Visualizzazione post con etichetta clima. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta clima. Mostra tutti i post

giovedì 10 aprile 2014

Il caso “Carlo Gavazzi Green Power”, le multinazionali ed il ruolo delle piccole società

articolo di Antonio Bavusi e Pietro Dommarco pubblicato dal sito: http://www.olambientalista.it/centrali-a-biomasse/ dal titolo originale: 

Biomasse, green o black economy?


Fino a qualche anno fa la società milanese “Carlo Gavazzi” era considerata leader nazionale nella produzione di elettricità da biomassa. Oggi ha ceduto il controllo delle centrali agli americani del PSEG (Public Service Enterprise Group Incorporated), un gruppo attivo a livello mondiale prevalentemente nel settore della produzione di energia elettrica che controlla in Italia l’85% del capitale azionario della società Prisma 2000 S.p.A. – in cui la Carlo Gavazzi Green Power S.p.A. possiede una quota del 15% – con una quota nella società Biomasse Italia S.p.A. [cfr Provvedimento n.15248 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 8 marzo 2006]
Nel 2001 il governo italiano chiese ed ottenne dalla Commissione Europea l’autorizzazione ad erogare 17,5 milioni di euro alla società Biomasse Italia S.p.A. – costituita oltre che dal 32% della Prisma 2000 S.p.A., anche dal 24% di ABB Europe, dal 25% della holding petrolifera API(Anonima Petroli Italiana) e dal 20% di Sviluppo Italia S.p.A. – intenzionata a produrre energia elettrica da biomassa nello stabilimento di Crotone in Calabria, inclusa – a differenza della Basilicata – nelle regioni dell’Obiettivo 1 dell’Unione Europea [cfr Commissione Europea, aiuto di Stato n.400/2000 – Italia/ Bruxelles 28 novembre 2001]. Appare evidente, dunque, che la convenienza all’uso delle biomasse dipende dagli aiuti di Stato e dagli incentivi pubblici già a partire dalla fase progettuale, essendo inesistente un mercato regionale e locale del legno tale da alimentare grandi centrali a biomassa, specialmente nel Sud Italia, pur in presenza di estesi boschi. La Biomasse Italia S.p.A. costruirà due stabilimenti a Crotone e Strongoli (Crotone). Inizialmente – secondo il responsabile della Carlo Gavazzi Green Power S.p.A., Giancarlo Cicerone, le centrali “utilizzano legno che arriva un po’ dappertutto” [Leggi la fonte] : dal Sud America, dal Canada e dall’Europa con un commercio mondiale che avviene via mare e su strada, con grande spreco di energia e notevole inquinamento, senza considerare le questioni ambientali e sociali dei Paesi di origine devastati dalla deforestazione. In questo modo ogni kilowattora prodotto da fonti rinnovabili finisce per costare il triplo, rispetto a quanto pagato per le fonti tradizionali.
Le dimensioni della centrali a biomasse richiedono una proporzionale quantità di biomassa da bruciare per produrre calore ed azionare gli alternatori. La logica del profitto d’impresa mira a compensare l’investimento tecnologico iniziale nel più breve tempo possibile. Le centrali di Cutro (Crotone) della Fuelco Uno partecipata totalmente dalla Euro Energy Group S.r.l., del Gruppo Marcegaglia, assieme a quella ancora inattiva ad Oriolo ed a quella prevista dall’Enel nella Valle del Mercure, prevedono di utilizzare biomassa forestale pari a circa 1 milione di tonnellate all’anno. Quantitativi enormi, impossibili da reperire in loco in tempi rapidi, pena la distruzione del patrimonio forestale calabro-lucano, dei parchi della Sila e del Pollino, dai quali già traggono la materia prima. Le grandi centrali a biomasse per i proponenti sono convenienti perché incentivate dallo Stato e dalle Regioni [cfr intervento di Teresa Liguori, consigliere Nazionale di Italia Nostra, Convegno dibattito “centrali a biomasse: inquinamento ambientali ed effetti sulla salute umana”Strongoli, 10 febbraio 2010]. Emblematica risulta in proposito l’affermazione di Roberto Garavaglia, amministratore delegato di Euro Energy Group S.r.l. che afferma come “le tariffe CIP6 ci permettono di incassare 20 milioni di euro all’anno che vanno a coprire esclusivamente il costo molto alto delle biomasse. La centrale di Cutro (20MW) costerebbe 50 milioni di euro. Senza i contributi statali non sarebbe conveniente realizzarla […] ora andiamo avanti altri 5 anni con gli incentivi, poi si vedrà”. L’amministratore unico pensa evidentemente di fare in Calabria quello che già fa a Massafra (TA). Infatti, ottiene nel 2004 l’autorizzazione dal Commissario Straordinario per i Rifiuti in Calabria all’utilizzo del CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto) nell’impianto a biomassa di Cutro. Stessa cosa per gli stabilimenti di Crotone dellaCarlo Gavazzi Green Power S.p.A. che si avviano a diventare inceneritori. La “Carlo Gavazzi”, assieme al Gruppo Marcegaglia, gestisce in Italia il business delle biomasse. La famiglia Marcegaglia gestisce, oltre agli impianti in Calabria, due impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti” (CDR) in fase di realizzazione (Manfredonia, Modugno) che si aggiunge a quello già attivo a Massafra (Taranto). Il Gruppo Marcegaglia si è aggiudicato, inoltre, l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce 1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta.
Dalle centrali a biomasse agli inceneritori e ai ricorsi al Tar. La normativa, ancora una volta, corre in soccorso alla carenza degli incentivi offrendo la possibilità di assimilare i rifiuti alla biomassa. Un’occasione a cui gli industriali non rinunciano, a livello nazionale e a livello locale. In Basilicata le vicende legate alla centrale a biomassa Enel S.p.A. di Laino, nella valle del Mercure – per la quale la relazione redatta da Felice Casson e Paolo Rabitti evidenzia l’impossibilità di reperire in loco la biomassa, pena la distruzione delle foreste del Parco Nazionale del Pollino [Leggi la fonte], quelle in Val Basento e a San Nicola di Melfi funzionanti ad olio di palma, quelle a Tricarico e Ferrandina, mostrano con chiarezza la deriva del meccanismo degli incentivi pubblici, ma sono anche il preludio ad una strategia che punta ad un sistema di gestione dei rifiuti incentrato sulle discariche e sugli inceneritori camuffati da biomassa favoriti da pubbliche amministrazioni locali e regionali. In poche parole, gli incentivi pubblici possono tradursi in profitto aggiuntivo sostituendo semplicemente il combustibile impiegato inizialmente. Alcuni esempi in proposito risultano emblematici. La società Prisma 2000 S.p.A. tenta l’utilizzo dei fondi della Sovvenzione Globale in Calabria firmando con Crotone Sviluppo, un accordo da oltre 17 miliardi di vecchie lire. Un’operazione che porterà l’Autorità Giudiziaria ad emettere avvisi di garanzia conducendo al crack dell’industria della Cellulosa Calabra a cui la società era interessata [Leggi la fonte]. Medesima sorte tocca – nel dicembre del 2006 – a Marcelo Emilio Figueira, Martino Pasti e Lanfranco Graziani, all’epoca dei fatti rappresentanti della San Marco Bioenergie S.p.A. Il progetto di centrale elettrica alimentata a biomassa incriminato, e poi sequestrato, è quello ricadente nel comune di Bando d’Argenta, nel ferrarese. L’ipotesi di reato notificata fu di falsificazione di registri, nonchè violazione delle prescrizioni per le emissioni in atmosfera, per quei “fumi densi emessi dai camini e quei miasmi sgradevoli”. Il sospetto nasce dalla “natura delle biomasse”. Un rilascio in atmosfera smisurato di monossido di carbonio, causato dall’aver bruciato non solo legno vegetale, come da autorizzazione, ma anche legno trattato. La San Marco Bioenergie, prima S.r.l., poi S.p.A., negli anni si rende protagonista di vari ricorsi ai Tribunali Amministrativi. Il primo presentato al TAR del Veneto contro la decisione del Comune di San Martino di Venezze (Rovigo) che con delibera n.9 del 2 marzo 1998 approvò il “divieto di installazione centrale termoelettrica nel territorio comunale di San Martino di Venezze”, per “incompatibilità ambientale”. Il secondo, invece, presentato al TAR della Lombardia contro la paventata decisione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, di revocare alla Bioenergie – per mancata “esibizione delle autorizzazioni indispensabili” – di ogni incentivo CIP6 per la realizzazione delle centrale a biomassa ricadente nel comune di Capracotta (Isernia). In entrambi i contenziosi, sia il TAR del Veneto sia il TAR della Lombardia e poi il Consiglio di Stato, danno ragione alla San Marco Bioenergie S.p.A., della quale sono soci ancora la PSEG e la Carlo Gavazzi Green Power S.p.A., così come per la Prisma 2000 S.p.A. Ma la “Carlo Gavazzi” – che nel 2003 riceve il Premio Innovazione Amica dell’Ambiente, organizzato dalla Legambiente, perfettamente in linea con il sistema Symbola – è coinvolta a Pontinia (Latina), relativamente alla realizzazione di una centrale a biomassa della Pontinia Rinnovabili S.r.l., di cui la società milanese è socia. Anche in questo caso due Enti, il Comune di Pontinia e la Provincia di Latina, si sono opposti al progetto che a parere della conferenza di servizi dell’amministrazione provinciale presenta “dati sbagliati e incompleti in merito alla procedura AIA ma, sopratutto, non dà le garanzie richieste dal protocollo di Kyoto e dalla comunità Europea in merito alla riduzione delle emissioni”.
Fuochi di paglia ad Acinello, aspettando i rifiuti. L’intervento dell’ing. Gino Dipierri dellaCarlo Gavazzi Green Power S.p.A., a conclusione della giornata di Venosa del 16 aprile [Guarda il video], pone interrogativi sulla perseguibilità delle tesi sostenute circa l’utilizzo della paglia che costituirebbe l’80% del combustibile impiegato. “40-60 aggregatori” di filiera corta, alias produttori locali di paglia, ovvero agricoltori locali riconvertiti in braccianti meccanizzati, grazie alla centrale, produrrebbero la biomassa da incenerire in un impianto della potenza elettrica di oltre 35 MW. Si apprende, inoltre, che la centrale a biomassa di località Acinello di Stigliano-Aliano (MT) costa – sempre secondo il rappresentante della società – 100 milioni di euro, e richiede un investimento annuo in biomassa pari a 15-18 milioni di euro. Il numero degli addetti previsti presso la centrale è pari a 50 unità. 10 addetti per ogni megawatts installato (per Acinello mancano però all’appello 15 addetti). 25 sono i milioni disponibili per i subappalti. Se dovesse mancare la paglia, l’azienda si rivolgerebbe al cippato vergine che – fa sapere sempre l’ing. Dipierri – verrebbe acquistato grazie a convenzioni con ditte specializzate nel settore forestale ed in parte prelevato dalla pulizia dei corsi d’acqua. Con Delibera n.53 del 6 maggio 2009, l’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas ha accolto – ai sensi dell’art.15, comma 2, del Decreto Legislativo n.79/99, come modificato dall’art.34 della Legge n.273/02 – l’istanza della Carlo Gavazzi Green Power S.p.A., titolare del progetto per la realizzazione della centrale a biomasse di contrada Acinello di Stigliano (Matera). La multinazionale milanese aveva ottenuto la sospensiva dal TAR Basilicata di una Delibera Regionale che limitava la potenza dell’impianto a 13 MW, che attualmente è invece pari a 35 MW. Per non rinunciare agli incentivi di cui all’art.3, comma 7, della Legge n.481/95 – è quanto si legge nella delibera dell’AEG – la “Carlo Gavazzi”, in data 20 marzo 2009, ha presentato all’Autorità per l’Energia ed il Gas, anche sulla scorta di una sentenza favorevole del TAR Lombardia, “la richiesta unitamente all’autorizzazione necessaria alla costruzione dell’impianto non ancora in esercizio, pena la decadenza da ogni diritto alle incentivazioni medesime”.

venerdì 20 aprile 2012

Aprilia la città che non si arrende

foto da: www.promoambiente.it
Lombardi: «Manterremo alta la guardia su prescrizioni e controlli»

«DAGLI STUDI e dalle simulazioni che abbiamo realizzato il raggio delle emissioni prodotte dalla Turbogas, in condizioni climatiche normali, è di circa tre chilometri e mezzo dalla centrale. Noi dell’Arpa Lazio, ma anche il Comune di Aprilia, sappiamo quali sono le zone più a rischio. Esistono delle cartine che evidenziano le aree maggiormente interessate dall’impianto di Campo di Carne». Il commissario straordinario di Arpa Lazio Corrado Carrubba, ieri pomeriggio (Venerdì 13 aprile), presso l'aula consiliare di piazza Roma, durante l’incontro tecnico con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e la cittadinanza, ha spiegato e chiarito doveri e competenze dell’agenzia che si occupa del monitoraggio della qualità dell’aria su tutto il territorio regionale. «Verificheremo che le due centraline realizzate ed allocate da Sorgenia – spiega l’avvocato Carruba – funzionino secondo le prescrizioni di legge. In questi mesi abbiamo già elaborato dati e modelli che sono a disposizione di tutti. Le nostre competenze riguardano esclusivamente il controllo della qualità dell’aria. Ciò lo stabilisce anche la legge regionale di risanamento che obbliga l’Arpa Lazio a monitorare l’intero territorio regionale ed informare gli amministratori su eventuali situazioni potenzialmente critiche. Chi, invece, verifica la regolarità della struttura e, soprattutto che il livello delle emissioni non oltrepassi il limite previsto dalla legge è l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un ente nazionale che avrà il compito di eseguire controlli ordinari e straordinari presso la Turbogas di Campo di Carne. Solitamente, le ispezioni all’interno di queste centrali, sono due all’anno». Il messaggio dell’amministrazione alla cittadinanza che ha partecipato alla seduta pubblica è stato chiaro. Il Comune di Aprilia continuerà ad impegnarsi attivamente, cercando di obbligare Sorgenia a seguire tutte le prescrizioni dettate dalla legge. Non solo, con l’ingresso in una nuova fase, quella della produzione di energia della Turbogas, l’ente di piazza Roma non si farà cogliere impreparato quando sarà convocato al tavolo dell’Aia. «L’incontro di oggi – afferma l’assessore all’Ambiente Alessandra Lombardi - è un segnale di trasparenza importante nei confronti dell’intera comunità apriliana. Continueremo a fare tutti i controlli del caso. Conosciamo a memoria tutte le prescrizioni che Sorgenia deve rispettare. Inoltre, dopo aver incontrato i cittadini, le associazioni ed i comitati di quartiere, realizzeremo una delibera in cui stabiliremo come spendere le compensazioni che ci spettano per legge». «Credo che questo non basti – risponde il consigliere del Pd Vincenzo Giovannini – perché a mio avviso l’amministrazione dovrebbe affidarsi ad una struttura interna, ad uno staff di tecnici e professionisti, che già in passato hanno lavorato proficuamente per l’ente comunale, in grado di garantire il comune di Aprilia e la tutela ambientale della città».

Articolo di Alessandro Piazzolla
Latina Oggi 14 aprile 2012

domenica 1 aprile 2012

Rewetland, riqualificazione delle acque superficiali dell'Agro Pontino

Il Comune di Latina, insieme alla Provincia di Latina, al Parco Nazionale del Circeo, al Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e alla U-Space s.r.l., ha finanziato il progetto Rewetland per la salvaguardia dell'ambiente naturale Life+ che intende definire un programma di riqualificazione delle acque superficiali dell'Agro Pontino, attraverso la realizzazione di un sistema di fitodepurazione diffusa. Qui di seguito troviamo delle relazioni tecniche a riguardo:

Il progetto REWETLAND (Widespread introduction of constructed wetlands for a wastewater treatment of Agro Pontino), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “LIFE+2008”, è un progetto dimostrativo e sperimentale, che prevede la redazione di un Programma integrato di Riqualificazione Ambientale nell’Agro Pontino, territorio caratterizzato da condizioni critiche di inquinamento dei corpi idrici, dovute principalmente all’attività agricola intensiva. Obiettivo del progetto è sperimentare e sviluppare una serie di trattamenti biologici per la riduzione dell’inquinamento diffuso da fitofarmaci e la bio-attenuazione dei carichi inquinanti attraverso l’impiego di strumenti di fitodepurazione diffusa quali fasce ecotonali, ecosistemi filtro e zone umide artificiali.
Il progetto REWETLAND interverrà su tutto l’Agro Pontino (circa 700 kmq), operando perciò non su un singolo corso d’acqua, ma considerando l’intera rete dei canali di bonifica (2200 km) come un unico oggetto di intervento, cosa che presuppone un cambio radicale nelle tecniche attuali di manutenzione dei canali e in generale di gestione del territorio e del paesaggio.


Ma cosa fa la politica per impedire che l'ambiente e le acque vengano inquinate?
Quali programmi elettorali o ancor meglio tecnici scientifici sono stati adottati per evitare che i fiumi dell'Agro pontino si ammalino?

Il progetto Rewetland è stato finanziato con una somma di 4 milioni di Euro, allo scopo di analizzare il vasto territorio. Quanti milioni di Euro occorrono per risolvere i problemi che sicuramente avranno ben individuato i ricercatori del progetto?

sabato 4 febbraio 2012

Nuovi guai in vista per la Sep

Dati del 3 feb 2012 - lamiaaria.quotidiano.net
Blitz di polizia provinciale e Asl: nel mirino i livelli di inquinamento ambientale

Non c’è pace per la Sep, l’industria di Mazzocchio per la trasformazione dei rifiuti in compost. Ieri mattina, in vista della ripresa dell’attività prevista per marzo, gli ispettori dell’Arpa e dell’Ufficio igiene dell’Asl hanno effettuato un controllo in via Marittima accompagnati dagli agenti della polizia provinciale e dei vigili urbani di Sabaudia. Dovevano controllare se l’amministrazione della Società ecologica pontina aveva ottemperato alle prescrizioni imposte per la ripresa dell’attività. Ancora una volta, però, il controllo ha evidenziato irregolarità che sono state verbalizzate dagli ispettori. In primo luogo l’industria non avrebbe rispettato le prescrizioni, ma quello che è più grave a Mazzocchio sarebbero ancora presenti livelli alti di inquinamento ambientale e dell’atmosfera. Per cui già questa mattina gli ispettori di Arpa ed Asl inoltreranno alla procura della Repubblica un esposto penale. Nel corso dei controlli la polizia municipale avrebbe ravvisato, inoltre, difformità strutturali che saranno meglio vagliate nei prossimi giorni. A causa dei miasmi prodotti dalla Sep nel trattamento dei rifiuti, a Mazzocchio si è costituito un comitato spontaneo di 600 persone: cittadini e imprenditori che chiedono maggiore attenzione a tutela dell’ambiente. Negli scorsi anni il comitato ha prodotto una serie di esposti che hanno portato al sequestro dell’impianto da parte della Procura della Repubblica ed al rinvio a giudizio il titolare dell’azienda per reati ambientali. Il più grave dei quali è costituito dall’emissione di gas nocivi in atmosfera: emissioni probabilmente provocate dalla reazione chimica provocata dal miscuglio di rifiuti di natura diversa per la produzione del compost. Ieri l’ennesimo controllo che ha portato all’accertamento di nuove irregolarità. 

Articolo di Giovanni Stravato
31 gennaio 2012 Latina Oggi

venerdì 1 luglio 2011

Pianta la tua piccola foresta con Unimondo

Il 20 dicembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione proclamando il 2011 "Anno Internazionale delle Foreste" (Aif) per sostenere l’impegno di favorire la gestione, conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani. Unimondo, per il 2011, ha un motivo in più per proporre la campagna 1 fan 1 albero con il supporto di Informazione Libera. Trattasi di un progetto di riforestazione in Kenya a compensazione della C02 che produciamo ogni giorno. La riforestazione è curata da Tree is Life, un gruppo di giovani agroforestali che sono già stati premiati per la loro efficienza. Tree is Life è un progetto sostenuto da 8 anni da Unimondo. Il numero di alberi che verrà piantato in Kenya dipenderà dal numero di amici che sono diventati fan di Unimondo.

Come si fa?...4 passi:

1) entra in Facebook;

2) cerca “Unimondo Face2Facebook”;

3) diventa fan…se non lo sei già;

4) suggerisci agli amici che hai in Facebook di diventare fan di Unimondo;

Per approfondire: www.unimondo.org

L’assessore ai servizi demografici del Comune di Trento, dopo la comparsa dell’articolo “l’albero che cade e la foresta che cresce” ha telefonato ad Unimondo proponendo per ogni nato in città l’impianto di un albero in Kenya. Con la speranza che anche altri comuni possano seguirne l’esempio. Sarebbe un bell’anno internazionale. Sostieni anche tu la campagna 1 fan 1 albero. Pianta oggi stesso, come suggerito da don Luigi Ciotti, il tuo albero.

articolo di Fabio Pipinato

Il Video di “Tree is Life”

sabato 16 aprile 2011

Il nucleare impossibile

Domani catena umana attorno alla centrale di Sabotino


L’INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE A VENTICINQUE ANNI DAL DISASTRO DI CHERNOBYL IN VISTA DEL REFERENDUM




Immagine da : http://solleviamoci.wordpress.com

UNA catena umana attorno alla centrale spenta di Sabotino, per dire no al nucleare e per ricordare il disastro di Chernobyl. L’iniziativa è di Legambiente e si terrà domani mattina nell’ambito dell’annuale giornata indetta per ricordare l’incidente nucleare del 1986. Quest’anno il Comitato pontino per i «Sì» contro il nucleare e per l’acqua pubblica (i due quesiti del prossimo referendum) ha organizzato, per oggi e domani, due giornate all’insegna della sensibilizzazione e, soprattutto, sull’informazione sui due temi. Il comitato, che si presenta come una sorta di snodo dove affluiscono tutte le diverse associazioni locali attive contro il nucleare e in favore dell’acqua pubblica, ha previsto per oggi pomeriggio un dibattito proprio sul nucleare presso il Circolo Cittadino, a partire dalle 17, mentre l’appuntamento di domani si terrà alle 9 sempre in piazza del Popolo; proprio da lì partirà un «Criticalmass», formalmente conosciuto come un raduno di ciclisti che, sfruttando la forza del numero, invadono le strade normalmente usate dal traffico, quasi una sfida all’automobile. L’arrivo, previsto alle 10 nel piazzale di Foceverde di Borgo Sabotino, darà il via ad una manifestazione che, oltre ad essere un’occasione per ricordare il disastro di Cernobyl, dispiegherà i partecipanti in una «catena umana» intorno alla centrale nucleare. «Latina - ci dice Alessandro Loreti, presidente di Legambiente Latina - è l’emblema della disutilità del nucleare, soprattutto per la gestione delle scorie». Infatti, in contrasto con quelle che furono le promesse di un completo smantellamento della centrale pontina, il reattore contiene ancora 2 mila tonnellate di grafite altamente radioattiva. In aggiunta, è «atteso» per il 2025 il rientro dalla Scozia di circa 18 metri cubi di scorie di «terza categoria» intese come quei rifiuti che, nella catalogazione di trattamento e stoccaggio delle scorie nucleari, sono caratterizzati dal maggior tempo di decadimento (centinaia di migliaia di anni). «Non esiste democrazia senza trasparenza, e il nucleare è l’occulto per eccellenza». Queste sono le parole dell’ex presidente di Legambiente Gustavo Giorgi che, nella conferenza stampa di ieri mattina, ha focalizzato l’importanza che deve assumere l’informazione in questo campo. Difficilmente si viene informati infatti, che dal 2005 molti impianti fotovoltaici riescono a produrre circa 3 gigawatt di energia pulita, circa il doppio di quella che produce una centrale nucleare, ed è prevista una crescita esponenziale di questa entro i prossimi 9 anni, fino a raggiungere gli 8 gigawatt. Indipendentemente dal referendum di giugno, la battaglia di Legambiente continuerà soprattutto in termini di legalità, informazione e su un maggior controllo dei siti.

Articolo tratto da http://www.latina-oggi.it/

domenica 6 marzo 2011

Francia: estrazioni di gas scisto

Dal blog: www.ecoblog.it/

Mentre in Italia ci titilliamo con il giochino del nucleare, in Francia sono già oltre: trivellazioni alla ricerca di gas scisto o gas non convenzionale. Come dire? Nonostante le loro 19 centrali nucleari non dormono sonni tranquilli e sono comunque alla ricerca di carburanti. Rifornirsi di gas da Putin e lo sappiamo anche noi italiani è davvero un problema.

Ecco nascere perciò il piano di trivellazioni che riguarda sopratutto il sud della Francia, che sta mandando su tutte le furie, cittadini, ambientalisti e ultimi, ma solo in ordine di apparizione, gli 80 parlamentari della Regione Languedoc- Roussillon, una delle più interessate dalle perforazioni. In pole position per accaparrarsi le autorizzazioni concesse dal Ministero dell’Ecologia i soliti noti: Total, GDF-Suez, Schuepbach Energy, Toreador France, Vermillion.

Hanno dichiarato congiunti gli 80 parlamentari, sostenuti da una petizione promossa da Greenpeace e firmata da 65mila persone:

Non possiamo non reagire alla mancanza di trasparenza da parte dello Stato e all’incoerenza sulla difesa dell’ambiente sancita da Grenelle. Le associazioni e i cittadini attraverso le istituzioni che li rappresentano non sono stati consultati in merito.

L’estrazione di gas scisto è una delle operazioni più devastanti per l’ambiente. Le tecniche impiegano solventi chimici che non sono tutti recuperabili. Dunque il sottosuolo viene contaminato. Si consumano inoltre ingenti quantità di acqua. Il New York Times ha denunciato che le acque di risulta sono pericolosamente radioattive. L’articolo è uscito un paio di settimane fa (lo trovate qui) e come riporta dorsogna:

Un solo pozzo produce 1 milione di galloni di acqua di scarto - 4 milioni di litri - spesso saturi di sali corrosivi, sostanze carcinogene come il benzene e radioattive come il radio, anche lui carcingeno. Alcune di queste sostanze sono naturalmente presenti sottoterra e il fracking li mescola all’acqua di scarto, altre invece vengono immesse artificialmente dall’uomo nelle miscele perforanti.

Negli Usa lo stato che sta pagando di più in termini ambientali l’estrazione di scisto è la Pennsylvania, ma il fracking sta facendo danni anche in Colorado, Ohio, Pennsylvania, Texas e West Virginia.

giovedì 5 agosto 2010

Terre sommerse e avvelenate?...Forse!

Sempre di acqua voglio continuare a parlare, in questo afoso Agosto, dopo la vittoria di una raccolta strepitosa di firme per salvare l'acqua pubblica, con la volontà diffusa di ritornare ad una gestione pubblica del servizio idrico, dopo le indagini sullo stato di vita delle acque in Italia, dopo aver visto il film documentario Home, di acqua bisogna continuare a parlare.

Delle irrefrenabili domande spuntano fuori come funghi, che come sappiamo bene tutti, senza le piogge non nascono, invece le nostre domande vogliono spiccare il volo, magari come facevano tempo indietro, quando NO TURBOGAS era molto più velenoso della centrale che vogliono costruire e chiedeva, si domandava e interrogava.

Adesso sarebbe meraviglioso se uscendo fuori di casa, andassimo ad intervistare il responsabile del Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino per farle due semplici domande.

La prima è collegata al Film che prima ho citato, dove si menziona il fatto che in giro di dieci anni, lo scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale che noi esseri umani stiamo influenzando pesantemente con le nostre attività produttive, inquinanti, consumistiche e industriali, porterà ad un alzamento degli oceani e dei mari tutti di 7 metri.

Che piano si sta attuando nel territorio dell'agro pontino, per prevenire l'inondazione delle terre?
Sappiamo che il sistema di gestione delle Idrovore è diretto dal Consorzio e queste hanno la funzione di svuotare la valle con le sue depressioni per pompare l'acqua verso i fiumi che la portano al mare, tutto ciò per evitare che si ri-allaghi un territorio che è in continuo equilibrio.

La seconda domanda è invece rivolta al problema dell'inquinamento delle acque.
Da un rapporto con il titolo: sul piano nazionale di monitoraggio delle acque interne, superficiali e sotterranee” dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Apat), emerge che le acque italiane sono contaminate da 119 tipi di pesticidi. Un fenomeno che investe anche le falde idriche, per non parlare poi dello stato di avvelenamento che esiste nei nostri fossati, che vengono utilizzati per l'irrigazione.
Cosa state facendo per salvare le acque dall'inquinamento da pesticidi?
Forse non riuscirò mai a fare queste due domande, forse ce ne sarà uno prima di me, forse mi cimenterò di più sulla questione...forse approfondirò....forse documenterò...forse!

In Forse vi lascio, in un periodo di delicati equilibri, come si può essere sicuri?
Noi continueremo la nostra battaglia, la nostra volontà di sensibilizzare, di riportare importanti argomenti, magari anche con il vostro aiuto.

giovedì 3 giugno 2010

Manovra, Aper: il Governo condanna le rinnovabili

Cancellato l´obbligo da parte del GSE di ritirare i certificati verdi in esubero
di Rossella Calabrese

03/06/2010 - Sono state confermate nel testo finale della manovra finanziaria due disposizioni che condannano il settore delle energie rinnovabili. È la denuncia dell´Aper, l´Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, all´indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra (Decreto-legge 78/2010).

L´articolo 15 - spiega Aper - impone agli impianti idroelettrici di grande derivazione un nuovo canone, mentre l´art. 45 cancella l´obbligo da parte del Gestore dei servizi elettrici (GSE) di ritirare i certificati verdi in esubero. I certificati verdi, ricordiamo, rappresentano un sistema di incentivazione per le energie alternative; l´obbligo di ritiro dell´eccesso di offerta era stato introdotto dalla Finanziaria 2008 e attuato dal DM 18 dicembre 2008, imponendo al GSE di ritirare i certificati rimasti invenduti fino al 2011.

Le due misure, secondo l´Associazione, sembrano confermare la precisa volontà da parte del Governo di non proseguire il cammino verso gli obiettivi europei del 2020, senza peraltro incidere in alcuna maniera sui conti pubblici.

"Queste due misure non comportano alcun vantaggio per le casse dello Stato - evidenzia Roberto Longo, presidente di APER - al contrario si rinuncia al gettito fiscale che ne potrebbe derivare,condannando a morte un settore che mostra ancora vivacità imprenditoriale, economica e tecnologica e grazie al quale l´Italia può ancora essere competitiva
nei confronti di altre economie. Da non sottovalutare inoltre - continua Longo - la forte turbativa che tali provvedimenti creeranno negli istituti di credito, con conseguente perdita di credibilità del Sistema Paese nei confronti del mondo finanziario."

L´Associazione si augura quindi che queste norme, pubblicate alla vigilia dell´invio del Piano d´Azione Nazionale dovuto entro la fine di giugno, possano ancora essere modificate permettendo l´allineamento in extremis dell´Italia alle politiche energetiche europee in materia di rinnovabili. APER lancia quindi un appello alle forze politiche perché procedano ad un´attenta e approfondita riflessione sulla questione.
Fonte:
www.edilportale.com

martedì 18 maggio 2010

Appuntamenti per l'ambiente il 21 Maggio tra polveri sottili e risparmio energetico

INQUINAMENTO E POLVERI SOTTILI:
quali conseguenze sulla salute?
Giustifica

Sappiamo ormai da tempo come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo è dovuto in gran parte alle cosiddette polveri sottili, generate dall'attività umana, che rappresentano una minaccia grave per la salute, finendo talvolta con l'alterare persino il DNA delle cellule degli organismi. Il nostro modello economico: l'industria, i trasporti, i processi di combustione dei rifiuti ecc., sono fonti continue del cosiddetto particolato il quale, più è sottile, più è pericoloso.
- Quali le conseguenze sulla salute umana?
- Come prevenire i rischi?
Sono domande importanti alle quali non sembra che i mass-media siano riusciti finora a dare risposte adeguate.
Patrizia Gentilini, oncologa di fama, appartenente all'ISDE ( Institute doctors environment "Istituto medici per l'ambiente"), ha approfondito da tempo queste problematiche con importanti ricerche.

VENERDI 21 Maggio, ore 18:00
FRASCATI - Scuderie Aldobrandini - Piazza Marconi

PATRIZIA GENTILINI
oncologa, ISDE

FRANCO MEDICI
"La Sapienza" Università di Roma, ingegnere chimico

iniziativa a cura di
ENRICO DEL VESCOVO
Presidente di Italia Nostra Castelli Romani
INGRESSO LIBERO

Organizzano e promuovono: Associazione Alternativ@Mente e Italia Nostra Castelli Romani; info: 3331135131.

Roma corso di risparmio energetico in casa, 21maggio

Venerdì 21Maggio nello splendido Teatro India , (lungotevere Gassman, già dei Papareschi) ore 21.00-23.00 si terrà il corso Unisf di Risparmio Energetico in Casa.
Dalia Sestieri, architetto esperta in consulenza energetica, ci parlerà del perché sarebbe auspicabile ridurre al massimo i consumi nelle nostre abitazioni, ma soprattutto ci spiegherà come farlo!
Ci mostrerà come ridurre i costi di riscaldamento e elettricità con semplici interventi fai da te; ad esempio: vari modi per evitare la dispersione di calore, o per stare freschi utilizzando meno il condizionatore, come ridurre il consumo d’acqua, o come utilizzare meglio tutti i nostri elettrodomestici..
Si parlerà anche di certificazioni energetiche e delle leggi che le regolano in Italia e nell’Unione europea.
Questo corso, solo teorico, ci renderà più consapevoli delle reali possibilità che abbiamo da subito per ridurre bollette e sprechi, e la pratica la dovremo svolgere noi a casa..seguendo i preziosi consigli forniti, facendo i controlli opportuni e, ove possibile, intervenendo in maniera più decisiva con piccoli investimenti (isolare le pareti, il sottotetto..) per rendere la casa energeticamente più efficiente, risparmiando e riducendo le emissioni di CO2 dannose per l’ambiente.
Se molti di noi già usano molti accorgimenti pieni di buonsenso nella gestione dell’energia domestica, sarà comunque molto interessante sentire i consigli e le spiegazioni di un’esperta del settore e sarà una buona occasione per imparare qualcosa di più tecnico riguardo l’energia.. Accorrete numerosi, non c’è numero chiuso a questo corso!
Il contributo minimo richiesto per questo corso è di tre euro.
Al termine del corso potrete avere la dispensa del corso se portate con voi un supporto hardware , o vi verrà mandata via mail in seguito.

Per iscrizioni:
https://spreadsheets.google.com

Per informazioni: roma.unisf@gmail.co

lunedì 14 dicembre 2009

ENERGIA SPORCA

Credo che l’Italia sia il paese europeo dove la conferenza di Copenhagen sul clima ha suscitato meno interesse. Nella pagina 150 del Televideo Rai la faccenda sopravvive al terzo posto, in calo. Il clima la peggiore catastrofe planetaria dai tempi dell’asteroide che liquidò i dinosauri, non frega gran che. Vuoi mettere con Spatuzza? Con gli insulti di Berlusconi alla Corte Costituzionale? Con “le palle” del presidente del consiglio? A Rosignano Solvay si vorrebbe costruire l’ennesimo rigassificatore italiano, il secondo della Toscana (l’altro è la bomba off shore di Livorno). Essendo l’Italia la peggiore in classifica nel rispetto del fu Protocollo di Kyoto, il delirio rigassificatore bipartisan – non so più se se ne vorrebbero fare tredici o quindici – è stravagante: è vero che il gas inquina di meno del petrolio, ma è pur sempre una fonte fossile. Eppure, ecco che a Rosignano Solvay, informa il gazzettino radiofonico regionale della Rai, quando la regione esprime un parere negativo la comunità insorge, i lavoratori e il sindacato pure, e “solo gli ambientalisti” sono contenti (cito la radio, chissà come stanno le cose), così la regione si affretta a precisare che il suo parere, richiesto dal Ministero, non è comunque vincolante. Nella finanziaria si tagliano, tra giornali e scuola, anche i famigerati CIP6, i contributi di Stato molto abbondanti alle “Energie alternative assimilate”, cioè a derivati del petrolio, rifiuti e altre schifezze. Peccato che assieme ai CIP6 si taglino gli spiccioli che andavano alle energie alternative effettive. In compenso, il Ministro di Genova 2001, Scajola, fa annuncio tromboneschi sulla costruzione prossima, dopodomani, anzi prima, di chissà quante centrali nucleari (e sono d’accordo anche il PD e il suo prossimo alleato Casini), delle quali il meno che si possa dire è che, se nel costo finale dell’energia si calcolassero anche gli esorbitanti costi di costruzione, della sicurezza, gli aiuti di Stato e lo smaltimento delle scorie probabilmente converrebbe ingaggiare qualche milione di persone perché pedalino e producano energia in questo modo. L’intero dibattito, chiamiamolo così, sull’argomento è semplicemente demenziale. Tutti sono in ginocchio davanti al Governo per chiedere che gli incentivi per l’acquisto di automobili vengano rinnovati anche per il 2010: misura ecologica, si dice, perché le nuove auto invece di 140 grammi al Km di Co2 ne produrranno 120, e mannaggia se il numero complessivo di auto continua ad aumentare, con effetti collaterali (oltre ai gas serra, cioè) piuttosto rilevanti, come ad esempio lo strangolamento delle città, quella cosa per cui il presidente lombardo e i suoi colleghi della provincia e del comune di Milano si prendono un avviso di garanzia per non aver fatto nulla in proposito, e quella faccia di bronzo di Formigoni, lo sventola in una conferenza stampa presentandolo come un complotto ai suoi danni: pesante, dice ai giornalisti, non sapendo cosa inventarsi contro di me, tirano fuori questa fesseria. E ha ragione: non un giornalista giudica una faccenda seria, quasi irrimediabile e drammatica per la salute cittadina i gas di scarico, la qualità dell’aria e i gas a effetto serra. Come nessun politico o quasi, e nessun giornale o quasi, si preoccupa, anzi a sentito parlare, della certificazione energetica degli edifici: in Italia consumiamo, per riscaldare le case, il doppio che in Germania. Proporzione inversa a quella dell’insolazione del terreno. Mi correggo: la regione Lazio per quel che ne so, ha inserito nel Piano Casa una clausola per cui, se si abbatte e si ricostruisce un edificio, bisogna farlo con criteri di risparmio energetico. Ma se il “premio” è di un 40% in più di cubatura, quanta energia consumerà il nuovo edificio in confronto a quello vecchio? Ecco, la questione energetica e il clima sono usati come una foglia di fico: una volta si diceva “e poi ci sono le donne, o i giovani…”, adesso “e poi c’è l’ambiente”. La Cgil sta ricoprendo il tetto della sua sede nazionale di pannelli fotovoltaici. Scelta ottima. Dice che vorrebbero farlo per tutte le sedi in giro per l’Italia. Ma perché il sindacato non pretende, magari facendoci uno sciopero, un Piano energetico che allo stesso tempo potrebbe abbattere i gas serra e, come appunto in Germania, produrre 350mila posti di lavoro?

Articolo di Pierluigi Sullo tratto dal Manifesto di sabato 12 Dicembre

venerdì 11 dicembre 2009

100 PIAZZE PER IL CLIMA

Il 12 dicembre 2009 - 100 Piazze per il Clima Manifestazioni in tutt'Italia

DA' UN TAGLIO ALLE EMISSIONI: PIU' INVESTIMENTI PER LA CICLABILITA' URBANA E PER L'INTERMOBILITA' BICI E TRENO

Anche la FIAB aderisce alla coalizione nazionale "In marcia per il clima" che, in occasione del summit di Copenaghen dal 7 al 12 dicembre prossimi, lancia l'appello "Fermiamo la febbre del pianeta". Più di 15milioni di persone chiedono al governo italiano impegni precisi per ridurre le emissioni di Co2. Firma anche tu la petizione online su www.100piazze.it .








È tempo di agire. Tutti possono fare qualcosa, rivedendo i propri stili di vita. Come? "Per esempio - spiega Antonio Dalla Venezia, presidente nazionale FIAB - non acquistando i SUV (a cosa servono in città?) oppure lasciando parcheggiata l'auto sotto casa per andare in ufficio in bicicletta specie se si abita in una città pianeggiante e se il luogo di lavoro dista 3-5 Km dall'abitazione. Oppure chiedendo alle scuole e all'Amministrazione comunale di organizzare i "bicibus" e collaborando per accompagnare a turno i propri figli e quegli degli altri in bicicletta, invece che in auto. Oppure, ancora, usando la formula treno+bici per spostarsi ogni giorno nei tragitti pendolari o il fine settimana per escursioni e gite, chiedendo a Trenitalia di organizzarsi meglio per favorire - e non scoraggiare - il trasporto integrato bici e treno, e alle Regioni - sull'esempio positivo di Puglia, Campania e Marche - di introdurre il trasporto gratuito della bici al seguito, facendo rientrare gli oneri tra i costi dei contratti di servizio sottoscritti con le Amministrazioni regionali, in sede di rinnovo".

Il 12 dicembre, in coincidenza con il Summit internazionale ONU sul clima che si terrà dal 7 al 18 dicembre a Copenhagen, le oltre 50 associazioni di "In marcia per il clima", organizzeranno dibattiti, spettacoli, manifestazioni in bicicletta, proiezioni di film e documentari sull'ambiente, mostre tematiche e incontri gastronomici, per sensibilizzare i cittadini sul tema della lotta ai cambiamenti climatici. Anche la FIAB con le proprie associazioni locali, organizza iniziative a favore della mobilità sostenibile e non motorizzata.

Sottoscrivendo la petizione online (www.100piazze.it) si chiede al Governo Italiano di promuovere un'iniziativa politica forte a Copenaghen che porti ad un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra e quindi di intraprendere iniziative precise e concrete nel nostro Paese per eliminare gli sprechi e migliorare l'efficienza energetica; ridurre i consumi legati ai trasporti favorendo la mobilità sostenibile, promuovere le rinnovabili e adoperarsi per fermare la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il 2020 e nelle aree critiche entro il 2015.

Il clima sta cambiando, qui e ora. Aumentano i temporali violenti, le frane, le alluvioni, le ondate di calore, la diffusione di malattie cui non eravamo abituati, lo scioglimento dei ghiacciai che alza il livello dei mari, la desertificazione di zone sempre più vaste della Terra.

Tutti gli italiani responsabile e consapevoli sono invitati a partecipare alle inziative organizzate nelle rispettive città. Tramite il sito www.100piazze.it sarà possibile conoscere dove e cosa sarà organizzato il 12 dicembre.