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martedì 22 maggio 2012

Esce il libro: "SALVIAMO IL PAESAGGIO!"



Esce per Altreconomia il libro:
"SALVIAMO IL PAESAGGIO!"


Care amiche e cari amici,
vi presentiamo “Salviamo il paesaggio!” , un manuale pratico per difendere l’Italia dal cemento, in formato tascabile. Il libro è scritto da Luca Martinelli (già autore de “Le conseguenze del cemento”) per “Altreconomia Edizioni” (tra i promotori del Forum).

Il libro fa parte della collana “Io lo so fare”, e nasce con l'obiettivo di fornire strumenti, sia attraverso un'analisi della normativa sia presentando numerose esperienze di comitati locali e amministrazioni coraggiose. Le loro storie vanno condivise, perché sono ricche di “idee di copiare”!
La prefazione è di Carlin Petrini, di Slow Food, che ha scritto: “Questo libro si rivela un altro strumento indispensabile per orientare la nostra azione, per renderla consapevole e competente. Ci richiama alle nostre responsabilità ma ci indica anche degli strumenti per fare pressione, per agire concretamente, sia a livello locale sia a livello nazionale. Fermare il cemento e il consumo di suolo fertile deve diventare una delle priorità di un Paese che si voglia chiamare civile; lo scempio è andato troppo avanti senza nessun freno, è ora di porre un limite, più in generale di riprendere coscienza dei limiti”.

Il libro ha un costo di 4 euro (per 104 pagine) e verrà distribuito tramite le librerie, le botteghe di commercio equo e attraverso il sito di Altreconomia.

LEGGI LA SCHEDA DEL LIBRO >

domenica 1 aprile 2012

Rewetland, riqualificazione delle acque superficiali dell'Agro Pontino

Il Comune di Latina, insieme alla Provincia di Latina, al Parco Nazionale del Circeo, al Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e alla U-Space s.r.l., ha finanziato il progetto Rewetland per la salvaguardia dell'ambiente naturale Life+ che intende definire un programma di riqualificazione delle acque superficiali dell'Agro Pontino, attraverso la realizzazione di un sistema di fitodepurazione diffusa. Qui di seguito troviamo delle relazioni tecniche a riguardo:

Il progetto REWETLAND (Widespread introduction of constructed wetlands for a wastewater treatment of Agro Pontino), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “LIFE+2008”, è un progetto dimostrativo e sperimentale, che prevede la redazione di un Programma integrato di Riqualificazione Ambientale nell’Agro Pontino, territorio caratterizzato da condizioni critiche di inquinamento dei corpi idrici, dovute principalmente all’attività agricola intensiva. Obiettivo del progetto è sperimentare e sviluppare una serie di trattamenti biologici per la riduzione dell’inquinamento diffuso da fitofarmaci e la bio-attenuazione dei carichi inquinanti attraverso l’impiego di strumenti di fitodepurazione diffusa quali fasce ecotonali, ecosistemi filtro e zone umide artificiali.
Il progetto REWETLAND interverrà su tutto l’Agro Pontino (circa 700 kmq), operando perciò non su un singolo corso d’acqua, ma considerando l’intera rete dei canali di bonifica (2200 km) come un unico oggetto di intervento, cosa che presuppone un cambio radicale nelle tecniche attuali di manutenzione dei canali e in generale di gestione del territorio e del paesaggio.


Ma cosa fa la politica per impedire che l'ambiente e le acque vengano inquinate?
Quali programmi elettorali o ancor meglio tecnici scientifici sono stati adottati per evitare che i fiumi dell'Agro pontino si ammalino?

Il progetto Rewetland è stato finanziato con una somma di 4 milioni di Euro, allo scopo di analizzare il vasto territorio. Quanti milioni di Euro occorrono per risolvere i problemi che sicuramente avranno ben individuato i ricercatori del progetto?

martedì 7 febbraio 2012

Parte il censimento Nazionale degli immobili sfitti non utilizzati

Il 13 febbraio partirà la campagna per il censimento nazionale degli immobili sfitti o non utilizzati, vi invieremo un'apposita newsletter fra qualche giorno con tutte le informazioni utili.
Nel frattempo, abbiamo inviato due lettere ufficiali a nome delle 583 associazioni aderenti al forum. 
La più recente è una LETTERA AL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA Mario Catania, sul consumo di suolo legato alle energie rinnovabili (pannelli fotovoltaici, serre fotovoltaiche e biogas)
La seconda, inviata qualche settimana fa, è una LETTERA AL MINISTRO DEI BENI CULTURALI Ornaghi, sulla normativa in materia di reati contro il patrimonio culturale. Il ministro ci ha risposto alcuni giorni fa.
Queste lettere derivano da discussioni condivise all'interno del gruppo di coordinamento nazionale, secondo il principio basilare che le decisioni vanno assunte per condivisione assoluta e non per maggioranze. Chi fosse interessato ad iscriversi al gruppo di coordinamento nazionale può farlo da questa pagina (attenzione: iscrivendosi al gruppo si riceveranno molte email!).
Inoltre, vi invitiamo cliccare "mi piace" sulla nostra pagina facebook per essere sempre aggiornati sulle novità!

martedì 24 gennaio 2012

Buone pratiche Ecologiche



A novembre il Festival della Sostenibilità di Latina, ha dato la possibilità di aprire la visuale ai cittadini della provincia di Latina alle buone pratiche quotidiane e non per rispettare l'ambiente. Tra le Associazioni che erano presenti, il Cantiere Creativo di Pontinia ha offerto la dimostrazione di come si può ottenere un sapone ecologico per lavare i piatti. 

lunedì 23 gennaio 2012

Il Suolo è dei nostri Figli

Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, è il primo Comune in Italia ad aver approvato un piano regolatore che esclude la possibilità di edificare occupando nuove superfici.Il suo giovane sindaco, Domenico Finiguerra, consapevole che ogni anno in Italia si perdeuna quantità di suolo pari a 240.000 campi da calcio, ha dato il via al movimento Stop al consumo di territorio ed è riuscito a trasformareun piccolo e sconosciuto Comune in un concreto esempio di riferimento per tutto il territorio nazionale. A Cassinetta un’amministrazioneintraprendente ha dimostrato di saper passare dal pensiero globale all’azione locale, non solo adottando misure innovatrici in campo ambientale, ma provando anche a immaginare modi nuovi, creativi ed efficaci per migliorare la vita della comunità, senza consumare risorse maanzi preservandole per le generazioni future. Ecco dunque che Domenico Finiguerra e il suo Comune sono diventati un modello per molte altre realtà locali: dalla non cementificazione all’attento recupero dell’esistente, dal supporto al movimento per l’acqua bene comune alla valorizzazione del patrimonio artistico come fonte di guadagno alternativa all’urbanizzazione, Cassinetta di Lugagnano sta indicando la strada da seguire per frenare il processo di autodistruzione cui in Italia si assiste da decenni e per diffondere tra amministratori e cittadini la consapevolezza che la cosa pubblica è preziosa e va gestita in modo nuovo. Un modo non solo responsabile, ma virtuoso, solidale, ecosostenibile, capace di pensare in grande e agire in piccolo.
Fonte: www.ciaccimagazine.org

venerdì 25 novembre 2011

Ecovillaggi in Italia. I venti nuovi progetti


BIOEDILIZIA. Lungo tutto lo Stivale stanno germogliando tanti piccoli semi comunitari di età, formazione ed estrazione sociale diversa, che desiderano mettere radici, condividere l’avventura e restituire al mondo la loro esperienza. Per farlo, basta solo scegliere quello più adatto alle proprie esigenze o nella zona preferita. Incredibile ma vero: anche la nostra cara vecchia Italia, con un carattere non spiccatamente propenso alle novità, culla fra le sue braccia un piccolo popolo variegato di ecovillaggi. No, non stiamo parlando di villaggi turistici a sfondo ambientalista, ma di proprietà suddivise in piccoli nuclei abitativi, in cui gruppi di persone decidono intenzionalmente di condividere la propria vita. L’ecovillaggio, nipote delle Comuni, cugino del cohousing e figlio dell’era della comunicazione e della tecnologia, è un luogo in cui le relazioni sono considerate una fonte di ricchezza di cui avere costantemente cura, e in cui si recupera un rapporto diretto con la natura. Lungo lo Stivale, più di venti ecovillaggi, composti da una media di quindici persone, risparmiano e minimizzano il loro impatto ambientale grazie alla condivisione e ad una serie di buone pratiche. Stiamo parlando di una famiglia intergenerazionale e internazionale collegata ai grandi cambiamenti globali. Un laboratorio di vita che richiede partecipazione, che si traduce in un cambiamento concreto per se stessi e per la Terra. Ogni estate, la Rete Italiana Villaggi Ecologici (Rive) si riunisce quattro giorni per scambiare esperienze, conoscenze, e fare proposte. Quest’anno sono stati presentati ben venti nuovi progetti. Andiamo a conoscerli.
Per informazioni dettagliate sul resoconto del raduno e le specifiche dei progetti, è possibile consultare il sito: www.mappaecovillaggi.it

Coop agricola Il Vignale
Siamo 12 adulti e 3 bambini (ci piacerebbe essere di più). Siamo proprietari di una porzione di casale e 5 ettari di seminativo. Pratichiamo il metodo del consenso e la comunicazione nonviolenta, a cui teniamo molto. Sogniamo un villaggio ecologico autosufficiente, caratterizzato da una dimensione sociale aperta, in grado di interagire col territorio circostante attraverso l’accoglienza e varie altre attività: filiera corta, percorsi didattici sulla sostenibilità, attività motorie e arti circensi.
Civitella Cesi, Blera (Vt), tel 389 5864091 – ilvignale@gmail.com
Il Tornale
Siamo 2 donne con 2 bambini e alcuni simpatizzanti in fase decisionale. A breve firmeremo la proposta di acquisto di un terreno edificabile di 9 ettari, a 70 km da Roma. Abbiamo propensione verso costruzioni tipo earthship e stiamo cercando un bioarchitetto con esperienza in questo campo che ci suggerisca valide soluzioni. Puntiamo all’autonomia in tutti i sensi. Parallelamente lavoriamo a un progetto di scuola libertaria di orientamento montessoriano.
Vejano (Vt), tel 339 4581200 – iltornale@yahoo.it
Vi.E – Villaggio evolutivo
Siamo 13 adulti e 5 bambini. Il Villaggio comprende 2 casali e 22 ettari di terreno. Abbiamo spazi comuni e privati, poiché riteniamo importante l’equilibrio tra singolo e gruppo. Siamo vegetariani e carnivori, filosofi e pragmatici, di tutte le età, di tutte le regioni, provenienti da multiformi esperienze spirituali. Abbiamo intrapreso un percorso di autoformazione. Accogliamo anche nuovi «naviganti».
Via di Corneto, loc. Il Podere- Canino (Vt), tel 393 9418283 – marina.francesconi@gmail.com
Le Conche
Siamo 11 adulti e 9 bambini. Il nostro progetto consiste nell’acquisto collettivo a breve di 4 ettari di terreno con 300 ulivi da coltivare biologicamente, una casa da ampliare e altri alloggi. Intendiamo autoprodurre generi di prima necessità. La ricerca sociale e politica sono la nostra ispirazione: prevediamo la realizzazione di attività culturali, pedagogiche e legate alla salute e all’arte. La proprietà è collettiva e seguiamo il metodo del consenso. Ospitiamo gruppi e persone che vogliano conoscerci e sostenerci.
Miglionico (Matera), tel 329 7992401 – emmagando@gmail.com
Vivere in campagna!
Siamo una coppia e vorremmo realizzare una piccola comunità di famiglie simile alle case coloniche di un tempo. Con una sostanziale differenza: l’assemblea dei proprietari, il cui incarico è gestire i beni e le parti comuni, guidati dai principi di solidarietà, rispetto reciproco e attenzione verso l’ambiente, contando sull’autoproduzione e sull’utilizzo esclusivo di energia rinnovabile. Concetti, questi, espressi nei libri La Decrescita Felice di Maurizio Pallante e La Città del Sole, di Stefano Apuzzo e Nicolò Spinicchia, a cui ci ispiriamo.
Luogo da definire tra Marche e Alto Lazio, tel 347 1477072 – nicolo.spinicchia@fastwebnet.it – www.vieniavivereincampagna.it
Naturare
Siamo 4 adulti e 3 bambini. Operiamo attraverso tre organismi distinti ma correlati fra loro: l’associazione culturale Naturare (2010) gestisce il giardino d’infanzia, attivo dal 2009, oltre a corsi, conferenze, convegni e feste. Il Germoglio (1999) gestisce l’agri-asilo e attività sociali d’ispirazione steineriana. Ci dedichiamo all’autosussistenza, al rifornimento dei gruppi d’acquisto e vendiamo prodotti da forno. Naturare è nel cuore del Salento, immersa in un uliveto secolare.
Copertino, Monteroni (Le), tel 339 5418663 – info@naturare.com – www.naturare.com
Il Giardino della gioia
Da marzo di quest’anno stiamo lavorando per poterci insediare in un uliveto messoci a disposizione da alcuni membri del gruppo. Siamo in 17, di cui 14 residenti. Attualmente abbiamo ultimato l’orto sinergico, il compost toilet, la doccia, un riparo/cucina e due yurte. Il nostro incontro si deve alla ricerca ecologica, spirituale e di autosussistenza. Prevediamo di occuparci di permacultura, arte e teatro, scuola, artigianato e cura del benessere psico-fisico.
Contrada Torre Mileto, San Nicandro (Fg), tel 380 2061667 – giardinodellegioie@libero.it
Accettiamo nuovi membri
Rays a Sud ha come scopo quello di insediarsi, seguendo i principi della permacultura, in un castagneto situato ai piedi dell’altopiano della Sila, dove si trovano un rudere, una sorgente e alberi da frutto. Attualmente ci dedichiamo a un piccolo orto sinergico e a La bottega delle arti e dei mestieri, che promuove lavorazioni antiche (uncinetto, telaio, ceramica) e la musica tradizionale, oltre alla cultura ecologica. Al momento siamo in tre… aperti ad accogliervi.
Rays a Sud – Montestella, Via pandette 46, Serra Pedace (Cs), tel 347 3150779 – montestella2011@yahoo.it
Kairos
Siamo 6 adulti e 2 bambini. Partendo dai principi della sobrietà e del rispetto per Madre Natura, vorremmo che ognuno di noi scegliesse, secondo propria inclinazione, il proprio lavoro. Sono previsti spazi privati e comuni per condividere pasti, lavoro, divertimento e laboratori. Per progettare e consolidare il gruppo vogliamo, per ora, affittare un casolare in campagna. Accettiamo nuovi membri. Luogo da definire, tra Firenze e Pisa, tel 339 4454286 – vivikairos@gmail.com – www.progettokairos.org
Spazio Nomade
L’ecovillaggio, in cerca di una location più ampia, è ispirato dalla ricerca aperta verso ogni tipo di orientamento religioso, culturale e spirituale. Il valore di fondo è l’autonomia del viaggio: in Spazio Nomade sarà possibile sperimentare la vita in una Gher (o Yurta), averne una da montare, riscaldare, condividere… amare. Vi potrete fermare per tutto il tempo che desiderate. L’idea nasce da Marilena Gulletta, impegnata da anni nello scambio culturale Italia-Mongolia.
C/o Aps Corpi Nomadi, via C. da Montanaro 3, Cisternino (Br), tel 339 8629672 – marilenagulletta@libero.it – www.corpinomadi.it
Il Cerchio Sacro
Siamo Maddalena e Carlo, proponiamo percorsi olistici di riscoperta di sé, ecologia profonda, danza, ecosciamanesimo, comunicazione ecologica, armonia delle relazioni, attraverso il processo di ricongiungimento con noi stessi, gli altri e la Madre Terra. Ci troviamo in un luogo magico dove scoprire i sentieri dell’anima, immerso nella natura incontaminata. Il casolare, con i suoi 6 ettari di terreno, necessita di opere di restauro. Intorno vi sono dei ruderi in vendita o in affitto.
Serra San Quirico (An), tel 333 4558472 – schiasta@alice.it – www.ilcerchiosacro.it
Casa del sole
Il progetto riunisce un gruppo variegato di una quindicina di persone, tra operativi, sostenitori e simpatizzanti, attorno all’associazione Libertarea di Torino. Stiamo cercando casa da circa un anno e mezzo tra l’entroterra ligure e il Nord-Ovest della Toscana. La Casa del sole è pensata come libertaria, priva di crudeltà e sfruttamento degli animali, non violenta ma militante, aperta e ricettiva, ecologica e finalizzata all’autosussistenza, attiva socialmente e culturalmente nel territorio.
Luogo da definire, tel 335 8247992 – dio_mu@yahoo.it
Cerro Balestro
Siamo Francesca, attrice e artista di strada, Cosimo, suonatore di didjeridoo e meccanico di biciclette, e la piccola Clara, di pochi mesi. Due anni fa abbiamo comprato un podere, lo abbiamo ristrutturato e oggi il nostro sogno è costruire case di paglia per accogliere altre famiglie. Vorremmo coltivare l’orto, custodire i semi e l’ambiente a noi circostante, svolgere attività di teatro, danza, musica, meditazione. Venite a trovarci, siamo in Maremma vicino al mare.
Podere Ragnaia, Tatti (Gr), 339 1870011 – 0fireworks0@gmail.com
Casa dell’Abbondanza
L’associazione Tredicilune è composta da 3 persone e molti collaboratori. Vorremmo trasformare le vecchie credenze attraverso il riconoscimento della propria energia femminile. L’accoglienza, l’accettazione, l’istinto, la cura e la fiducia saranno alleati per la riconciliazione in ogni relazione. Ci relazioniamo attraverso il cerchio e la comunicazione nonviolenta. Stiamo raccogliendo fondi.
Luogo da definire, tel 339 1260175 – delsa13lune@gmail.com
Cai Mercati
Siamo 4 adulti e 3 bambini. Stiamo seguendo un percorso sulla comunicazione empatica al fine di garantire l’armonia di gruppo e la crescita individuale. Attualmente siamo in affitto ma disposti a spostarci per l’arrivo di qualche altra persona nel gruppo. Facciamo il pane, animazioni di strada, giochi in legno e agricoltura sinergica. Siamo interessati alla permacultura e alla scuola libertaria.
Località Cai Mercati, Cagli (Pu), tel 0721 785518 – loc.caimercati@yahoo.it
Che passo
Siamo una coppia con una figlia. Da più di un anno viviamo in una casa aperta a tutti coloro che desiderano conoscerci per poter creare una comunità. Ci chiamiamo Che passo! perché siamo in cammino e vorremmo rimanerci sempre, ma anche per chiederci: quale passo fare? Fermarsi, sentire, osservare, pensare: è sempre buona cosa prima di agire. Cammino di pace perché siamo sul cammino di Francesco, dove la pace è ideale e realtà di vita.
Località Candeggio 1/B, Città di Castello (Pg), tel 075 8526282 – info@chepasso.org – www.chepasso.org
Habitat
Siamo in 4, abbiamo acquistato un terreno, costruito in legno una struttura per la didattica e fondato un’associazione culturale. Ad oggi il nostro progetto è in stato avanzato e inizieremo ad autocostruire le nostre abitazioni nella forma di yurte e tepee. Viviamo di artigianato, agricoltura, didattica per famiglie e per scolaresche, ecoturismo, orto sinergico autoctono, piante officinali (siamo specializzati in lavandula officinalis angustifolie). Accettiamo nuovi membri.
Strada poderale Torricchi, Gambassi Terme (Fi), tel 338 2081548 – ecovillaggiohabitat@gmail.com – www.ecovillaggiohabitat.it
Tempo di vivere
Siamo in 4 adulti e un bambino, viviamo in un immobile in comodato d’uso. Il progetto è nato da una visione comune, finalizzata a creare una realtà autonoma e autogestita, in transizione, in cui ognuno possa apportare esperienze e competenze. Fondamentale è la centralità del singolo, nella condivisione e nella collaborazione con gli altri. Siamo aperti a nuovi membri.
Corvarola, Bagnone in Lunigiana (Ms), tel 0523 078378 – info@tempodivivere.it – www.tempodivivere.it
Podere Pratalino
Siamo una coppia senza figli e stiamo trattando l’acquisto di 60 ettari nel Parco del Casentino, lungo il cammino di S. Francesco. Disponiamo di due ruderi a terra per circa 1000 mq a corpo unico, da recuperare per creare una dimensione in armonia con la natura e gli altri individui. Un luogo dove entrare in punta di piedi e uscirvi volando.
Chiusi della Verna (Ar), tel 348 7917301 – info@sottovuotomanuale.com
Ciricea
Siamo un gruppo di 6 persone che dal luglio dello scorso anno sta lavorando per realizzare il sogno di vivere in comunità, autoprodurre generi alimentari finalizzati alla sussistenza, porre attenzione al risparmio energetico e allo sviluppo del potenziale umano. Prendiamo spunto dai principi della comunità di Findhorn e pratichiamo il cerchio della parola e la meditazione settimanale di gruppo. Siamo lieti di accettare nuovi membri.
Via Ciricei e Giuliani 7, loc. Piteccio (Pt), tel 366 3406213 – info@ecovillaggiociricea.it – www.ecovillaggiociricea.it

redatto da Francesca Guidotti (Terra Nuova)

giovedì 24 novembre 2011

Nasce il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio


Comunicaton° 8/2011 del 2 Novembre 2011 - Movimento nazionale Stop al Consumodi Territorio

CareAmiche e cari Amici,
comeben sapete, lo scorso Sabato 29 Ottobre abbiamo dato vita formalmente ad un nuovo importante soggetto nazionale: il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e al contemporaneo avvio della nuova campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio,Difendiamo i Territori".
Luogodi questo "lieto evento" è stato, naturalmente, Cassinetta di Lugagnano - primo Comune italiano ad avere decretato la crescita zero urbanistica - che già aveva ospitato nel gennaio 2009 la nascita del nostro Movimento Stop al Consumo di Territorio. Si è trattato di un'assemblea appassionata e appassionante, con la partecipazione di oltre 500 persone provenienti da ben 18 Regioni. A questo link  potete leggere un breve resoconto della giornata.
Mentrea questo link:http://www.ilcambiamento.it/territorio/salviamo_paesaggio_resoconto_video.html potete seguire la registrazione filmata degli interventi della plenaria della mattina. Altri Video: http://www.ilcambiamento.it/keyword.php?k=salviamo%20il%20paesaggio

Ora il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua non è più da solo nel difendere i beni comuni, su cui siamo certi sia necessario rifondare i principi di una nuova società e di un nuovo orizzonte civico; e, dopo l'unitarietà d'intenti raggiunta per la salvaguardia dell'elemento "acqua", ecco ora il secondo gradino volto alla difesa del suolo, della terra, dei territori, dei paesaggi. Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio nasce con spalle forti: già oggi sono oltre 4.000 le persone che vi aderiscono e oltre 400 le organizzazioni che ne fanno parte, tra cui tutte le associazioni ambientaliste nazionali e decine di comitati locali. Ma occorre ora qualche informazione per inquadrare al meglio il significato di questa nuova situazione e, soprattutto, ragionare su ciò che ci aspetta.

Come si è arrivati alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ?
Stop al Consumo di Territorio, nel Gennaio 2009, si era un data un "tempo" di azione: tre anni di lavoro per capire se il suo messaggio (chiaro e forte) potesse essere di stimolo ad un vero cambiamento nella pianificazione urbanistica comunale e nazionale. Già all'inizio di questo ultimo anno, ci siamo resi conto da molteplici piccoli segnali che non solo il messaggio era giunto a destinazione (chiaro e forte) ma che nuovi fermenti si stavano agitando: altri Comuni ad imitare Cassinetta, grandi città e grandi Province ad approvare delibere o nuove leggi davvero vicine allo "stop al consumo di territorio", una diffusa sensibilità maggiore daparte di cittadini, tecnici del settore, media, amministratori, addirittura imprenditori del comparto edile. Per cui ci siamo detti: questo è il momento per rendere possibile ilnostro primo obiettivo di partenza. Ovvero: far sì che il nostro Movimento nazionale (24.000 aderenti individuali più le migliaia diiscritti alle oltre 300 organizzazioni aderenti a titolo collettivo) si trasformasse in un Forum nazionale sulla falsariga di quello dell'Acqua. SlowFood per primo ha colto immediatamente il nostro intento e insieme abbiamo voluto provare a diffondere un invito/appello a tutti. Quell'invito/appello è stato compreso e raccolto e Sabato 29 Ottobre l'agognato forum è nato!

Che cosa si propone di fare il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ?
Innanzitutto un capillare lavoro di comunicazione, informazione e formazione (o più semplicemente di «cultura del territorio», come a più riprese si è detto nei vari interventi a Cassinetta) che si accompagni alla nascita di Comitati locali pronti a sostenere banchetti di ascolto e di raccolte firme. E la costruzione di una serie di "strumenti operativi":
- una campagna di richiesta perentoria a tutti i Comuni italiani affinchè venga sviluppato un censimento capillare delle strutture edilizie esistenti e sfitte, vuote, non utilizzate e che rapidamente questi dati vengano messi a disposizione del Forum nazionale e dei cittadini del territorio;
-la stesura di una Proposta di Legge d'iniziativa popolare scritta collettivamente da tutti gli aderenti al nascente Forum nazionale, da sottoporre alla necessaria raccolta firme (ne occorreranno 50.000 mal'obiettivo è di raccoglierne otto/dieci volte di più) e, quindi, da suggerire alle commissioni parlamentari per una discussione analitica.
La Proposta di Legge popolare ha già le sue "linee guida" ed entrerà ora nella fase di autentica redazione; si pone l’obiettivo di arrestare il consumo di suolo e prevede che nuove occupazioni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali saranno consentite esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti.
Sarà una proposta di legge popolare sin dal suo metodo realizzativo; si è infatti deciso di non affidarla a giuristi o legali fino a che tutti gli aderenti al Forum non avranno completato la loro individuale valutazione delle "linee guida", limato, corretto, integrato: sarà quindi un testo scritto a mille mani ! E da subito,ci si è preoccupati anche di far sì che la proposta di legge siabreve, di facile comprensione anche per i "non addetti ai lavori", prive di possibili ambiguità o interpretabilità. Non sarà facile, ma il percorso individuato, per quanto certamente faticoso, appare decisamente appassionante.
Con questa legge si vorrebbe rendere obbligatoria - per tutti i Comuni italiani - la moratoria/sospensione temporanea di tutte le nuove edificazioni previste dai Piani Regolatori/Piani di Gestione delTerritorio e relative varianti, finchè non sarà stato completato un censimento del patrimonio edilizio esistente che evidenzi:
-l’ammontare delle superfici occupate dalle strutture (residenziali, industriali, artigianali, commerciali, direzionali, terziarie, pubbliche, agricole ecc.) già presenti all’interno dell’ambito comunale non utilizzate o in costruzione;
-il dato numerico “censito” degli edifici non utilizzati/non abitati nonchè il patrimonio dismesso, riconvertibile e recuperabile;
-il computo delle superfici delle aree edificabili di qualsivoglia destinazione, già previste dai vigenti strumenti urbanistici, ma non ancora attuate;
-il computo del consumo di suolo, esteso ai 5 anni precedenti.
Al termine del censimento, ciascun Comune italiano dovrà mettere a disposizione della collettività i dati raccolti e istituire obbligatoriamente un tavolo di lavoro partecipato che veda presente ogni cittadino residente del Comune che ne desideri far parte, oltre agli amministratori comunali, ai tecnici comunali, a professionisti e tecnici del settore. Questa nuova forma di partecipazione collettivara ppresenterà una assemblea decisionale e verrà istituita con unpreciso obiettivo: permettere la migliore utilizzazione-ottimizzazione del patrimonio edilizio esistente e a questo rivolgere il soddisfacimento delle esigenze abitative, commerciali e produttive della comunità di riferimento.

Checosa cambia per il Movimento Stop al Consumo di Territorio ?
Nulla in termini di obiettivi: il nuovo Forum nazionale ha adottato esattamente i nostri principi e i nostri orizzonti.
Ma rappresenta una nuova “casa comune” in cui troviamo ora grandi realtà che non avevano aderito al nostro Movimento e piccoli comitati che ancora non eravamo riusciti a raggiungere. E, naturalmente, chissà quanti “normali” cittadini.
Il tam tam che in queste settimane la stampa nazionale ci ha dedicato ci ha permesso di amplificare il nostro messaggio (che ci piaccia oppure no, nomi celebri attirano il mondo informazione più dei “puri e sani” nostri progetti propositivi).
L’ingresso in questa nuova “casa comune”, invece, ci spinge a mettere in pratica in primis ciò che propugniamo da sempre, ovvero lo “svestire casacche”. Il Movimento Stop al Consumo di Territorio confluisce nel Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e inquesta veste agirà per raggiungere i suoi obiettivi. La nostra rete nazionale diventa una rete nella rete …

Dunque il Movimento Stop al Consumo di Territorio cessa di esistere ?
Assolutamente no. Rimarremo attivi e vigili con le nostre mailing list, il nostro sito, la nostra esperienza, le nostre facce e in tutte quelle iniziative di base nei territori qualora non fosse possibile coinvolgere il Forum …
Ma, così come si è detto a Cassinetta, anche noi (come Legambiente, Fai, Italia Nostra Slow Food ecc. ecc.) da qui in avanti agiremo come Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, senza perdere le nostre specifiche identità. Per questo è importante che in questa fase “fondativa” tutti gli aspetti riguardanti le attività di comunicazione e l’assetto organizzativo del Forum ci vedano in primo piano nella costruzione di questo grande soggetto politico nel senso buono del termine …) e sociale.
L’esperienza del Forum dei Movimenti per l’Acqua è un perfetto metro di riferimento per capire cosa dobbiamo fare.

Non rischiamo che qualche grande organizzazione nazionale possa diventare “egemone” in questo nuovo Forum nazionale ?
E’ sempre bene essere vigili, certamente. Ma in questo momento i “patti” paiono chiarissimi: obiettivi definiti ( e sono i “nostri”), organizzazione non verticistica ma a “Rete” (come per il ForumAcqua), in cui ognuno porta le sue competenze e capacità, assemblee decisionali collettive e non ristrette (vedi i due gruppi di lavoro di Cassinetta).
All’assemblea plenaria costitutiva di Cassinetta si è dato la parola a chiunque l’abbia chiesta (secondo il metodo da sempre adottato nelle assemblee di Stop al Consumo di Territorio) lasciando i primi 3 interventi “macro” ai promotori/big (Finiguerra, Petrini, Crespi) presenti perché, al di là del loro ruolo conquistato sul campo, “rendono” a livello di media e affidando la conduzione della giornata al “garante” Mortarino.
Certamente qualcuno ha storto il naso nel vedere Slow Food e Petrini molto in vista fino ad oggi. Ma di sicuro altri avranno storto il naso nel vedere Finiguerra, Mortarino e Scarsi altrettanto in vetrina.
Quindi: concentriamoci sugli obiettivi, diamoci regole ed organizzazione e continuiamo così: il momento è propizio e le sensibilità si stanno moltiplicando. Forse la nostra utopia del 2009 (stop al consumo diterritorio) sta diventando un nuovo metro di costruzione sociale ! E sono passati solo tre anni …

Un abbraccio.
Domenico Finiguerra, Alessandro Mortarino, Gino Scarsi

mercoledì 23 novembre 2011

La compostiera di quartiere

Perchè questo problema dei rifiuti? Ogni nostra azione è correlata alla produzione di un rifiuto. Viviamo in una società dei rifiuti. Il consumo categorico impostoci negli anni del boom economico, allo stato attuale ha portato alla creazione di una massa malata di persone, ossessionate dall'acquisto impulsivo. Una strategia politica ben consolidata che ha condotto intere generazioni nell'oblio del consumismo sfrenato. Nonostante sappiamo dove mettere la nostra merda, per fortuna, tuttavia sappiamo che biologicamente ne produciamo quantità a cui non possiamo fare a meno, ancora non abbiamo capito però come ridurre la produzione di questi dannati rifiuti. Importante ricordare che il rifiuto è un errore di progettazione industriale, quindi se a capo della catena industriale ci continuiamo a mettere i zii paperoni del pianeta è normale poi vederci invasi di rifiuti. Ma in realtà non deve essere una normalità, ma un problema, un eccezione sbagliata, a cui siamo stati portati a vedere come regolare. Stesso discorso nello smaltimento, non è normale costruire inceneritori e discariche, ma gli impicci mafioso dei vari zii paperoni con la politica, ci hanno portato ad assistere questi fenomeni innaturali, consumatrici di terreno e di carne umana.

A Pontinia, il capo che dovrebbe attuare strategie intelligenti per un corretto rispetto dell'ambiente e anche dei cittadini che lo hanno premiato con la fiducia, cade dalle nuvole, da i numeri, sposta enormi quantità di rifiuti da una parte all'altra della provincia. Basterebbe che si fermasse un attimo a riflettere e a guardarsi intorno, per capire quali strategie utilizzare. Il lavoro di assessore all'ambiente bel 2011 è diventato veramente difficile, quindi se non sei continuamente aggiornato, rischi di non rispettare norme e piani utili al rispetto dell'ambiente. Proprio se si vuole restar fermi, almeno, la supplico legga questo messaggio, o tuttalpiù faccia una piccola ricerca su internet, così come l'abbiaamo fatta noi del blog.

I rifiuti come le materie prime sono una risorsa, non un problema! Come sempre arriva dal Nord Europa la tecnologia intelligente, magari costruita da un Italiano!

Bucce di banana e altri residui di pranzi e cene ora si buttano in una macchina che mangia i rifiuti ”in diretta”. Arriva infatti il primo sistema per il compostaggio locale collettivo a uso pubblico. E' stato inaugurato oggi a Capannori, in provincia di Lucca, nella mensa comunale da 250 pasti al giorno, in occasione della Settimana europea per la riduzione dei Rifiuti. Unico precedente in Italia e’ un privato in provincia di Ancona. Il macchinario arriva dalla Svezia e puo’ trattare oltre 20 tonnellate l’anno di frazione organica, che corrispondono al fabbisogno di circa 250 abitanti (circa 100 famiglie). Alta un metro e 17 centimetri per una lunghezza di quasi 3 metri, e’ fatta di acciaio inossidabile e polietilene riciclato ed e’ costituita al suo interno da due sezioni separate. Produce compost in circa un mese a fronte di un periodo medio di 4 mesi previsto dal compostaggio domestico (clicca qui). Fonte: http://www.glollo.com/site/index.php/home/364-la-compostiera-di-quartiere



martedì 22 novembre 2011

Raccolta rifiuti ad aspirazione pneumatica

Una realtà anche in Italia
 Di Valentina Ierrobino, in http://www.ecologiae.com

immagine da: http://www.cittanuova.it
Il progetto pilota di raccolta differenziata dei rifiuti ad aspirazione pneumatica partito alcuni giorni fa a Romainville, cittadina della periferia parigina, ha suscitato molto interesse per quel che riguarda la raccolta, la gestione e il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani. Molto interessante è soprattutto l'aspetto che concerne i benefici ambientali concreti ed immediati di tale pratica, una pratica che viene portata avanti e con le migliori tecnologie anche nel nostro Paese. Il sistema di raccolta ad aspirazione pneumatica è sviluppato nel nostro Paese da un'impresa giovane ed innovativa, la Mec s.r.l. nata nel 2006 da una idea di Carlo e Massimo Bardissone, formata da un team di ingegneri provenienti dal Politecnico di Torino. L'azienda ha diversi settori di intervento, tra cui quello energetico e ambientale che ha sviluppato il sistema di raccolta penumatica. Come hanno provato molti studi di fattibilità ed analisi sul territorio, la pratica favorisce in maniera sensibile la raccolta differenziata e aumenta la consapevolezza degli utenti; ma i benefici più immediati sono per l'ambiente: la riduzione delle emissioni di CO2 e gas serra. Come si legge nel portale di MeC s.r.l., ci sono tre fonti principali di gas serra in un processo di raccolta dei rifiuti:
  • emissioni prodotte dai veicoli per la raccolta dei rifiuti nelle aree limitrofe ai cassonetti e verso le zone parcheggio automezzi e per azionare i meccanismi di carico/scarico cassonetti;
  • emissioni di gas metano e CO2 evitate aumentando la quantità di rifiuti per viaggio verso l’impianto di riciclaggio, verso l’inceneritore o la discarica.
  • emissioni prodotte dall’uso di un impianto.
La raccolta pneumatica dei rifiuti elimina sin da subito:
  • rumore;
  • odori e gas prodottu dai camion maleodoranti;
  • potenziale sporcizia durante il processo di raccolta;
  • circolazione di mezzi pesanti in aree residenziali
Altri vantaggi riguardano anche il settore finanziario perché, paragonando i costi degli attuali metodi di raccolta tradizionale per una città medio-grande, con densità di popolazione alta, la raccolta differenziata ad aspirazione pneumatica è più conveniente anche se ha un costo iniziale più costoso che, tuttavia, viene compensato nel tempo con la riduzione delle emssioni inquinanti e con i notevoli benefici per l’ambiente e i cittadini.

[Fonte: MeC]

giovedì 20 ottobre 2011

Info per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti




Dal 19 al 27 novembre 2011 la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
Per partecipare alla Settimana: vai alla sezione Documenti 

European Week for Waste Reduction: il sito europeo 
L'edizione 2011 della SERR in Europa: elenco degli organizzatori e delle azioni 
La SERR su Facebook con due pagine dedicate all'evento: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 ed European Week for Waste Reduction

martedì 4 ottobre 2011

L’Earth Overshoot Day declama l’esaurimento delle risorse.



Di Gianpaolo Danieli

Dal Settimanale di Latina

Il 27 settembre è stato il giorno in cui abbiamo esaurito tutte le risorse del pianeta. Il “Day” dell'andare oltre, del sbagliare la mira, del tirare troppo lungo, se vogliamo utilizzare le possibili traduzioni. Il nostro comportamento suicida, predatorio mi fa pensare all’uomo come un essere alieno al pianeta. Vivremo quindi i prossimi mesi con la percezione di fare la spesa di giorno in giorno, ma una spesa diversa, dove sai che quel che stai per prendere non è sicuro che lo ritroverai anche il giorno dopo. Pensare questo non sarà difficile per noi figli del padre consumismo, ma pensare che le risorse di questo pianeta sono al rosso, sarà difficile, visto il nome "Overshoot Day", un'etichetta che ci farà sentire la sensazione di salvataggio.  Il Global Footprint Network tiene conto del fabbisogno umano di natura rispetto alla rigenerazione e all'assorbimento dei rifiuti. I calcoli dell’impronta ecologica del GFN (calcola la tua su: www.footprintnetwork.org) dimostrano che circa dopo nove mesi il fabbisogno di risorse dell'umanità ha sorpassato il livello che il pianeta può fornire in modo sostenibile in un anno. "E' come spendere il salario annuale in nove mesi e consumare i risparmi anno dopo anno, abbastanza in fretta finirebbe il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel fondatore del GFN. Nel 1970, abbiamo superato la soglia critica. Rispetto a trenta anni fa, estraiamo e utilizziamo circa sessanta miliardi di tonnellate di materie prime l'anno, cioè il 50% in più, osserva Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf. "Ogni essere umano utilizza in media oltre 8 tonnellate di risorse naturali l'anno, 22 chili al giorno". "Se s’includono i materiali di estrazione inutilizzati, il conto sale a 40 chili pro capite al giorno". Secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite, mentre quella dell'Italia è di 4,2 ettari, con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, dimostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettari. E l’impronta ecologica della provincia di Latina? Quale risultato per questa provincia in crescita di costruzioni e di consumo di suolo? Alimentazione, mobilità, beni e abitazione sono le principali aree dove noi interveniamo con il nostro stile di vita, nelle scelte di ogni giorno. Come una delle tante fatte dall’amministrazione di Pontinia che ha deciso di tagliare circa una decina di altissimi Pini nelle aiuole del piazzale di B.go Pasubio. Per motivi di sicurezza saranno piantati 3 Carrubi di circa 90 cm, 6 Ulivi di circa 1,50mt, 2 Melograni di circa 60 cm e 400 cespugli tappezzanti perenni per un totale di € 30.860,00 da affidare alla ditta Azienda Agricola Vivaio Aumenta Antonio, la quale si aggiunge la spesa di € 1.248,00 per la direzione dei lavori. Non c’è danno forestale com’è avvenuto a Sabaudia - dove il circolo Larus Legambiente rinnova l’invito all’amministrazione d’acquistare quaranta Sughere e a piantumare un’area del Comune per compensare l’inutile sfregio forestale commesso per realizzare una rotonda sulla litoranea - ma un repentino cambiamento di vegetazione senza un incremento di alberi in un’altra area. Anche queste sono scelte che influenzano i calcoli dell’impronta oltre a quelli del bilancio, mentre tutto intorno a noi si esaurisce.

martedì 27 settembre 2011

Arriva l'Earth Overshoot Day

www.net1news.org
Oggi è il giorno dell'andare oltre, del sbagliare la mira, del tirare troppo lungo, del lanciare troppo alto, del sparare al di là del bersaglio, se vogliamo utilizzare tutte le possibili definizioni e interpretazioni dell'inglese. Oggi, può sembrare strano, ma abbiamo finito le riserve delle risorse naturali di questo pianeta, chiamato Terra. Se non ne troverete un altro che potrà sostituire il bisogno umano, animale e vegetale, potete anche iniziare a pensare che vivremo (non si sà fino a quando e come!?) i prossimi minuti, ore, giorni, anni con la percezione di andare a fare la spesa di giorno in giorno, ma una spesa diversa, dove sai che quel che stai per prendere non è sicuro che lo ritroverai anche il giorno dopo. Pensare questo non sarà difficile per noi figli del padre consumismo, ma pensare che le risorse di questo pianeta giungono al rosso, sarà difficile da assimilare, perchè un nome come "Overshoot Day", ci porterà sulla strada di lettura del "Day", ah si tutto apposto, un'etichetta che ci farà sentire la sensazione di salvataggio. E si perchè noi italiani siamo abituati ai salvataggi. Ma in questo caso, non ci sarà nessuno a salvarci, dobbiamo salvare il pianeta ognuno con le proprie forze.

Dall'articolo pubblicato ieri su Repubblica, si apprende che abbiamo consumato tutte le risorse rinnovabili che la Terra ha a disposizione e per andare avanti dobbiamo indebitarci, cioè utilizzare ricchezza che non ci appartiene. Dobbiamo tagliare le foreste che servono a rallentare la corsa del caos climatico, rubare altri pesci a un mare che si impoverisce anno dopo anno, prelevare acqua dalle vene fossili che non si ricaricano, usare energia fossile turbando l'equilibrio dell'atmosfera, azzerare prati per darli in pasto al cemento. E questo è ciò che facciamo ogni giorno.
Il calcolo di questo conto naturale, viene dal Global Footprint Network, la rete che calcola la biocapacità globale e la confronta con l'impronta ecologica, cioè con la quantità di risorse e di servizi richiesta dalla specie umana.
Rispetto a 30 anni fà, estraiamo e utilizziamo circa 60 miliardi di tonnellate di materie prime l'anno, cioè il 50% in più, osserva Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf. "E' come se mettessimo in circolazione ogni anno 40 miliardi di automobili che per essere parcheggiate richiederebbero uno spazio delle dimensioni di Italia e Austria messe insieme. Ogni essere umano utilizza in media oltre 8 tonnellate di risorse naturali l'anno, 22 chili al giorno. Se si includono i materiali di estrazione inutilizzati, il conto sale a 40 chili pro capite al giorno".

venerdì 5 agosto 2011

Nasce il Forum provinciale dei Beni Comuni

Nella consapevolezza della durezza della lotta tra interessi contrapposti e confliggenti, in difesa di interessi collettivi e dei beni comuni, dal partecipatissimo dibattito è stata avanzata la proposta della costituzione del FORUM PROVINCIALE DEI BENI COMUNI, in rete coi Forum Nazionali, Europei e Mondiali, quali livelli decisionali delle politiche globali.

Proposta dettata anche dalla necessità della centralità della democrazia partecipata e comunitaria nel creare le condizioni per intrecciare i temi della vita quotidiana con un nuovo modello di sviluppo e partecipazione, capace di costruire un processo di alleanze in grado di guardare agli appuntamenti futuri come opportunità, da non perdere, di rinascita di una visione universale fondata sui diritti umani e su quelli della natura.

Del Forum Provinciale dei Beni Comuni, se ne sono fatti promotori costituenti associazioni e singoli cittadini presenti al convegno:

Circolo Larus Legambiente di Sabaudia, Associazione Michele Mancino (sovranità e sicurezza alimentare, ambiente, beni comuni, cooperazione internazionale), Coordinamento pontino A SUD (conflitti ambientali nei sud del mondo), RIGAS (Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale).

Il Forum è uno spazio aperto a tutte le associazioni, cittadini, comitati e partiti politici che vogliono contribuire al dibattito e ai lavori conseguenti.

Per informazioni e adesioni è possibile informarsi sul sito del circolo Larus Legambiente oppure telefonare ai numeri:

Marco Omizzolo 3382546257
Tonino Mancino 3338537620

Immagine tratta dal sito : http://www.asud.net

giovedì 23 giugno 2011

Chi vuole rubare i referendum sull'Acqua?


Dal sito Internet http://www.ilcambiamento.it

di A. D.

Chi pensa che aver vinto un referendum sia una garanzia sufficiente per assicurarsi una gestione pubblica e fuori dal mercato del servizio idrico, purtroppo s’illude. Bisogna mantenere alta l’attenzione. Un calo di tensione, un rilassamento post-referendario, per quanto comprensibile, non sarebbe perdonato. Sono in atto in tutta Italia, sia a livello nazionale che locale, svariati tentativi da parte delle forze politiche di appropriarsi della vittoria e fare leggi che non ne rispettano i principi.

Il governo ha appena ottenuto la fiducia sul decreto legge Sviluppo che prevede, fra le altre cose, l’istituzione di un’agenzia per i servizi idrici integrati. Un’agenzia che serva, in pratica, a regolare il mercato. Ma come, direte voi, non avevamo stabilito con 27 milioni di voti che l’acqua deve restare fuori dal mercato? Già, e alla luce di questo un’agenzia che regoli un monopolio naturale – come viene definito il servizio idrico dai referendari – è un organismo inutile e privo di senso. Ma intanto il governo lo ha buttato là, come un segno, un avvertimento che la battaglia non si chiude certo qui.

Ma veniamo all’opposizione. Quell’opposizione che compatta aveva appoggiato su tutta la linea le richieste dei referendari, sperando che acqua, nucleare e legittimo impedimento dessero la spallata decisiva al governo traballante. Finita la festa ecco che già il PD rispolvera la legge presentata durante la campagna referendaria. Una legge che stravolge completamente il contenuto dei quesiti e prevede, per la gestione del servizio, delle società per azioni a capitale misto pubblico/privato sul modello toscano, e per il pubblico semplicemente delle forme di controllo.

D’altronde, per rendersi conto dell’anima liberista del Partito Democratico basta rivedersi questo vecchio video dai toni ironici e caricaturali che sta diventando un tormentone in rete; il protagonista è Pierluigi Bersani che illustra la sua visione sulla gestione del servizio idrico, portando come esempi virtuosi persino le multinazionali francesi Gdf-Suez e Veolia.

Neanche dagli enti locali arrivano buone notizie. Perlomeno da alcuni. Il caso più eclatante è quello di Civitavecchia, dove a due giorni dal voto popolare la Giunta comunale ha istituito un bando per la cessione ai privati del 60% delle quote delle municipalizzate, compreso il servizio idrico. Viste le proteste il sindaco Moscherini ha ritirato per 10 giorni il provvedimento ma è comunque intenzionato ad applicarlo, in barba all’esito dei referendum.

Persino la Giunta Vendola in Puglia si è affrettata ad approvare una legge il 14 giugno, proprio il giorno seguente alla consultazione popolare, che pur prevedendo la gestione pubblica del servizio apporta alcune modifiche non da poco. Ad esempio non prevede un quantitativo minimo garantito, principio alla base del percorso referendario, e non apporta modifiche sui contestati meccanismi di nomina degli amministratori.

In tutto questo a nessuno è venuto in mente di ascoltare i comitati, le associazioni, i cittadini. Tutti coloro che hanno svolto il percorso di partecipazione democratica che ha condotto infine alla vittoria referendaria. Una legge già c’è, che ricalca alla perfezione quei principi ispiratori dei referendum che sono stati accolti da un plebiscito di sì il 12 e 13 giugno scorsi. È una legge di iniziativa popolare presentata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua nel 2008 e mai presa in considerazione da alcuna forza politica.

I prossimi 2 e 3 luglio si terrà a Roma una grande assemblea nazionale dei movimenti per l’acqua aperta a tutti. In quella sede si discuterà dell’aggiornamento della legge di iniziativa popolare, e delle prossime mosse per far sì che questa venga considerata un modello per tutte le altre leggi che d’ora in avanti verranno approvate.

mercoledì 22 giugno 2011

Il Villaggio Globale contro le Trivellazioni

Suggerisco questo blog: No all'Italia petrolizzata dove nel post Hands across the sand: il villaggio globale contro le Trivelle ci viene spiegato l'evento organizzato da Oceana, una associazione americana che si occupa di salvare l'oceano da vari tipi di attacchi, incluse le trivellazioni. Anche qui in Italia si partecipa all'evento e le città in azione sono: Gargano, Puglia - Guido Pietrolungo (25 Giugno) - Ortona, Lido Riccio, Abruzzo - Francesco Stoppa (25 Giugno) - Torino di Sangro, Lido Le Morge, Ines Palena, (25 Giugno) - Vasto, Lungomare Cordella, Francesca Cianci (25 Giugno) - Policoro, Rotonda Lungomare, Felice Santarcangelo (26 Giugno).

Fonte: http://dorsogna.blogspot.com/

venerdì 28 gennaio 2011

I giovani e l'agricoltura

Il Consiglio dei Giovani di Pontinia dopo un anno di vita inizia a muovere i suoi passi verso tematiche importanti, considerando che il settore principale lavorativo di Pontinia è quello agricolo. I giovani sentono la necessità di parlare di agricoltura e in questi giorni è il centro dei loro interessi. Presenti domenica scorsa al Teatro Fellini, in occasione del Terra Madre Day, organizzato dal Cantiere Creativo e dall'associazione ambientalista Pontinia Ecologia e Territorio dove, dopo la visione del film "Terra Madre" di Ermanno Olmi, ci sono stati degli interventi. Il consigliere giovane Matteo Lovato della commissione ambiente, ha invitato a parlare di crisi agricola gli ospiti della serata: Maurizio Ramati (UDC) dell'amministrazione di Pontinia per la commissione Agricoltura e Danilo Calvani presidente del CRA di Latina. Inoltre hanno organizzato un incontro lunedì 6 dicembre presso la scuola elementare di Casal Traiano, tra gli agricoltori del CRA, i quali si sentono lontani dalle rappresentanze sindacali. Un tema importante per il futuro dei giovani che manifestano di vivere nell'incertezza investiti dalle scelte sbagliate dei loro genitori. Tutto questo è da considerare sotto la chiave di lettura sociale. Dicono di voler ripulire il sistema da false rappresentanze e appoggiano un comitato che chiede che venga attuato uno Stato di crisi dell'Agricoltura al più presto. L'aumento dei prezzi a consumo e il divario con i prezzi di produzione, li hanno portati sull'orlo di una crisi e la migliore azienda di oggi è la meno indebitata. Noi come genitori "li abbiamo traditi", "il degrado istituzionale ha barattato il nostro futuro", "non siamo maghi ma contadini", queste le parole di Danilo Calvani che continuavano a risuonare all'interno del Teatro, mentre nei miei pensieri si ripeteva una frase: "Il nuovo Rinascimento sarà consumare poco, consumare di meno". A parlare di Nuovo Rinascimento nel film Terra Madre è Vandana Shiva, ambientalista Indiana, laureata in fisica, tra i principali leader del Forum Internazionale della Globalizzazione, attualmente vicepresidente di Slow Food. Immaginare di consumare meno, oggi, con un atteggiamento di crescita infinita è impensabile ai più, ma se scendiamo nel basso, incontriamo gruppi e movimenti che iniziano a sperimentare "stili di vita alternativi". Per la maggiore si riconoscono nel nodo di Transizione Italiano e nei circoli della "Decrescita Felice". Il loro è un ritorno al passato ma con gli insegnamenti di oggi e la possibilità di intervento veloce come internet. Non è diversa l'idea di Vandana Shiva, con il suo libro “Ritorno alla terra. La fine dell’ecoimperialismo", in cui le tre crisi che hanno colpito il nostro mondo, ambientale, politica e finanziaria possono essere risolte solo rispondendo all’invito che ora più che mai ci sta facendo la “terra”: ovvero, rispettarla per trarne effetti benefici.

Un articolo di Gianpaolo Danieli - Il Settimanale di Latina 11 Dicembre 2010

domenica 21 novembre 2010

Oggi 21 Novembre 2010 alle ore 18.00 presso il Teatro Fellini di Pontinia, assisteremo alla proiezione del Pianeta Verde, titolo originale: Belle Verte - Regia di Corinne Serrau – durata 99 min. Francia 1996

Il "Cantiere Creativo" insieme all'Associazione "Pontinia Ecologia e Territorio" all'interno del Cinedocuforum Creativo, presenteranno nuovi argomenti per uscire dalla crisi e riorganizzare la nostra vita seguendo degli stili di vita più vicini al rispetto dell'Ambiente.

Ideali solidali per stili di vita conviviali

Sul Pianeta verde vivono esseri umani talmente evoluti ed avanzati da aver completamente eliminato l'uso degli oggetti, in modo da concentrare saggezza, forza ed energia nello sviluppo del corpo e della mente. Una volta l'anno gli abitanti fanno il giro degli altri pianeti ma nessuno vuole recarsi sulla Terra considerata troppo arretrata. Finalmente si offre Mila, donna matura vedova con due figli, che sospetta di essere frutto della unione del padre con una terrestre.(da mymovies.com)

Il film in questione fa dell'ironia sul genere umano devoluto, sottolinea l'essere sofferente perchè ancora troppo aggrappato alle cose materiali.

Per questo abbiamo pensato di parlarvi della Decrescita Felice, un movimento nato in Francia da filosofi, antropologi, sociologi, tra cui spicca il nome di Serge Latouche e successivamente portato in evidenza da Maurizio Pallante in Italia con il movimento della Decrescita Felice.

Un modo per uscire dalla crisi e vivere la vità con più felicità?

Potrebbe essere uno dei motivi, altri ne scopriremo durante il dibattito, insieme al concetto che si sta diffondendo all'unisono delle Transition Towns. Cosa sono?

Le Città di Transizione (Transition Towns) rappresentano un movimento fondato in Irlanda a Kinsale e in Inghilterra a Totnes dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L'obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. da (Wikipedia)

Condivisione di saperi, autoproduzione, mettersi in gioco per aiutarsi a vicenda, reti d'acquisto solidale, Km Zero, Consumo Critico, Zero Rifiuti, Monete locali, Banche del Tempo,Bike Sharing, Car Pooling, Energie rinnovabili e nuove tecnologie associate a nuovi concetti di vita possono essere queste le varie e numerose soluzioni per vivere Felici?

Partecipa su Facebook: Terzo incontro Cinedocuforum Creativo

sabato 20 novembre 2010

20 - 28 Novembre Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010



Sabato 20 novembre si inaugura la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. In programma 600 azioni di riduzione dei rifiuti che coinvolgono amministrazioni pubbliche, istituti scolastici, associazioni e ONG. Ma anche tanti impegni individuali raccolti sul sito Menorifiuti.org

Nei 22 Paesi dell’UE che hanno aderito alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, si svolgeranno circa 4.000 diverse manifestazioni ed eventi finalizzati a far conoscere i principi della produzione eco-compatibile e i migliori esempi di applicazione pratica, messi in atto da istituti scolastici, università, aziende, pubbliche amministrazioni, associazioni o ancora semplici cittadini.

II sito ECODELLACITTA.IT raccoglie gli elenchi delle azioni validate con cui vari enti da tutto il Lazio e l' Italia, partecipano a questa seconda edizione della Settimana, che ad oggi conta quasi 600 iniziative.

Si va dalla promozione dei prodotti senza imballi alla distribuzione di borse per la spesa e pannolini riutilizzabili, dai laboratori di riciclo creativo all’educazione al recupero del cibo.

Nel Lazio la lista è lunga, si può consultare il programma della settimana cliccando a questo link; L'associazione Latinasostenibile, in occasione della innaugurazione del centro commerciale naturale di latina con il supporto dell settore attività produttive del comune di Latina condurre azione di sensibilizzazione nell’uso degli shopper in cotone, quindi riutilizzabili con dei gazebo sulla zona interessata al centro commerciale naturale, che per l’occasione verranno interdetti al traffico veicolare.
Il Festival CinemAmbiente propone un ventaglio di film sul tema della riduzione dei rifiuti: uno o più di essi potranno essere scelti per una proiezione speciale.
Le pubbliche amministrazioni, gli enti locali e le associazioni che aderiscono alla manifestazione avranno anche la possibilità di avvalersi di un esperto che potrà approfondire le tematiche trattate nel film con il pubblico. A Nettuno, il comune sensibilizza la Cittadinanza sul corretto conferimento del rifiuto organico ed in particolare informarla sul processo di compostaggio e sul funzionamento degli impianti di compostaggio.

Per inaugurare la Settimana alcune città italiane ed europee hanno scelto di aderire al No Trash Mob, l’idea suggerita dagli organizzatori della SERR per salutare il primo giorno di Riduzione a tempo di musica: gruppi di percussionisti, professionisti ed improvvisati, si danno appuntamento alle 11.00 del mattino di sabato 20 a Torino, Venaria Reale, Marsala, Rossano, Clusone, Rieti e Bagheria per suonare cassonetti, bidoni di latta, baracchini, e tutto ciò che richiama il messaggio di riduzione.

Il maggior contributo alla Settimana, però, arriva soprattutto dalle tante persone che hanno voglia di condividere sul blog di Meno Rifiuti le proprie idee: c’è chi sceglie solo detersivi alla spina, chi cerca di non comprare prodotti usa e getta, o chi al lattaio di fiducia chiede di farsi mettere il formaggio direttamente nel contenitore portato da casa, per evitare gli imballaggi; o semplicemente, chi al supermercato prende in mano un pacco di biscotti e si chiede se era proprio il caso di impacchettarli ulteriormente due a due. E lo lascia dov’è.

Maggiori notizie su ecodellacittà.it

giovedì 5 agosto 2010

Terre sommerse e avvelenate?...Forse!

Sempre di acqua voglio continuare a parlare, in questo afoso Agosto, dopo la vittoria di una raccolta strepitosa di firme per salvare l'acqua pubblica, con la volontà diffusa di ritornare ad una gestione pubblica del servizio idrico, dopo le indagini sullo stato di vita delle acque in Italia, dopo aver visto il film documentario Home, di acqua bisogna continuare a parlare.

Delle irrefrenabili domande spuntano fuori come funghi, che come sappiamo bene tutti, senza le piogge non nascono, invece le nostre domande vogliono spiccare il volo, magari come facevano tempo indietro, quando NO TURBOGAS era molto più velenoso della centrale che vogliono costruire e chiedeva, si domandava e interrogava.

Adesso sarebbe meraviglioso se uscendo fuori di casa, andassimo ad intervistare il responsabile del Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino per farle due semplici domande.

La prima è collegata al Film che prima ho citato, dove si menziona il fatto che in giro di dieci anni, lo scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale che noi esseri umani stiamo influenzando pesantemente con le nostre attività produttive, inquinanti, consumistiche e industriali, porterà ad un alzamento degli oceani e dei mari tutti di 7 metri.

Che piano si sta attuando nel territorio dell'agro pontino, per prevenire l'inondazione delle terre?
Sappiamo che il sistema di gestione delle Idrovore è diretto dal Consorzio e queste hanno la funzione di svuotare la valle con le sue depressioni per pompare l'acqua verso i fiumi che la portano al mare, tutto ciò per evitare che si ri-allaghi un territorio che è in continuo equilibrio.

La seconda domanda è invece rivolta al problema dell'inquinamento delle acque.
Da un rapporto con il titolo: sul piano nazionale di monitoraggio delle acque interne, superficiali e sotterranee” dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Apat), emerge che le acque italiane sono contaminate da 119 tipi di pesticidi. Un fenomeno che investe anche le falde idriche, per non parlare poi dello stato di avvelenamento che esiste nei nostri fossati, che vengono utilizzati per l'irrigazione.
Cosa state facendo per salvare le acque dall'inquinamento da pesticidi?
Forse non riuscirò mai a fare queste due domande, forse ce ne sarà uno prima di me, forse mi cimenterò di più sulla questione...forse approfondirò....forse documenterò...forse!

In Forse vi lascio, in un periodo di delicati equilibri, come si può essere sicuri?
Noi continueremo la nostra battaglia, la nostra volontà di sensibilizzare, di riportare importanti argomenti, magari anche con il vostro aiuto.

giovedì 3 giugno 2010

Manovra, Aper: il Governo condanna le rinnovabili

Cancellato l´obbligo da parte del GSE di ritirare i certificati verdi in esubero
di Rossella Calabrese

03/06/2010 - Sono state confermate nel testo finale della manovra finanziaria due disposizioni che condannano il settore delle energie rinnovabili. È la denuncia dell´Aper, l´Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, all´indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra (Decreto-legge 78/2010).

L´articolo 15 - spiega Aper - impone agli impianti idroelettrici di grande derivazione un nuovo canone, mentre l´art. 45 cancella l´obbligo da parte del Gestore dei servizi elettrici (GSE) di ritirare i certificati verdi in esubero. I certificati verdi, ricordiamo, rappresentano un sistema di incentivazione per le energie alternative; l´obbligo di ritiro dell´eccesso di offerta era stato introdotto dalla Finanziaria 2008 e attuato dal DM 18 dicembre 2008, imponendo al GSE di ritirare i certificati rimasti invenduti fino al 2011.

Le due misure, secondo l´Associazione, sembrano confermare la precisa volontà da parte del Governo di non proseguire il cammino verso gli obiettivi europei del 2020, senza peraltro incidere in alcuna maniera sui conti pubblici.

"Queste due misure non comportano alcun vantaggio per le casse dello Stato - evidenzia Roberto Longo, presidente di APER - al contrario si rinuncia al gettito fiscale che ne potrebbe derivare,condannando a morte un settore che mostra ancora vivacità imprenditoriale, economica e tecnologica e grazie al quale l´Italia può ancora essere competitiva
nei confronti di altre economie. Da non sottovalutare inoltre - continua Longo - la forte turbativa che tali provvedimenti creeranno negli istituti di credito, con conseguente perdita di credibilità del Sistema Paese nei confronti del mondo finanziario."

L´Associazione si augura quindi che queste norme, pubblicate alla vigilia dell´invio del Piano d´Azione Nazionale dovuto entro la fine di giugno, possano ancora essere modificate permettendo l´allineamento in extremis dell´Italia alle politiche energetiche europee in materia di rinnovabili. APER lancia quindi un appello alle forze politiche perché procedano ad un´attenta e approfondita riflessione sulla questione.
Fonte:
www.edilportale.com