveri sottili, ad esempio, il polline, le spore, il sale marino, la terra alzata dal vento. Ora, a questo insieme eterogeneo di sostanze, da qualche decennio a questa parte – esattamente da quando l'uomo ha rafforzato la propria presenza intrusiva nell'ecosistema terrestre – si è aggiunta tutta una serie di elementi inquinanti, detti antropici, frutto generalmente di combustioni chimiche, quali metalli, solfati, nitrati, ceneri, fibre di amianto, polveri di cemento e carbone.
Qui sta il problema: mentre le prime sostanze, quelle naturali, non sono dannose per la salute, anzi in alcuni casi risultano persino benefiche – basti pensare all'aria ricca di iodio nei pressi del mare – le polveri antropiche sono responsabili di patologie acute e croniche all'apparato respiratorio (asma, enfisemi, tumori) e cardio-circolatorio.
Inoltre tanto più queste polveri sono sottili, quanto più, inalate, penetrano in profondità nell'organismo. Ad esempio delle particelle dal diametro di 10 micron – misura a partire dalla quale si inizia a parlare di polveri sottili – non giungono oltre il setto nasale e la faringe, creando al massimo qualche infiammazione, ma già delle particelle di 2,5 micron (le cosiddette PM2,5) sono in grado di penetrare profondamente nei polmoni creando danni ben più gravi. Le nano polveri infine, con diametro dell'ordine di grandezza dei nanometri, arrivano addirittura a penetrare nelle cellule.Quindi è accertato che più le polveri sono sottili più sono dannose per la nostra salute. Proprio qui sta il problema maggiore. Le nostre città infatti sono già sature di polveri sottili, emesse per la maggior parte da automobili, stabilimenti industriali e inceneritori. Ma nelle nostre città avvengono anche migliaia di combustioni al giorno, dalle più grandi alle più banali, come quelle delle comuni caldaie domestiche. Tali combustioni, filtrando l'aria, assottigliando sempre di più le polveri in essa presenti; risultato, le polveri diventano sempre più sottili.
L'unica soluzione per liberarci del problema, come spiegava eloquentemente Stefano Montanari in una intervista di circa un anno fa, è smettere di produrle. Ciò vuol dire ripensare il nostro stile di vita, perché le polveri sottili non sono la conseguenza di un fenomeno singolo ed isolabile, ma di processi complessi e intrecciati che stanno alla base della nostra società. Sono la coscienza sporca della società, depositata come fuliggine in ogni suo strato, volatile ed invisibile, ma tangibile nei suoi effetti disastrosi.
Dai mezzi di trasporto ai metodi di gestione dei rifiuti, passando per la produzione di energia, tutto si deve cambiare. Le soluzioni non mancano e sono note a tutti: esistono decine di metodi efficienti per produrre energia pulita, mentre la politica dei rifiuti zero si è dimostrata applicabile anche alle grandi metropoli come Los Angeles. Ciò che manca, a detta della classe politica, sono i soldi per metterle i pratica. Ma i soldi non mancano quando si tratta di realizzare progetti inutili o inefficienti come l'ormai cabarettistico ponte sullo stretto o i treni ad alta velocità.
Allora cos'è che impedisce di attuare misure tese a tutelare gli interessi di tutti? Cosa ci vieta di agire sulla causa piuttosto che sull'effetto, dunque adottare uno stile di vita più sano piuttosto che produrre medicine sempre più efficaci per curare i nostri mali? Il dubbio sale, atroce e spontaneo: che anche la malattia, come ormai quasi tutto, sia diventata un business?

Fonte:http://www.terranauta.it/a1743/salute_e_alimentazione/l_italia_delle_polveri_sottili.html

giovedì 27 agosto 2009

La bolletta CIP6

In bolletta ancora 2,4 mld di Cip6

Il conto è sempre salato, ma almeno rispetto all'anno precedente non è aumentato. Anzi, a voler essere certosini si è ridotto di circa 28 milioni di euro rispetto al 2007. Lo scorso anno, infatti, il costo degli incentivi Cip6 in bolletta è stato di 2 miliardi e 395 milioni, contro i 2,423 miliardi dell'anno precedente. La strada per tagliare i cosiddetti oneri di sistema, insomma, è ancora lunga. Era stato lo stesso ministro dello Sviluppo Economico, in un'audizione alla Camera un anno fa, a ipotizzare la possibilità di ridurre questi costi del 10%. Obiettivo per il momento lontano. Le ultime stime sono state elaborate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas sui dati forniti dal Gestore dei servizi elettrici (Gse). «Nel 2008 i costi totali dei ritiri del Gse per l'energia Cip6 sono stimabili in 5,5 miliardi» si legge nell'ultima relazione dell'Authority, "in gran parte legati alla remunerazione dell'energia prodotta da impianti assimilati". I ricavi derivanti principalmente dalla vendita dell'energia nella Borsa elettrica, invece, "sono risultati pari a circa 3 miliardi, in aumento di 250 milioni rispetto al 2007". Il grosso degli incentivi, circa il 72%, è andato agli impianti assimilati, quelli cioè che hanno prodotto energia elettrica non da fonti rinnovabili ma dai derivati da petrolio, da altoforno, rifiuti delle raffinerie, et similaria. Nel dettaglio gli impianti assimilati hanno ricevuto contributi per 3,9 miliardi contro il miliardo e 400 milioni degli impianti rinnovabili. Sebbene nel 2008 ci sia stata una riduzione dell'energia prodotta da fonti assimilate e ritirata dal Gse (-11% rispetto al 2007) i costi sono saliti di 200 milioni grazie ad un aumento del 18% della remunerazione unitaria. Secondo i dati elaborati dell'Autorità guidata da Alessandro Ortis, "i primi 11 gruppi industriali contribuiscono per oltre il 97 % della generazione elettrica in convenzione Cip6". Anche quest'anno Edison, Saras ed Erg si confermano le prime società che hanno beneficiato dei contributi per fonti assimilate. La quota maggiore della produzione pari al 35,3% spetta ad Edison, anche se rispetto al 2007, il gruppo ha perso circa il 16% delle quote di mercato. Le società delle famiglie Moratti e Garrone, invece, detengono sostanzialmente le stesse quote dell'anno precedente. Subito alle spalle di questi gruppi si inserisce la compagnia italiana del colosso britarnnico BG Group, che nel 2008 ha prodotto il 7,4 % dell'energia assimilata.

Per quanto riguarda i ritiri dell'energia elettrica rinnovabile, spiega l'Autorità, il quadro è maggiormente articolato. Il gruppo Enel contribuisce al 17% dell'intera generazione rinnovabile, seguito da A2A con il 13%. Complessivamente i primi 10 operatori raggiungono il 62% dell'energia rinnovabile in convenzione Cip6.

IL PESO IN BOLLETTA DELLE FONTI ASSIMILATE
Dati in milioni di euro
Remunerazione impianti assimilati: 3.965,80
Remunerazione impianti rinnovabili: 1.497,70
Totale remunerazione energia Cip6: 5.463,50

Altri costi di misura e trasporto per energia Cip6: 10,7
Remunerazione energia delibera 108/97: 5
Totale costi ritiri: 5.479,10

Ricavi da cessione energia: 3.052,70
Ricavi da cessione certificati verdi: 31,3
Totale ricavi: 3.084
Costi da recuperare in tariffa: 2.395,10
Fonte: eleborazione Aeeg su dati Gse

I GENERATORI DI CIP6
Quote di mercato dei primi 10 produttori
Fonti assimilate e percentuale
Edison 35,3 %
Saras 12,6 %
Erg 10,2 %
Electrabel 7,7 %
Bg Group 7,4 %
Api 6,4 %
E.On 6 %
Cofathec Servizi 4,4 %
Elettra 3,4 %
Termica Celano 2,6 %
Eni 1,5 %
Altri operatori 2,6 %
Fonte: elaborazione Aeeg su dichiarazione degli operatori

Articolo tratto da :Milano Finanza di mercoledì 19 agosto 2009, pagina 5 scritto da Sarno Carmine

sabato 22 agosto 2009

Una Montagna Di Balle

Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la così detta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dell'Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta per difendere il proprio futuro: l'assalto ai fondi pubblici, le zone d'ombra della democrazia, il boicottaggio della differenziata, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative.

E se vivere in emergenza fosse solo una strategia per accumulare profitti!?

Da un'idea di Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano con la voce narrante di Ascanio Celestini con le musiche di Marco Messina Regia di Nicola Angrisano

Questo film è distribuito con licenza Creative Commons 2.5: attribuzione, non commerciale, non opere derivate.


fonte : docutrashfilm
Trailer del documentario "UNA MONTAGNA DI BALLE"

venerdì 21 agosto 2009

Inceneritori laziali: sottostimata l’incidenza dei tumori

Lo studio voluto dalla Regione limita l’impatto solo a 9.698 abitanti nel raggio dei 3 km, anziché ai 102mila entro i 7,5 KM: La situazione ambientale dei Castelli

Genzano, Velletri, Ariccia, Ciampino, Castel Gandolfo, Lanuvio hanno arsenico e fluoro nell’acqua oltre i limiti di legge (Lariano eccede “solo” per arsenico). Nel mese di giugno il Presidente del Consiglio Berlusconi ha firmato la proroga dello stato di emergenza idrica per i Comuni serviti dall’acquedotto del Simbrivio. Dunque anche per alcuni dei Castelli Romani. È l’ennesima proroga dopo le richieste del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, con ben quattro lettere. Una volta c’erano le fontane che davano vino, simbolo della fecondità dei Castelli Romani. Oggi dalle fontane spesso non esce nulla… oppure esce acqua con alte concentrazioni di arsenico e altri metalli pesanti.
In tale contesto di grave emergenza idrica, la Asl RmH ha detto di no all’inceneritore che Ama-Acea e gruppo Cerroni vogliono fare a Roncigliano, Comune di Albano, al confine con Ardea e Pomezia, in quanto incompatibile con il territorio. Marrazzo, invece di ascoltare i sanitari della Asl RmH, che da anni seguono e studiano la situazione in quest’area, ha riunito il 22 dicembre 2008 la sua Giunta e ha deliberato di incaricare il Prof Carlo Perucci, della Asl Rm-E, per una valutazione ambientale sull’inceneritore di Albano. Il Prof Perucci ha velocemente predisposto una relazione che ha indirizzato a Conferenza dei Servizi (Regione, Provincia e Comuni) del 20 aprile 2009 verso il parere positivo all’impianto. Il documento cita 51 studi internazionali che hanno analizzato la relazione tra i tumori e la vicinanza agli inceneritori o alle discariche.
Va detto che Marrazzo si muove per consentire anche l’ampliamento della mega-discarica, sempre lì a Roncigliano, attraverso l’abbassamento dei limiti delle distanze tra case e discariche a 200 metri. Tra i 51 studi citati, il Prof Perucci sceglie a riferimento per elaborare i suoi calcoli quello del Prof Elliot che, insieme ad altri studiosi, ha analizzato l’incidenza dei tumori in prossimità di 72 inceneritori di rifiuti solidi urbani della Gran Bretagna. Dallo studio di Elliot emerge un significativo aumento di tumori nella popolazione che vive nel raggio di 7,5 km dagli impianti di incenerimento. Intorno a questi forni, insomma, il cancro colpisce significativamente di più.

Ma nei conteggi del Prof Perucci i casi di mortalità per tumori crollano: stima infatti in 0,7 casi il numero di tumori in eccesso connesso alla presenza dell’inceneritore di Albano. Cioè nemmeno un tumore in più è prevedibile a causa dell’inceneritore. Com’è possibile? Ci sono due “sviste”. L’esperto chiamato dalla Regione sottostima due fattori fondamentali: considera molti meno abitanti e dimezza il periodo in cui la gente avrebbe accanto casa l’impianto in esercizio. Infatti, stima meno di 10.000 abitanti interessati dall’inceneritore, anziché le 102.659 persone censite dall’Istat nel 2001. Questo perché ha considerato solo chi abita entro i 3 chilometri dall’inceneritore di Roncigliano (Albano), mentre lo studio va esteso a chi abita entro i 7 kilometri e mezzo, come fanno i colleghi Elliot ed altri nello studio preso a riferimento dallo stess Perucci.

E così, allora, il numero di persone coinvolte sale a 102.659. Seconda “svista”: lo studio che dà l’ok all’inceneritore di Albano considera la metà del tempo di esposizione, cioè anziché fare riferimento a 40 anni – il reale tempo minimo per ripagare il costo di un inceneritore – parla di 20 anni. A ciò si aggiunge un altro “miracolo” coi numeri: il Prof Perucci riduce di 50 volte il rischio di ammalarsi vicino al mega-forno, rispetto allostudio preso in considerazione.

Questo perché «si suppone che l’impianto in studio abbia un impatto molto minore sull’inquinamento ambientale e sulla salute dei cittadini». Supposizione di fronte alla quale parlano i fatti storici: due inceneritori gemelli e con stessa tecnologia di quello di Albano (Fondotoce in Piemontee Karlsruhe in Germania) sono stati chiusi dalla magistratura per inquinamento ambientale.

In sintesi, gli effetti sanitari dell’inceneritore di Albano nella relazione di Perucci risultano ridotti di circa 10volte rispetto al numero di abitanti, di 2 volte in relazione agli anni di esposizione e di 50 volte in termini di rischio sanitario. Complessivamente i risultati risultano abbattuti di 1.000 volte (10×2×50=1.000). Concludiamo con il pensiero del Prof Perucci:

«Nell’epidemiologia, come in tutta la ricerca scientifica, non esistono “verità” definitive e immutabili, solo prove, provvisorie e inevitabilmente falsificabili»
È per questo, chissà, che applicando lo studio di Elliot con dati non parziali, l’aumento dei tumori nei quartieri e Comuni intorno all’inceneritore “promosso”
è stimabile in centinaia di casi, invece di 0,7. Ecco dove colpisce:

DISTANZE DALL’INCENERITORE DI ALBANO

Villaggio Ardeatino 0,5 km

Massimetta 0,5 km

Mantiglia di Ardea 1,0 km

Pantanelle 1,0 km

Cancelliera 1,3 km

Tor di Bruno 2,2 km

Cecchina 2,2 km

Palazzo Morgana 2,6 km

Santa Palomba 3,0 km

Fontana di Papa 2,8 km

Monte di Giove 3,3 km

Pavona 3,4 km

Stazione di Pomezia 3,8 km

Sughereto 4,7 km

Campoleone 5,2 km

Albano 4,8 km

Santa Procula 5,7 km

Genzano 5,3 km

Ariccia 5,6 km

Lanuvio 6,2 km

Castel Gandolfo 6,3 km

Pomezia 7,8 km

Nemi 8,7 km

Falcognana 8,9 km

Aprilia 9,1 km

Marino 9,5 km


di Danilo Ballanti

energiapulita.wordpress.com